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1 Agosto 2018 - 20 Av 5778
PAGINE EBRAICHE 24

ALEF / TAV DAVAR PILPUL

alef/tav
Giuseppe Momigliano,
rabbino
“Le insegnerete ai vostri figli parlandone, quando ti trovi nella tua casa, quando vai per la tua strada, coricandoti e alzandoti” ( Deut. 11,19). R. Avraham  Shemuel Binyamin Sofer (conosciuto come Ketav Sofer) legge in queste parole un richiamo alle diverse condizioni in cui l’ebreo può trovarsi a vivere: “Quando ti trovi nella tua casa”, si riferisce al tempo in cui risiedi tranquillo in Terra d’Israele. 
 
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Davide
Assael,
ricercatore
  
Finora la lettura prevalente riguardo gli episodi di caccia allo straniero di cui si parla in questi giorni è stata quella del debole di mente che si sente libero di agire perché legittimato da una propaganda xenofoba condotta direttamente da esponenti del governo. Ma quando si sente parlare di ronde notturne, quando si vede il Ministro dell’Interno che esibisce senza remore magliette di gruppi neofascisti e neonazisti come fossero uno sponsor vengono in mente le molteplici relazioni di questi anni fra la Lega e la galassia dell’estrema destra identitaria italiana, a cominciare da Casa Pound.
 
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L'Iran risponde agli Usa: 'Non incontreremo Trump'
“II popolo iraniano non permetterà mai ai suoi rappresentanti di incontrare e negoziare con il Grande satana, noi non siamo la Corea del Nord”. Parole del comandante delle Guardie rivoluzionarie iraniane, così intervenuto sulla disponibilità manifestata da Trump a un incontro con Rohani. Eppure, scrive La Stampa, “l’atteggiamento iraniano era sembrato non del tutto ostile nelle ore successive all’apertura dell’inquilino della Casa Bianca, sebbene con le dovute cautele”. A intervenire anche Israele, una cui fonte riportata ai media nazionali – segnala La Stampa – ha riferito che dai contatti con Washington è garantito che la politica di fermezza degli Stati Uniti verso l’Iran non cambierà.

Sono dieci gli ultrà neofascisti indagati della procura di Genova per episodi di razzismo e antisemitismo e oggi inquadrati nelle fila dell’esercito russo come mercenari nella guerra contro l’Ucraina. “Tutti vicini all’ultradestra e alla Lega Nord, hanno postato le loro foto sui campi di battaglia, imbracciando mitra, accanto ai guerriglieri filo russi” spiega Repubblica. Tra loro Andrea Palmieri, di 38 anni, storico capo degli ultrà della Lucchese. “Già condannato in contumacia a due anni di carcere dalla Corte di Appello di Firenze per associazione a delinquere, latitante – si legge ancora – sul suo profilo Facebook si definisce neo-fascista e posta le foto del Duce, perciò complimentato dagli amici”.

Il Corriere racconta la storia di Rachele Vered, 79 anni, che da quasi cinque è al centro di una contesa amministrativa con il ministero dell’Economia “che le nega il vitalizio riservato ai perseguitati politici per le leggi razziali”. La donna è nata a Milano da genitori ebrei fuggiti dalla Polonia, ma le mancherebbe la prova della cittadinanza italiana nel periodo delle persecuzioni perché, viene spiegato, “l’impiegato dell’anagrafe nel campo con la cittadinanza scrisse polacca”.
A riconoscere le ragioni della signora Vered, sottolinea il Corriere, è stato il Tar del Lazio, che ha accertato, “pur se in via incidentale”, che nacque cittadina italiana. I giudici hanno incrociato due leggi dell’epoca. La legge della Repubblica di Polonia del 31 marzo 1938, “che prevedeva che ai cittadini polacchi soggiornanti all’estero venisse revocata la cittadinanza qualora essi non fossero rientrati in Polonia “entro la data prestabilita, su richiesta della rappresentanza estera polacca. E la legge italiana del 1912 che stabiliva che fosse cittadino italiano per nascita “chi è nato nel Regno se entrambi i genitori sono ignoti o non hanno la cittadinanza italiana, né quella di altro Stato”. 
 
