Ephraim Mirvis, rabbino capo di Gran Bretagna
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Si può imparare qualcosa da ciascuno. Come
dice un proverbio: anche un orologio rotto dice l’ora giusta due volte
al giorno.
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David
Bidussa,
storico sociale
delle idee |
Il libero arbitrio è l’unico potere che
l’essere umano possiede.
Grazie Oscar Sebastiàn Lelio che con “Disobedience”, in un tempo in cui
l’appartenenza è tornata ad essere vissuta e ad essere proposta come un
destino, ci dice che scegliere si può.
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Di Maio attacca la stampa
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“La
vera piaga di questo Paese è la stragrande maggioranza dei media
corrotti intellettualmente e moralmente” sostiene il vicepremier Luigi
Di Maio. “Infimi sciacalli” li ha definiti ancora, in una giornata
segnata dall’assoluzione della sindaca Virginia Raggi. Per l’ex
parlamentare Alessandro Di Battista la categoria sarebbe costituita in
buona parte da “pennivendoli che non si prostituiscono neppure per
necessità, ma solo per viltà”.
Interventi entrambi stigmatizzati da Ordine dei Giornalisti e
Federazione Nazionale della Stampa Italiana. In un editoriale il
direttore di Repubblica Mario Calabresi parla di “follie imperdonabili”
e di minaccia “ai principi base della democrazia”.
Uscirà il 15 novembre, per Solferino, Quel giorno quell’anno di Antonio
Debenedetti. Due novelle dedicate alle Leggi antiebraiche promulgate
dal fascismo, con postfazione di Gian Antonio Stella oggi anticipata
dal Corriere. “Furono tanti i Giusti italiani che cercarono di aiutare
gli ebrei. Tanti. Non di meno però, purtroppo – scrive l’editorialista
– quelli che non videro”.
Sempre in tema di Leggi razziste la Lettura del Corriere segnala la
presentazione in anteprima a BookCity di Scolpitelo nel vostro cuore, a
cura di Daniela Palumbo, volume pubblicato da Piemme in cui la
senatrice a vita Liliana Segre racconta la sua storia e il suo impegno
di Testimone della Shoah. Temi su cui Segre interverrà domani a Milano
nel corso del convegno “L’incitamento all’odio nell’Europa
contemporanea” che si colloca nell’anno di presidenza italiana
dell’Intemational Holocaust Remembrance Alliance e che è presentato su
Avvenire.
Esce con l’Espresso Educare all’odio: la difesa della razza, curato da
Valentina Pisanty e con un testo di Umberto Eco. “Se è vero che
l’Italia del 2018 non è quella del 1938 – scrive il settimanale – il
provvedimento del decreto sicurezza di Matteo Salvini introduce, per la
prima volta nella storia della Repubblica, un nuovo discrimine, negando
i diritti sanciti dalla nostra Costituzione”.
Avvenire, il quotidiano della Conferenza Episcopale Italiana, celebra
invece l’arcivescovo di Milano Alfredo Ildefonso Schuster che nel ’38
in una omelia definì le Leggi razziste “eretiche”.
Sul Manifesto Claudio Vercelli riflette sugli 80 anni di un altro
drammatico avvenimento: la cosiddetta Notte dei cristalli. “Ciò che è
capitato – si legge – si colloca nel contesto geopolitico e alla luce
dell’affermarsi della comunità di stirpe razzista per legittimare la
persecuzione e l’odio contro gli ebrei”.
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ebraiche novembre 2018
Rai,
le risposte e i silenzi
In
un suo tweet della scorsa primavera ha espresso “disgusto” nei
confronti dell’operato del Presidente Mattarella. In diverse altre
circostanze ha condiviso contenuti prodotti da figure riconducibili al
mondo dell’estrema destra. Tra gli altri Maurizio Blondet, più volte
segnalato sull’Osservatorio antisemitismo del Cdec per le sue
intemperanze. Intervistato dall’autorevole quotidiano israeliano
Haaretz, ha poi dichiarato che i parlamentari europei del Partito
Democratico sarebbero stati finanziati niente meno che da George Soros,
il filantropo ebreo preso a bersaglio dai sovranisti e antisemiti di
mezzo mondo.
L’uso disinvolto dei social network e alcune dichiarazioni arrischiate
e controverse hanno fatto di Marcello Foa, il nuovo presidente della
Rai, il bersaglio di molte critiche. E i contenuti dell’anticipazione
di alcuni elementi di questa intervista sul notiziario online Pagine
Ebraiche 24 hanno suscitato ferme reazioni di molti. In questo numero
del giornale, fra l’altro, nell’area Opinioni a confronto, gli storici
Anna Foa e Gadi Luzzatto Voghera intervengono senza mezze misure per
denunciare le ambiguità che aleggiano attorno al nuovo presidente della
Rai. Problemi aperti su cui Pagine Ebraiche ha provato a ottenere una
rassicurazione. “Di questi argomenti preferisco non parlare, penso di
aver già chiarito a sufficienza” risponde però cortesemente
l’intervistato.
