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24 Agosto 2018 - 13 Elul 5778
PAGINE EBRAICHE 24

ALEF / TAV DAVAR PILPUL

alef/tav

Haim Korsia, Gran rabbino
di Francia
Ciascuno, nella sua fede, non può vivere senza l'Altro, nella sua differenza.
 
Gadi
Luzzatto
Voghera,
direttore
Fondazione CDEC
Tema: Il prossimo 5 settembre al parco di San Rossore a Pisa si svolgerà una cerimonia che vedrà ottanta rettori delle università italiane avanzare “scuse solenni” per l’espulsione dei docenti e degli studenti ebrei dall’accademia nel settembre 1938. Esponi brevemente gli eventi storici a cui si riferisce l’evento ed esprimi un giudizio personale.
Svolgimento: I fatti sono noti, ma vale la pena ricordarli brevemente. Dal 1935 il regime fascista decise di attuare in diverse forme una politica razzista. In un primo tempo questo percorso venne considerato funzionale all’imperialismo nel continente nero (conquista dell’Etiopia). In seguito si elaborarono campagne propagandistiche nelle quali non solo il concetto di pura razza italica divenne sempre più centrale, ma a questo si associò una crescente polemica antisemita. Pubblicazioni di libri, infittirsi di articoli di giornale, una progressiva emarginazione del personale di origini ebraiche dalla pubblica amministrazione furono gli strumenti che prepararono la svolta del 1938. La china degli eventi fu rapida e coerente.
 
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Alleanze baltiche
“Voglio riequilibrare l’attitudine non sempre amichevole che l’Unione europea ha nei confronti di Israele”. Parole del Premier Benjamin Netanyahu, così intervenuto a Vilnius (dove è ospite di un summit dei tre paesi baltici). Sottolinea La Stampa: “Quello di assistere a vertici regionali minori a livello europeo sembra essere diventato un nuovo modo di operare per il premier israeliano: nel 2017, ha partecipato a un incontro tra i Paesi del cosiddetto blocco di Visegrád, Polonia, Ungheria, Slovacchia e Repubblica ceca, tra i maggiori alleati d’Israele in Europa. Secondo il quotidiano israeliano Haaretz, sarebbero in corso anche contatti nei Balcani”.

63.000 soldati addestrati al combattimento (di cui 48.000 sono poi stati schierati), 39.000 missioni eseguite, 86.000 militanti uccisi in raid aerei e circa 121.500 “obiettivi terroristici” distrutti. Questi i numeri del coinvolgimento russo in Siria dal 2015, così come sono stati resi noti da Mosca. A riportarli è Repubblica.

Libri di testo in uso nel mondo della scuola ancora colmi di pregiudizio e improntati “sugli stereotipi antisemiti della rivista Stürmer”. È la denuncia di Josef Schuster, presidente del Consiglio centrale degli ebrei in Germania. Scrive al riguardo Il Fatto Quotidiano: “Nelle scuole tedesche Olocausto e nazionalsocialismo sono temi trattati con serietà. Documentari e approfondimenti vengono trasmessi a cadenza quasi quotidiana in televisione (non solo in orari proibitivi), ma per il presidente del Consiglio centrale una visita obbligatoria ad un campo di concentramento sarebbe utile agli studenti”.
 
