28 febbraio 2018 - 13 Adar 5778

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29 Agosto 2018 - 18 Elul 5778
PAGINE EBRAICHE 24

ALEF / TAV DAVAR PILPUL

alef/tav
Giuseppe Momigliano,
rabbino
“Verranno su di te e ti raggiungeranno tutte queste benedizioni, se darai ascolto alla voce dell’Eterno tuo Signore.” (Deut. 28,2) Il commento Deghel Machanè Efraim (R. Moshe Chaym Efraim di Sudilkov, nipote del grande Baal Shem Tov che diede inizio al movimento del Chassidismo) spiega un’apparente stranezza del testo: “Perchè parla di benedizioni che ti raggiungeranno? Non dovrebbe dire al contrario – tu conseguirai queste benedizioni? Il fatto è che spesso l’uomo fugge dal bene perchè non lo sa riconoscere, per questo il re David ha scritto “Sicuramente bene e misericordia mi raggiungeranno” (Salmi 23,5), dal momento che talvolta non siamo in grado di andare incontro al bene perché incapaci di riconoscerlo, che sia allora il bene stesso a raggiungerci”.
Chiediamo al Signore che ci apra gli occhi, la mente e il cuore quando rischiamo di non riconoscere il bene che ci sfiora nella vita.
 
Davide
Assael,
ricercatore
Da quando, ormai 10 anni fa, Geert Wilders, insieme ai partiti e movimenti animalisti, propose in Olanda una legge per abolire la kashrut non ho smesso di denunciare come l’antisemitismo stesse rilegittimandosi in Europa attraverso la porta dell’islamofobia. La convinzione mi si è rafforzata nel corso degli anni, in cui ho visto un’estrema destra cavalcare in modo palesemente strumentale la questione del maltrattamento animale, oppure dei diritti dei bambini, nel caso della circoncisione. Anche quella giocata in funzione anti islamica, ma con palesi ricadute sull’ebraismo europeo. Per questo, mi ha fatto piacere la denuncia di settimana scorsa di Rav Di Segni riguardo i rischi che questo governo davvero possa approvare una legge anti macellazione rituale, che ciclicamente si ripresenta. L’alleanza è sempre la stessa: animalisti (Michela Vittoria Brambilla) + estrema destra (Lega). Forse, bisognava con maggior forza insistere sui rischi di denunce indiscriminate all’Islam europeo, sapendo discernere, ad esempio fra chi le bombe le metteva e chi le subiva. Forse, bisognava non fermarsi alla superficiale equazione Salvini anti-Islam = pro-ebrei. Non era così difficile capire l’abnorme strumentalizzazione di cui eravamo vittime. Mi vengono in mente le parole di Giorgio Gaber della canzone «Il conformista», che, «È il risultato di una specie che vola sempre a bassa quota in superficie, poi sfiora il mondo con un dito e si sente realizzato». A cui bisognerebbe aggiungere le parole di Pierpaolo Pasolini: «Lei è un uomo medio. E sa che cosa è un uomo medio? Un mostro, un pericoloso delinquente, conformista, colonialista, razzista, qualunquista.» Forse, siamo tutti diventati molto conformisti. Si spera che le parole, assai più autorevoli delle mie, di Rav Di Segni ci sveglino e che l’ebraismo italiano risponda compatto no a questi tentativi di limitarne le libertà.
 
L'intesa Orban-Salvini
Sorrisi, strette di mano e reciproci complimenti tra il Premier ungherese Viktor Orban e il ministro dell’Interno Matteo Salvini. Scrive La Stampa: “Si sa: Matteo Salvini è in campagna elettorale permanente. Ieri ha iniziato quella delle Europee di maggio. Primo spot, l’incontro a Milano, in Prefettura, con il premier ungherese Viktor Orban, l’uomo nero dell’Europa”. Così invece il Corriere: “I vicini a Salvini raccontano di un incontro in cui si è discusso molto più di economia che di immigrazione. In particolare, Orbán avrebbe detto all’interlocutore di essere riuscito a fare le riforme a cui puntava ‘perché da noi non ci sono i sindacati'”. Nel corso dell’incontro, segnalano i quotidiani, Salvini ha annunciato visite imminenti in “Nord Africa, Israele e Russia”.
All’esterno della prefettura affollato sit-in “antisovranista” promosso da sinistra e diverse associazioni, tra cui Comunità di Sant’Egidio, Arci, Anpi, Cgil e Uil.

Il Parlamento iraniano ha respinto le spiegazioni del presidente Hassan Rohani, che ha attribuito le ragioni della crisi economica alle tensioni con gli Stati Uniti e alle sanzioni. II voto, che ha accettato le argomentazioni di Rohani solo riguardo alla chiusura dei mercati finanziari globali alle banche iraniane, secondo il Sole 24 Ore testimonia “l’inasprimento del confronto a Teheran tra l’ala conservatrice e i moderati che appoggiano il presidente”.
 
