Pagine Ebraiche 24

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11 Novembre 2018 - 3 Kislev 5779
PAGINE EBRAICHE 24


ALEF / TAV DAVAR PILPUL
alef/tav
Ephraim Mirvis, rabbino capo di Gran Bretagna
Si può imparare qualcosa da ciascuno. Come dice un proverbio: anche un orologio rotto dice l’ora giusta due volte al giorno.
 
David Bidussa,
storico sociale
delle idee
Il libero arbitrio è l’unico potere che l’essere umano possiede.
Grazie Oscar Sebastiàn Lelio che con “Disobedience”, in un tempo in cui l’appartenenza è tornata ad essere vissuta e ad essere proposta come un destino, ci dice che scegliere si può.
 
Di Maio attacca la stampa
“La vera piaga di questo Paese è la stragrande maggioranza dei media corrotti intellettualmente e moralmente” sostiene il vicepremier Luigi Di Maio. “Infimi sciacalli” li ha definiti ancora, in una giornata segnata dall’assoluzione della sindaca Virginia Raggi. Per l’ex parlamentare Alessandro Di Battista la categoria sarebbe costituita in buona parte da “pennivendoli che non si prostituiscono neppure per necessità, ma solo per viltà”.
Interventi entrambi stigmatizzati da Ordine dei Giornalisti e Federazione Nazionale della Stampa Italiana. In un editoriale il direttore di Repubblica Mario Calabresi parla di “follie imperdonabili” e di minaccia “ai principi base della democrazia”.

Uscirà il 15 novembre, per Solferino, Quel giorno quell’anno di Antonio Debenedetti. Due novelle dedicate alle Leggi antiebraiche promulgate dal fascismo, con postfazione di Gian Antonio Stella oggi anticipata dal Corriere. “Furono tanti i Giusti italiani che cercarono di aiutare gli ebrei. Tanti. Non di meno però, purtroppo – scrive l’editorialista – quelli che non videro”.
Sempre in tema di Leggi razziste la Lettura del Corriere segnala la presentazione in anteprima a BookCity di Scolpitelo nel vostro cuore, a cura di Daniela Palumbo, volume pubblicato da Piemme in cui la senatrice a vita Liliana Segre racconta la sua storia e il suo impegno di Testimone della Shoah. Temi su cui Segre interverrà domani a Milano nel corso del convegno “L’incitamento all’odio nell’Europa contemporanea” che si colloca nell’anno di presidenza italiana dell’Intemational Holocaust Remembrance Alliance e che è presentato su Avvenire.
Esce con l’Espresso Educare all’odio: la difesa della razza, curato da Valentina Pisanty e con un testo di Umberto Eco. “Se è vero che l’Italia del 2018 non è quella del 1938 – scrive il settimanale – il provvedimento del decreto sicurezza di Matteo Salvini introduce, per la prima volta nella storia della Repubblica, un nuovo discrimine, negando i diritti sanciti dalla nostra Costituzione”.
Avvenire, il quotidiano della Conferenza Episcopale Italiana, celebra invece l’arcivescovo di Milano Alfredo Ildefonso Schuster che nel ’38 in una omelia definì le Leggi razziste “eretiche”.
Sul Manifesto Claudio Vercelli riflette sugli 80 anni di un altro drammatico avvenimento: la cosiddetta Notte dei cristalli. “Ciò che è capitato – si legge – si colloca nel contesto geopolitico e alla luce dell’affermarsi della comunità di stirpe razzista per legittimare la persecuzione e l’odio contro gli ebrei”.
 