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  davar
israele - il dolore della famiglia goldin 
"L'Onu riporti a casa mio figlio,
ogni silenzio è complice"

Il 1° agosto 2014 il gruppo terroristico di Hamas, approfittando del cessate il fuoco a cui Israele aveva acconsentito durante l'operazione Margine protettivo, organizzò un'imboscata e attaccò un gruppo di soldati. Tre di loro - Liel Gidoni, 20 anni, Hadar Goldin, 23 anni, Benaya Sarel, 26 anni -  furono uccisi dai terroristi, che nell'attacco riuscirono a portare via il corpo di Goldin. Da allora la salma del giovane soldato israeliano è in mano a Hamas, che in violazione di ogni norma internazionale, vuole sfruttarla come moneta di scambio mentre il mondo rimane in silenzio. E per protestare davanti all'indifferenza dimostrata dalla comunità internazionale, la famiglia Goldin nelle scorse ore ha organizzato una manifestazione a Gerusalemme, davanti alla sede dell'inviato Onu in Medio Oriente Nickolay Mladenov. “Siamo qui per condannare la violazione dei diritti umani e del diritto internazionale, per condannare quattro anni di silenzio che hanno permesso l'impunità dei colpevoli – ha affermato la madre di Hadar, Leah Goldin - Siamo qui per constatare il continuo fallimento nell'attribuzione delle vere responsabilità, che rende (le Nazioni Unite) ancor più responsabili della situazione umanitaria a Gaza”.
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pagine ebraiche - l'intervista del mese
La Directora vuole solo il meglio
Nonostante abbia detto di avere davvero pochissimo tempo, scusandosi perché "sono settimane infernali, ho mille cose da organizzare, carte da sistemare, programmazione da far partire, non riesco a fare di meglio, mi spiace" la voce della Directora del Centro Ibn Gabirol Colegio Estrella Toledano è squillante, allegra, piena di energia, lontanissima da quel che ci si aspetterebbe alla fine dell'anno scolastico. E alla fine ha trovato abbastanza spazio per trasmettere quella passione per il suo lavoro che è indubitabilmente uno degli ingredienti principali del suo successo. Dirige da dodici anni la prestigiosa scuola madrilena che, riconosciuta tra le migliori del paese, è il punti di riferimento per poco meno di 500 giovani della comunità ebraica di Madrid, e che ha ora un giovane rabbino italiano rav Pierpaolo Pinhas Punturello a coordinare gli studi ebraici.

Come mai ha voluto un rabbino italiano?
A dire il vero sono cinque, forse sei anni che cerco di portarlo qui da noi a Madrid, ho avuto successo solo al terzo tentativo. Ma sono assolutamente convinta sia la persona giusta per noi. Ne ero già sicura la prima volta...

Come è andata?
L'ho conosciuto tramite il rabbino capo della comunità di Lisbona, e avevo avuto subito l'impressione potesse essere adatto a ricoprire il ruolo di direttore degli studi ebraici, che fosse esattamente quello che cercavo, ma si era trasferito da poco in Israele, e comprensibilmente voleva portare avanti il progetto cui aveva iniziato a lavorare da poco, e vivere quell'esperienza sino in fondo.
La seconda volta mi pare ci sia sia incontrati a un seminario della World Zionist Organisation, ma ancora non era il momento giusto. Ci siamo tenuti in contatto, ci siamo sentiti via skype, e mi sono convinta che sia molto vicino alla filosofia della nostra scuola: un rabbino molto preparato, di grande cultura, aperto al mondo e con una preparazione universitaria di valore.

Quindi...
Quindi ci ho riprovato, e questa volta evidentemente era il momento giusto anche per rav Punturello. Così da settembre i rapporti si sono infittiti, è venuto a trovarci, ha passato qualche giorno con noi, poi è tornato con tutta la sua famiglia, abbiamo organizzato un primo seminario... e direi che si è trovato bene anche lui.

Ada Treves, Pagine Ebraiche Agosto 2018
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un rabbino italiano per il Centro Ibn Gabirol
A Madrid, una scuola prestigiosa
con lo sguardo rivolto al futuro

"Sto dividendo i libri. Devo scegliere quali portare con me, ed è davvero un lavoraccio. Lascio qui tutto quello che non mi serve per lavorare". È ora: prima delle prossime feste e dell'inizio dell’anno scolastico rav Pierpaolo Pinhas Punturello si trasferirà a Madrid, per coordinare gli studi ebraici del prestigioso Centro Ibn Gabirol Colegio Estrella Toledano. Un impegno prestigioso, che infine lo assorbirà completamente, dopo mesi trascorsi viaggiando fra Madrid, Israele, dove ha trascorso gli ultimi anni, e il Meridione, dove per quattro anni è stato impegnato con Shavei Israel per il "Progetto Sud" su cui ha lavorato in collaborazione con l'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. Ora è arrivato il momento del trasloco, quello vero, che porterà rav Punturello, sua moglie Giulia e i loro quattro ragazzi a vivere in Spagna. A Madrid dallo scorso dicembre ha trascorso due settimane ogni mese: "Quella con Madrid è una storia che va avanti da un po' di anni, ma la prima volta che mi hanno contattato avevo appena iniziato a lavorare per Shavei Israel e vivevamo in Israele da troppo poco per poter anche solo pensare di accettare. Poi di nuovo, la seconda volta che hanno provato a convincermi non era il momento giusto per me: il progetto in cui ho creduto e per cui ho lavorato tanto intensamente stava andando bene, era una cosa molto bella e promettente, in cui ho potuto e voluto spendermi al massimo. Si intrecciavano ideali, cultura, identità e per quattro anni sono stato molto fiero di camminare per strada, di ascoltare la gente che mi raccontava le proprie storie, i propri sogni, di trascorrere col loro le feste, di fare shabbat insieme, di avere la sensazione che mi stessero affidando, in un certo senso, il proprio futuro ebraico".
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uk - partito laburista contestato
Ebrei britannici contro Corbyn:
"Labour intriso di antisemitismo"