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  davar
le parole di shaul ladany
"Corbyn sparisca dalla scena"
“Dovrebbe sparire dalla scena politica. E mi auguro che ciò accada al più presto”.
Chi ha avuto modo di partecipare a una delle due Run for Mem, le corse per la Memoria viva e consapevole organizzate dall’UCEI a Roma nel 2017 e lo scorso gennaio a Bologna, conosce la pacatezza dei modi e il self control di Shaul Ladany. Anche quando deve trattare di temi drammaticamente seri e laceranti come quelli che lo hanno riguardato in prima persona: l’esperienza in un lager nazista, in cui fu rinchiuso giovanissimo e da cui uscì segnato per sempre (nella Shoah ha perso in tutto quasi 30 familiari). E l’attentato palestinese ai Giochi di Monaco del ’72: una carneficina da cui Shaul, che in quei Giochi voleva lasciare il segno, ultima prova ad alto livello di una lunga e più che onorevole carriera di sportivo, si salvò per miracolo.
Le foto circolate negli scorsi giorni in cui il leader laburista inglese Jeremy Corbyn è immortalato nell’atto di rendere omaggio anche ad alcuni di quei terroristi hanno però scalfito il suo aplomb. E con la stampa britannica Shaul non si è trattenuto: “Queste immagini – le sue parole, circolate sui più importanti quotidiani – mi hanno fatto infuriare. Con lo sguardo Corbyn sembra far passare questo messaggio: ‘Sono con voi, vi ammiro’. È quello che pensa, anche se al momento non può esprimersi apertamente perché potrebbe perdere alcuni dei suoi elettori”. Ladany ha aggiunto di non conoscere personalmente Corbyn. Ma, ha poi aggiunto, “da quel che leggo e sento non ho dubbi che sia un antisemita”.
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segnalibro
Architettura, la storia di una vita
Dagli anni della guerra, a ridosso dei quali Gianni Ascarelli è nato, al periodo della formazione, al primo Studio Transit nel 1972, fino al racconto - come scrive Franco Purini - "di un’esperienza esistenziale, e di un progetto di vita". Continuità e discontinuità, certezze e dubbi, permanenze e mutamenti, in un percorso tipico di ogni mondo plurale. Le architetture dello Studio Transit ne sono compiuta rappresentazione.'38 vs '18. Una storia di architettura è un libro di memorie e lavoro, pubblicato da Quodlibet con questa introduzione del rav Riccardo Di Segni.

Dopo i primi libri, più concentrati sui primi anni di vita e i viaggi di conoscenza giovanile, questo libro potrebbe essere considerato come la terza puntata di una biografia professionale di un architetto. Ora chi scrive è il professionista affermato che parte dagli studi universitari per raccontare una lunga carriera condotta insieme a una squadra affiatata e creativa. Per un lettore come me, di formazione professionale completamente diversa e con interessi e competenze architettoniche piuttosto superficiali (malgrado la frequentazione coniugale di un architetto...), questo libro è una sorpresa e un percorso educativo.

Rav Riccardo Di Segni, rabbino capo di Roma
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pilpul
Minacce e arancini
Un Ministro degli Interni che nel giro di 24 ore si mostra sprezzante con il Presidente della Camera e con la magistratura (quasi un caso da manuale per spiegare agli allievi a cosa dovrebbe servire la divisione tra i tre poteri) è francamente piuttosto inquietante, e non meno inquietante è il post minaccioso contro la magistratura da parte di un deputato leghista: “se toccate il Capitano vi veniamo a prendere sotto casa… occhio!”. Ma forse la cosa più inquietante di tutte è che ci stiamo abituando, e che questo genere di notizie quasi non fa più notizia. Anzi, la continua sfida alle regole del gioco democratico è vista spesso positivamente, come ribellione verso i “poteri forti”. Tanto che viene il dubbio che la vicenda della nave Diciotti abbia un valore più simbolico che reale.

Anna Segre, insegnante
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L'Italia inospitale
“Pensare che il discorso razzista non fa che tradurre in forma violenta un’incapacità, certo detestabile, di tollerare l’altro nella sua integrità, di accettarlo così com’è, è una cosa assurda. Poiché il razzismo non è altro che l’espressione rinnovata della negazione dell’uomo, di ogni uomo, nella sua ricchezza, nella sua infinità poverta.”
E più avanti “l’ostilità al mondo, e agli altri è forse soltanto la greve nerezza di un’ombra che è indifferente al ripetuto richiamo alla luce. L’ospitalità è oltre. Essa offre alla terra frantumata l’integrità del cielo.”
Davanti al mare di Cassis, a pochi chilometri da Marsiglia, leggo e rileggo questi passi che compongono “Le livre de l’Hospitalité” (1991) del poeta Edmond Jabès – ebreo-egiziano naturalizzato francese -, e penso a un’Italia, a un mondo, sempre più inospitale.


Francesco Moises Bassano




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