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27 Agosto 2018 - 16 Elul 5778
PAGINE EBRAICHE 24

ALEF / TAV DAVAR PILPUL
alef/tav
Paolo Sciunnach, insegnante
Il caso del Ben Sorer UMoreh non è mai esistito, non esiste e non esisterà mai. Ma allora perché è scritto? Commenta e riceverai il premio. (Sanhedrin 70)
Il premio è la capacità di interpretare.
 
L'Italia e i migranti
Opinioni a confronto
L’Italia e l’accoglienza dei migranti. Il rispetto della legalità e dei diritti umani. Il futuro della democrazia e il crescente populismo. Temi che sono al centro del dibattito pubblico e sul quale da tempo si confrontano anche i nostri collaboratori. Arricchiscono l’intenso confronto gli interventi, che pubblichiamo oggi, del vicepresidente UCEI Giorgio Mortara, della storica Anna Foa e del professor David Sorani.
 
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  davar
la fifa ferma il dirigente palestinese
Incoraggiò azioni violente,

per Rajoub un anno di stop
C’è voluto qualche mese ma alla fine la Fifa è intervenuta, punendo in questo modo le intemperanze del numero uno del calcio palestinese, Jibril Rajoub, che alla vigilia dell’incontro amichevole tra Israele e Argentina dello scorso giugno – incontro poi annullato dopo la retromarcia della squadra ospite, ufficialmente per motivi di sicurezza – aveva invitato a bruciare foto e maglie di Lionel Messi e degli altri campioni della Seleccion.
Dopo la cancellazione dell’amichevole, non pago del suo delirante invito, rapidamente propagatosi anche sul web, Rajoub aveva celebrato la notizia come una vittoria dei “valori, dell’etica e del messaggio dello sport”. E, in una conferenza stampa a Ramallah, aveva pubblicamente gioito con a fianco un’immagine gigante di lui con il cinque volte pallone d’oro (immagine risalente a una precedente visita in Medio Oriente di Leo, ma con la maglia del Barcellona) e il seguente messaggio: “From Palestine thank you Messi”.
La Fifa, in un comunicato diffuso nel fine settimana, ha riconosciuto la gravità di quello che è stato ritenuto un vero e proprio incitamento “all’odio e alla violenza”. E ha reso immediatamente effettiva la sentenza (la federazione palestinese ha annunciato ricorso, ma pare destinato a non aver successo).
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la raccolta di musiche e testi
Venezia e le liturgie salvate

Nel segno di Leo Levi
La preziosa opera svolta intorno alla metà del secolo scorso da Leo Levi, al quale si devono note e registrazioni relative alla musica delle liturgie ebraiche italiane secondo i vari riti, vede aggiungersi, uscito a giugno, un volume con due cd, curato da Piergabriele Mancuso, dedicato alle “Musiche della tradizione ebraica a Venezia”, basato appunto sulle specifiche registrazioni pazientemente raccolte da Levi nel periodo 1954-1959.
L’iniziativa editoriale, per i tipi di Squilibri srl di Roma, è il risultato di una vera e propria rete di collaborazioni che lega gli “Archivi di Etnomusicologia dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia” ai promotori che sono la Comunità ebraica di Venezia, la Regione Veneto e “The Medici Archive Project” al quale appartiene il curatore dell’opera.
Confesso un forte coinvolgimento emotivo nello scrivere queste modeste righe, dovuto al fatto che i 54 brani del primo cd, relativo alla tradizione sefardita, vennero registrati a più riprese da mio padre, il rabbino Bruno Ghereshon Polacco, la cui carriera iniziò a Venezia, la sua città, quando rabbino capo era il livornese Adolfo Ottolenghi.


Gadi Polacco
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pilpul
Oltremare - Acqua
L’attrice che in televisione fa la pubblicità progresso per convincere gli israeliani a non fare troppo spreco d’acqua è oggetto di caricature infinite, sia per l’intensità con cui pronuncia teatralmente “Israele si sta seccando” e frasi simili, sia per via dell’effetto zolle di terra essiccate al sole che l’ideatore dello spot ha un po' sadicamente deciso di usare sul suo bel viso. E non è che non abbia ragione, intendiamoci: il Kinneret o Lago di Tiberiade ogni anno scende di ulteriori manciate di centimetri e la pioggia invernale non basta più per riempirlo da decenni ormai. Al mio arrivo in Israele oltre dieci anni fa i locali si prodigavano in consigli su come evitare di buttare via acqua potabile non utilizzata, per esempio nell’atto quotidiano di regolare il calore della doccia: un secchio nella doccia e raccogli acqua pulita, non abbastanza calda per lavarsi ma ottima per lavare invece il pavimento o dar da bere alle piante. Ma in realtà, con i desalinizzatori e i sistemi di filtraggio per riutilizzo che abbiamo in funzione, l’acqua in Israele manca nel Kinneret e in generale a terra ma non nei tubi delle nostre case.

Daniela Fubini, Tel Aviv
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Controvento - Senso comune
Nel 1995, inviata a Pechino per la Woman’s World Conference, intervistai l’allora responsabile delle politiche sociali, che sovrintendeva all’applicazione della contestatissima legge del figlio unico.
Mi trovai di fronte una anziana e sorridente matrona, che alle mie rimostranze rispose: “Comprendo bene che si tratta di una legge coercitiva e penosa. Io stessa ho sei figli (messi al mondo quando le gravidanze erano non solo consentite, ma anzi incoraggiate). Ma vede, noi siamo ora 1.280.000.000. Se non mettiamo un freno alle nascite, fra due generazioni saremo due miliardi. La Cina ha risorse per nutrire al massimo un miliardo e seicento milioni di persone. Che cosa faremo con i quattrocento milioni eccedenti? Li mandiamo a voi?”. E dopo un sorso di thé aggiunse: “Mi rendo conto che per voi donne europee liberate una politica di questo tipo è inimmaginabile. Ma a voi manca il senso del bene comune, che per noi orientali è la priorità. Chiediamo a una generazione di sacrificarsi per il Paese in modo che le generazioni future possano vivere meglio”.


Viviana Kasam
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