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  davar
I GIURISTI EBREI RICEVUTI DA BERGOGLIO
"Diritti umani, sfida comune"
Tre a giorni a confronto sul tema del multiculturalismo. Un argomento di strettissima attualità, declinato attraverso una pluralità di punti di vista. E nuove possibilità di collaborazione che sembrano aprirsi, nel nome dei valori comuni.
È soddisfatto Maurizio Ruben, vicepresidente della International Association of Jewish Lawyers and Jurists. Venerdì a Roma si è conclusa la conferenza annuale dell’associazione. Un incontro cui hanno partecipato decine di avvocati e giuristi da tutto il mondo, portando qualità al dibattito. E per il board, nella giornata di chiusura, l’occasione di un confronto in Vaticano non previsto nel programma ufficiale ma decisamente significativo.
“Ebrei e cristiani hanno una necessità comune di affrontare la sfida dei diritti e della dignità umana. Una prospettiva su cui c’è stata piena convergenza con papa Bergoglio, che ci ha accolti con molto calore. Una visita che vuol essere presupposto per ulteriori impegni” sottolinea Ruben.

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pagine ebraiche novembre 2018
Rai, le risposte e i silenzi
In un suo tweet della scorsa primavera ha espresso “disgusto” nei confronti dell’operato del Presidente Mattarella. In diverse altre circostanze ha condiviso contenuti prodotti da figure riconducibili al mondo dell’estrema destra. Tra gli altri Maurizio Blondet, più volte segnalato sull’Osservatorio antisemitismo del Cdec per le sue intemperanze. Intervistato dall’autorevole quotidiano israeliano Haaretz, ha poi dichiarato che i parlamentari europei del Partito Democratico sarebbero stati finanziati niente meno che da George Soros, il filantropo ebreo preso a bersaglio dai sovranisti e antisemiti di mezzo mondo.
L’uso disinvolto dei social network e alcune dichiarazioni arrischiate e controverse hanno fatto di Marcello Foa, il nuovo presidente della Rai, il bersaglio di molte critiche. E i contenuti dell’anticipazione di alcuni elementi di questa intervista sul notiziario online Pagine Ebraiche 24 hanno suscitato ferme reazioni di molti. In questo numero del giornale, fra l’altro, nell’area Opinioni a confronto, gli storici Anna Foa e Gadi Luzzatto Voghera intervengono senza mezze misure per denunciare le ambiguità che aleggiano attorno al nuovo presidente della Rai. Problemi aperti su cui Pagine Ebraiche ha provato a ottenere una rassicurazione. “Di questi argomenti preferisco non parlare, penso di aver già chiarito a sufficienza” risponde però cortesemente l’intervistato.
“Su di me – sostiene – è stato scritto di tutto e spesso con una violenza verbale che altri con spalle meno larghe delle mie non avrebbero saputo affrontare. Sono stato dipinto come un mostro. Si è voluta attaccare e distruggere la mia reputazione per via di alcuni tweet. Chi mi conosce sa quanto ciò che è stato raccontato sia lontano dalla realtà. E quanto io ponga al centro di tutto la dignità e il rispetto della persona, qualunque sia la sua opinione. Una lezione che ho appreso anche del ramo ebraico della mia famiglia, storicamente radicato in Piemonte. Origini in cui mi riconosco e di cui vado orgoglioso”.


Adam Smulevich
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pagine ebraiche novembre 2018
I veleni attuali del complotto
Nel 1937, mentre in Italia si avvicinavano le leggi razziste, i Protocolli dei savi di Sion uscivano in una nuova edizione con un’introduzione di Julius Evola. Tra il 1936 e il 1941, negli anni in cui in Italia il razzismo e l’antisemitismo diventano di Stato, il filosofo tradizionalista pubblica numerosi scritti razzisti e antisemiti. Vicino al fascismo ma ancor più vicino al nazismo, Evola esprime un pensiero originale rispetto a quei due modelli che non manca di creargli qualche tensione e non pochi sospetti sia in Italia che nel III Reich, dove ripara dopo l’8 settembre 1943. Nel 1951 è processato per apologia di fascismo e per i suoi rapporti con gruppi armati neofascisti ma viene assolto. Nel dopoguerra, fino alla morte nel 1974, è l’ispiratore di tutta la destra estrema italiana. Il suo pensiero, fondato essenzialmente sull’esaltazione della tradizione, è tuttora al centro di discussioni e dibattiti, a cui rimando il lettore.