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  davar
L'EX RABBINO CAPO JONATHAN SACKS
"Le parole e l'odio di Corbyn
sono una minaccia per tutti"
Tra le voci ebraiche più influenti della contemporaneità, l’ex rabbino capo d’Inghilterra e del Commonwealth Jonathan Sacks ha da sempre il pregio della chiarezza. Per molte settimane ha letto, ascoltato, preso nota. Non ha interferito con le istituzioni ebraiche del suo paese, che da tempo denunciano la deriva antisionista e antiebraica di Jeremy Corbyn. Nelle scorse ore, senza mezzi termini, in una intervista con la storica rivista espressione della sinistra New Statesman, il rav ha definito il leader del partito laburista “un antisemita”.
Interventi rancorosi contro Israele e il mondo ebraico che sembrano linfa quotidiana del suo impegno politico, ma anche la diffusione di imbarazzanti fotografie e video che dal recente passato svelano Corbyn una volta intento a rendere omaggio ai terroristi palestinesi che colpirono la squadra israeliana ai Giochi di Monaco ’72, a strizzare l’occhio al Movimento Bds che punta all’estromissione di Israele dal mondo accademico e dal commercio internazionale, a mettere in dubbio la piena aderenza degli ebrei inglesi ai valori della società in cui vivono e di cui sono ormai da vari secoli protagonisti.
Corbyn, ha affermato il rav Sacks, “sostiene razzisti, terroristi e propagatori di odio che vogliono uccidere cittadini ebrei e cancellare Israele dalla mappa”. E lo starebbe facendo, sostiene, con modalità comunicative già viste e che in passato hanno avuto terribili conseguenze. “Quando sostiene che, per quanto a lungo siano vissuti qui, gli ebrei non sono completamente britannici, sta usando il linguaggio dell’antisemitismo classico dell’Europa che si avviava al secondo conflitto mondiale. Quando gli si chiede di confrontarsi con questi fatti, prima nega, poi sostiene che sia tutto un equivoco, quindi cerca di passare oltre. È un atteggiamento disonesto e pericoloso. Corbyn – sottolinea l’ex rabbino capo – ha legittimato l’espressione pubblica dell’odio”.
Il suo ruolo pubblico, prosegue, appare ancora più inquietante se messo in relazione con il fatto che ancora oggi, in Europa, “accade che cittadini ebrei siano uccisi per il solo fatto di esserlo”. Ecco perché, ha affermato, gli ebrei inglesi “si sentono minacciati da Corbyn e dai suoi sostenitori”.
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pilpul
Ticketless - Scarabocchi
L’appuntamento è a Novara. Scarabocchi. Il mio primo festival, dal 21 al 23 settembre, preceduto dal programma per le scuole il 20 e 21 settembre. Ci saranno seminari, workshop, lezioni, laboratori, eventi per bambini e adulti. Ne dà notizia l’amico Marco Belpoliti. Secondo Ernst H. Gombrich è stata la rivoluzione estetica avvenuta nel XX secolo a stabilire un nesso fra la psicoanalisi e i disegni per gli scarabocchi, per le scritture non normative: «Tale rivoluzione, di cui sono state protagoniste le avanguardie artistiche, ci indurrebbe a rivalutare l’arte dei bambini e quella dei profani, e persino i disegni dei malati di mente e degli psicotici». Lombroso docet, ne ho parlato in un Ticketless di qualche settimana fa: un giorno, mi auguro, il festival di Novara potrebbe aprire una finestra sui reperti del Museo Lombroso e tentare una sinergia. Scarabocchiare un foglietto durante una telefonata o una conversazione noiosa è un’attività diversiva, che non occupa la mente, che sfugge alla concentrazione e può riguardare ogni arrività umana, anche la preghiera. Un’attività diversiva praticata spesso in campo ebraico a giudicare dal numero impressionante di ghirigori, pupazzi, folletti o semplici ornamenti decorativi, sbarrette spirali, cerchi concentrici, silhouettes più o meno caricaturali, che affollano i libri di preghiera antichi: il mondo ebraico dovrà decidersi un giorno a metterli in mostra.

Alberto Cavaglion 

Periscopio - Il Noah Day
Il prossimo 2 settembre la città americana di Grand Island celebrerà (per la terza volta, essendo tale onoranza stata creata nel 2016) il “Mordecai Manuel Noah Day”, per ricordare la figura e i meriti storici di questo personaggio singolare e visionario. E, anche se non siamo a Grand Island, né in America, e anche se il nome di Noah a molte persone – anche informate di cose ebraiche – risulterà sconosciuto, ritengo opportuno scrivere due righe per rendere omaggio a questa significativa figura della storia ebraica e statunitense, la cui opera rappresenta un momento importante del lungo e complesso processo di emancipazione del popolo ebraico nel Nuovo Mondo, nonché della stessa affermazione dell’idea sionista, di cui Noah rappresenta – accanto a Moshe Hess e a Leo Pinsker, ma prima di loro – un precursore.

Francesco Lucrezi
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