La spaccatura, ogni giorno che passa, sembra sempre più insanabile. Un clamoroso divorzio da una storia che, al momento, non avrebbe la giusta rappresentanza.
Partito laburista ed ebrei inglesi: due strade parallele, che procedono senza incontrarsi. Le gravi, gravissime responsabilità di Jeremy Corbyn che, a capo del glorioso partito fondato a inizio Novecento, un faro di luce per le altre forze progressiste che erano sorte o stavano sorgendo in Europa, raramente si è fatto sfuggire l’occasione per lanciare provocazioni oltre la soglia della tollerabilità.
Nei confronti dello Stato di Israele, verso cui non ha mai risparmiato veleni intollerabili, organizzando persino eventi in cui è stata proposta l’equiparazione tra soldati israeliani a Gaza e nazisti contro gli ebrei, e sospetto non troppo contrastato di una simpatia nei confronti del BDS, il movimento di boicottaggio globale che punta ad estromettere lo Stato ebraico dal mondo dell’accademia, della cultura, del commercio. D’altronde, difficile aspettarsi qualcosa di diverso da chi ha espresso amicizia verso gruppi terroristici come Hamas ed Hezbollah.
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pilpul
Ticketless - Incubi e querele
Povero Salvemini! Il suo insulto a Giolitti, «ministro della malavita», ritorna nell’attacco di Saviano contro Salvini. Dopo vent’anni di dittatura fascista e di esili, il povero Salvemini  dovette ricredersi. Al peggio, ebbe a dire, non c’è limite, l’età giolittiana aveva avuto i suoi meriti. Facciamo i dovuti scongiuri, d’altra parte chi scrive rimpiange il pentapartito. Nell’attesa proviamo, come sempre, a sorridere pensando allo scioglilingua che metterà in crisi gli avvocati in tribunale chiamati a verificare se la diffamazione ha fondamento: Salvemini, Saviano, Salvini, Salviano, Salveminiano, Salveminini ... che pateracchio.  Comunque vadano a finire le cose, diciamo la verità: l’offensiva dell’autore di Gomorra poteva essere calibrata meglio. Si poteva lasciare in pace Salvemini e procedere spediti al bersaglio, come invece ha fatto «Famiglia Cristiana» con un Vade retro Salvini! che non si presta a equivoci. Dopo aver visto la copertina del settimanale cattolico, e dopo aver rimuginato sul fatto che, forse, quando la gente viene lasciata per giorni fuori di un porto, sarebbe il caso che si levasse una voce anche dal mondo rabbinico. Così, nella notte ho avuto un incubo.

Alberto Cavaglion
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Periscopio - Gli ebrei e l'impero
È senz'altro da segnalare, per il suo alto interesse, una monografia, recentemente pubblicata da una giovane studiosa di Storia del diritto, Mariateresa Amabile, dedicata alla numerose, ambigue e contraddittorie leggi in materia di ebraismo emanate nell'impero romano cristiano nei secoli IV-VI dell'era volgare, intitolata Nefaria Secta. La normativa imperiale 'de Iudaeis' tra repressione, protezione, controllo. Il volume - che si presenta come prima parte di una più ampia ricerca, e che affronta specificamente i problemi connessi a matrimonio, oneri curiali, conversioni e apostasia, essendo altre tematiche (schiavitù, culto e festività) rimandate a un successivo tomo -, dopo avere ripercorso le molteplici implicazioni giuridiche che scaturirono dai rapporti tra romani ed ebrei nelle varie epoche, si sofferma in una dettagliata analisi dei provvedimenti promulgati dalla corte imperiale dopo il rivolgimento epocale originato dall'assunzione del Cristianesimo a religione statale.

Francesco Lucrezi, storico
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