Anna Foa, storica
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"integrazione e lotta al razzismo"
Le parole che generano odio
La selezione delle informazioni che quotidianamente vengono veicolate dai mezzi di comunicazione è un tema molto serio perché riguarda la vita di tutti noi. Condiziona le nostre scelte, determina i nostri comportamenti e le opinioni che ci formiamo, ha rapporti stretti con il principio della libertà, sia quella collettiva sia quella personale.
Per questo motivo chi ha responsabilità nel governo dei flussi di informazione – direttori di giornali, presidenti di reti televisive (specie se pubbliche) o gestori di piattaforme di news sul web – dovrebbe essere ben saldo in un profondo convincimento culturale sul valore del suo lavoro e sulle responsabilità che ricadono direttamente sulle sue spalle. Il primo e più importante dei principi è questo: non esiste oggi un unico sistema coordinato e occulto che governa i flussi delle informazioni. Ne esistono tanti, e non sono per nulla occulti. Il fatto di dare o di non dare una notizia, il modo di presentarla al pubblico, è una dinamica che è completamente e liberamente nelle mani delle redazioni e dei singoli giornalisti.


Gadi Luzzatto Voghera, direttore Fondazione CDEC
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segnalibro
Gli italiani e le Leggi del '38
È in uscita all’inizio della settimana in libreria e in edicola con il quotidiano La Stampa il nuovo libro di Claudio Vercelli “1938 Francamente razzisti” (Edizioni del Capricorno), presentato negli scorsi giorni a Torino in una sala affollata al Polo del 900 da Dario Disegni, Presidente della Comunità ebraica torinese e del Meis; Alberto Sinigaglia, presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Piemonte e della Valle d’Aosta, e Federica Tabbò del Museo della Resistenza.
Il volume sfata false rappresentazioni che ancora oggi vengono date delle leggi razziste promulgate nel ’38 dal fascismo, non a caso rimosse nell’opinione pubblica per ottant’anni o percepite in maniera edulcorata, come misure non così gravi, emanate soprattutto per compiacere l’alleato tedesco, e ribadisce come esse furono invece la logica conseguenza della politica del regime fascista, che le attuò con la connivenza o nell’indifferenza di una grande parte della società italiana.
“Un libro importante e necessario – lo ha definito Disegni – che unisce al rigore dell’analisi storiografica una grande chiarezza nell’esposizione, che, grazie anche al ricco apparato iconografico e documentario, lo rende particolarmente adatto alla lettura e alla riflessione del grande pubblico e degli studenti”.
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qui siena - la mostra
1938, la parola agli archivi
Dal censimento dell’agosto 1938, propedeutico all’identificazione della popolazione ebraica, alla promulgazione dei “Provvedimenti per la difesa della razza italiana” emanati il 17 novembre dello stesso anno dal governo fascista, attraverso le conseguenze che l’applicazione della legislazione razzista ebbe su una parte della popolazione che abitava nella città di Siena. Si muove entro questi confini la mostra documentaria Voci di carta. Le leggi razziali attraverso i documenti della città di Siena curata da Cinzia Cardinali, Anna Di Castro e Ilaria Marcelli, recentemente inaugurata e visitabile fino al 31 gennaio negli spazi dell’Archivio di Stato.
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Qui venezia - l'incontro
In Laguna per stare insieme
Oltre cento partecipanti – in particolare dalle Comunità di Verona, Padova, Venezia, Trieste e Ferrara, ma anche da Firenze, Modena e Roma – per una giornata di incontro e studio in Laguna.
Domenica “intercomunitaria” a Venezia, sotto l’egida dell’Area Cultura e Formazione UCEI e nel quadro del progetto “Fondamenti di ebraismo”. Ad accogliere i partecipanti nei luoghi della Venezia ebraica una delegazione comunitaria guidata dal presidente Paolo Gnignati, che ha ribadito l’importanza di un incontro “che unisce ancor di più le piccole Comunità del Nord-Est, con l’auspicio di una sempre maggiore collaborazione comune su temi e argomenti che riguardano le nostre realtà comunitarie”. Alle 16 il maskil Ariel Finzi terrà una lezione su “Il libero arbitrio e l’idea del male”
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il congresso delle associazioni di amicizia
"Israele, tanti progetti insieme"
Va concludendosi il 29esimo Congresso della Federazione Associazioni Italia-Israele a Firenze, con i delegati al voto per l’elezione del nuovo Consiglio direttivo e per la nomina del nuovo presidente. Molti i temi affrontati nel corso della due giorni di lavoro, cui ha tra gli altri partecipato l’ambasciatore israeliano Ofer Sachs. Dai legami tra i due paesi nel campo delle nuove tecnologie alla lotta all’odio, dalle politiche di comunicazione alla riorganizzazione interna.
Nella sua relazione introduttiva il presidente uscente Maurizio Borra ha affermato: “È stata un’esperienza difficile, dura, ma gratificante e sotto certi aspetti esaltante. La Federazione è cresciuta ed è sempre più viva e presente nel Paese. Abbiamo piantato le radici ad una serie di progetti e di iniziative che ci porteranno sempre più in alto”.
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sorgente di vita
Il pericolo del suprematismo
Si apre con un servizio sull’attacco alla sinagoga di Pittsburgh la puntata di Sorgente di Vita in onda su Raidue domenica 11 novembre.
Un’irruzione durante la funzione del sabato, che ha causato la morte di undici persone e numerosi feriti, un attentato senza precedenti negli Stati Uniti, avvenuto in un clima di forte tensione, alla vigilia delle lezioni di mid term. Le parole d’ordine di Trump, America first e la lotta contro l’immigrazione clandestina, i temi della destra razzista, le idee dei suprematisti bianchi, la radicalizzazione dello scontro politico, il ruolo del web e dei social network.
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pilpul