“Su di me – sostiene – è stato scritto di tutto e spesso con una
violenza verbale che altri con spalle meno larghe delle mie non
avrebbero saputo affrontare. Sono stato dipinto come un mostro. Si è
voluta attaccare e distruggere la mia reputazione per via di alcuni
tweet. Chi mi conosce sa quanto ciò che è stato raccontato sia lontano
dalla realtà. E quanto io ponga al centro di tutto la dignità e il
rispetto della persona, qualunque sia la sua opinione. Una lezione che
ho appreso anche del ramo ebraico della mia famiglia, storicamente
radicato in Piemonte. Origini in cui mi riconosco e di cui vado
orgoglioso”.
Adam Smulevich
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pagine
ebraiche novembre 2018
I
veleni attuali del complotto
Nel
1937, mentre in Italia si avvicinavano le leggi razziste, i Protocolli
dei savi di Sion uscivano in una nuova edizione con un’introduzione di
Julius Evola. Tra il 1936 e il 1941, negli anni in cui in Italia il
razzismo e l’antisemitismo diventano di Stato, il filosofo
tradizionalista pubblica numerosi scritti razzisti e antisemiti. Vicino
al fascismo ma ancor più vicino al nazismo, Evola esprime un pensiero
originale rispetto a quei due modelli che non manca di creargli qualche
tensione e non pochi sospetti sia in Italia che nel III Reich, dove
ripara dopo l’8 settembre 1943. Nel 1951 è processato per apologia di
fascismo e per i suoi rapporti con gruppi armati neofascisti ma viene
assolto. Nel dopoguerra, fino alla morte nel 1974, è l’ispiratore di
tutta la destra estrema italiana. Il suo pensiero, fondato
essenzialmente sull’esaltazione della tradizione, è tuttora al centro
di discussioni e dibattiti, a cui rimando il lettore.
Anna Foa, storica
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segnalibro
Gli
italiani e le Leggi del '38
È
in uscita all’inizio della settimana in libreria e in edicola con il
quotidiano La Stampa il nuovo libro di Claudio Vercelli “1938
Francamente razzisti” (Edizioni del Capricorno), presentato negli
scorsi giorni a Torino in una sala affollata al Polo del 900 da Dario
Disegni, Presidente della Comunità ebraica torinese e del Meis; Alberto
Sinigaglia, presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Piemonte e della
Valle d’Aosta, e Federica Tabbò del Museo della Resistenza.
Il volume sfata false rappresentazioni che ancora oggi vengono date
delle leggi razziste promulgate nel ’38 dal fascismo, non a caso
rimosse nell’opinione pubblica per ottant’anni o percepite in maniera
edulcorata, come misure non così gravi, emanate soprattutto per
compiacere l’alleato tedesco, e ribadisce come esse furono invece la
logica conseguenza della politica del regime fascista, che le attuò con
la connivenza o nell’indifferenza di una grande parte della società
italiana.
“Un libro importante e necessario – lo ha definito Disegni – che unisce
al rigore dell’analisi storiografica una grande chiarezza
nell’esposizione, che, grazie anche al ricco apparato iconografico e
documentario, lo rende particolarmente adatto alla lettura e alla
riflessione del grande pubblico e degli studenti”.
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La
tentazione totalitaria
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È
inutile nasconderselo: le apprensioni crescono. Ci stiamo rendendo
conto che il quadro geopolitico, non solo del nostro Paese ma di tutto
il Continente, sta mutando. Con esso, anche una parte degli equilibri e
degli assetti interni alle società nazionali. Se ancora qualche tempo
fa potevamo dirci che il tutto potesse rubricarsi a fenomeno
transitorio, ora invece dobbiamo riconoscere che non c’è nulla di
temporaneo oppure occasionale. Si sa cosa si lascia, non si può sapere
per certo cosa si incontrerà. La storia non è mai un insieme fisso,
cristallizzato, di protagonisti ed eventi. La storia racconta del
mutamento come costanza del vivere umano. Mutano le persone, cambiano i
corpi, si trasformano le società. È un principio vitale, per così dire.
Dopo di che, può anche essere fonte di grandi preoccupazioni. Se c’è un
segno all’orizzonte del presente, infatti, è che le democrazie liberali
e sociali (il binomio è d’obbligo) sono chiaramente affaticate.
Claudio Vercelli
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Immagini
- Tempo scaduto
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Un
mese fa, per la ricorrenza del mio Bar Mitzvah, ho avuto l’opportunità
di fare un breve divrei Torah sulla parasha di Bereshit. Mi sono voluto
concentrare sulla dimensione del tempo che è quella che da sempre guida
la tradizione d’Israel. Bereshit che suggella il grande dono della
creazione: la terra, i cieli e le stelle, la
vegetazione, il mare e gli esseri animali, fino ad arrivare ad Adamo ed
Eva. La Torà inizia appunto con questo grande dono. Ho terminato il mio
intervento sostenendo che questa creazione è oggi gravemente malata e
non resta molto tempo per salvarla. Questo è il tema portante di
“Before the Flood” diretto da Leonardo di Caprio, prodotto nel 2016 da
National Geographic e uscito pochi mesi fa su Netflix. L’immagine di
copertina del film ben rappresenta il contenuto del documentario che
vede lo stesso attore americano viaggiare attraverso vari continenti
per parlare con esperti e scienziati che studiano il cambiamento
climatico, facendoci toccare con mano attraverso riprese aeree e
subacquee la devastazione e lo stravolgimento del clima negli ultimi
trent’anni.
Ruggero Gabbai
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