La tentazione totalitaria
È inutile nasconderselo: le apprensioni crescono. Ci stiamo rendendo conto che il quadro geopolitico, non solo del nostro Paese ma di tutto il Continente, sta mutando. Con esso, anche una parte degli equilibri e degli assetti interni alle società nazionali. Se ancora qualche tempo fa potevamo dirci che il tutto potesse rubricarsi a fenomeno transitorio, ora invece dobbiamo riconoscere che non c’è nulla di temporaneo oppure occasionale. Si sa cosa si lascia, non si può sapere per certo cosa si incontrerà. La storia non è mai un insieme fisso, cristallizzato, di protagonisti ed eventi. La storia racconta del mutamento come costanza del vivere umano. Mutano le persone, cambiano i corpi, si trasformano le società. È un principio vitale, per così dire. Dopo di che, può anche essere fonte di grandi preoccupazioni. Se c’è un segno all’orizzonte del presente, infatti, è che le democrazie liberali e sociali (il binomio è d’obbligo) sono chiaramente affaticate.

Claudio Vercelli
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Immagini - Tempo scaduto
Un mese fa, per la ricorrenza del mio Bar Mitzvah, ho avuto l’opportunità di fare un breve divrei Torah sulla parasha di Bereshit. Mi sono voluto concentrare sulla dimensione del tempo che è quella che da sempre guida la tradizione d’Israel. Bereshit che suggella il grande dono della creazione: la terra, i cieli e le stelle, la vegetazione, il mare e gli esseri animali, fino ad arrivare ad Adamo ed Eva. La Torà inizia appunto con questo grande dono. Ho terminato il mio intervento sostenendo che questa creazione è oggi gravemente malata e non resta molto tempo per salvarla. Questo è il tema portante di “Before the Flood” diretto da Leonardo di Caprio, prodotto nel 2016 da National Geographic e uscito pochi mesi fa su Netflix. L’immagine di copertina del film ben rappresenta il contenuto del documentario che vede lo stesso attore americano viaggiare attraverso vari continenti per parlare con esperti e scienziati che studiano il cambiamento climatico, facendoci toccare con mano attraverso riprese aeree e subacquee la devastazione e lo stravolgimento del clima negli ultimi trent’anni.

Ruggero Gabbai
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