Haim Korsia, Gran rabbino di Francia
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Sarah,
Rachel, Lea, tutte le matriarche e le donne della Bibbia ci portano la
prova inconfutabile dell'impegno femminile nel trasformare il mondo in
qualcosa di migliore.
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Dario
Calimani,
Università di Venezia
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La
settimana scorsa scrivevo due diverse note, su queste pagine e sul
Gazzettino, in cui criticavo il tentativo da parte del Teatro Stabile
del Veneto e della Regione Veneto di ridare lustro alla figura di Ezra
Pound, non tanto e non solo come poeta quanto come ‘gigante del
pensiero moderno’ (sic!). Come se Pound avesse rivoluzionato gli schemi
del pensiero del Novecento e avesse proposto un nuovo, illuminato e
illuminante modello filosofico. Purtroppo, una non equilibratissima
rivalutazione di Pound l’aveva proposta qualche settimana fa anche
l’amico Claudio Magris sulle pagine del Corriere della Sera.
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La Francia invisibile
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“La
Francia invisibile irrompe sulla scena”, scrive Bernard Henry Lévy, per
raccontare le proteste – e violenze – che hanno caratterizzato le
dimostrazioni in Francia dei cosiddetti gillet gialli. “Le devastazioni
e gli atti vandalici contro i beni comuni non fanno avanzare la lotta o
ribadisco e insisto su questo punto. – scrive Henry Lévy su La Stampa –
Che la rabbia dei ‘gilet gialli’ sia il segno di un profondo malessere
sociale, è evidente. Che l’espressione di questo malessere sia uno di
quei ‘rilevatori d’incendio’, il cui grido, se non lo si ascolta, sarà
sempre più assordante, è un’altra evidenza. E ricordo, per l’ennesima
volta, che la Repubblica ha un dovere di solidarietà incondizionata nei
confronti di quest’altra Francia, quella che sta uscendo, sotto i
nostri occhi, dalla notte degli abbandonati e che ci dice che è sempre
più difficile vivere con un basso salario”.
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ihra a ferrara - il concerto Dalla Memoria alla speranza
“Dalla
memoria alla speranza. La tradizione musicale ebraica italiana”. È il
tema conduttore del concerto che ieri sera il coro ebraico di Roma Coro
Ha-Kol (“La Voce”) ha tenuto alla Sala Estense di Ferrara, in onore dei
delegati dell’Assemblea plenaria dell’IHRA – International Holocaust
Remembrance Alliance. A organizzare l’evento, il Museo Nazionale
dell’Ebraismo Italiano e della Shoah – MEIS, in collaborazione con il
Comune di Ferrara e con la Comunità ebraica della città estense.
Introdotti dal Presidente del Coro, Richard Di Castro, i ventidue
coristi di Ha-Kol, fondato nel 1993 per iniziativa di alcuni cantori
del Tempio Maggiore di Roma e di altri amanti della tradizione musicale
ebraica, hanno interpretato opere e composizioni corali dello
straordinario patrimonio musicale e religioso della Comunità di Roma,
una delle più antiche d’Europa, di compositori vissuti dal XVI al XX
secolo, musiche del mondo ebraico sefardita (spagnolo-portoghese) e
askenazita (Europa orientale) e brani musicali contemporanei, non
solamente liturgici, ma ispirati ad argomenti di vita ebraica. Leggi
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donne ebree d'italia Adei, Sciaky alla presidenza
È
la milanese Susanna Sciaky la nuova presidente dell’Associazione Donne
Ebree d’Italia. A designarla le associate riunite a Bologna nel corso
della 63esima Assemblea Adei Wizo conclusasi nelle scorse ore. Oltre a
Sciaky, in Consiglio siedono le due vicepresidenti Emanuela Servi
(Firenze) e Carla Guastalla (Livorno), Roberta Nahum (Roma), Ines
Marach (Bologna), Roberta Vital (Milano), Manuela Alcalay (Milano),
Ziva Fisher (Roma), Viviana Levi (Roma), Silvana Hannuna (Roma), Lea
Fubini (Torino), Giulia Levi (Torino), Miriam Rebhun (Napoli), Anna
Campos (Venezia), Sara Procaccia (Bologna).
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La scelta di Silvia |
Molti
sapranno della polemica che ha investito Massimo Gramellini sul web. In
un articolo scritto la settimana scorsa a proposito del rapimento in
Kenya di Silvia Romano – speriamo che sia presto liberata! –, la firma
prestigiosissima del “Corriere” si soffermava sul sentimento diffuso e
sempre più ostentato di chi dice: se l’è cercata, se proprio voleva
fare del bene, che lo facesse alla mensa della Caritas sotto casa sua
invece di fare l’eroe. Gramellini ha spiegato poi di essere stato
frainteso, che proprio rappresentando quell’atteggiamento egli
intendeva ridicolizzarlo.
Tobia Zevi, Associazione Hans Jonas
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Non sparate sulla UE
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Oscar
Wilde (Impressions of America, 1882) racconta: “They afterwards took me
to a dancing saloon where I saw the only rational method of art
criticism I have ever come across. Over the piano was printed a notice:
Please do not shoot the pianist. He is doing his best. The mortality
among pianists in that place is marvellous”. Molto più tardi, David
Loeb Goodis scrisse “Shoot the piano player” portata allo schermo nel
1960 da François Truffaut, con Charles Aznavour come protagonista.
Emanuele Calò, giurista
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L'Italia e il '38
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Gli
ottanta anni dall’adozione aperta del razzismo antisemita da parte del
regime fascista hanno indubbiamente segnato una svolta. L’interesse e
la sensibilità pressoché generali, la mobilitazione dei mass media
sull’argomento sembrano rivelare, finalmente, una prese di coscienza
collettiva, ciò che stranamente non era avvenuto per i precedenti
anniversari “rotondi”: i cinquanta anni, i settanta anni. Il
cambiamento è stato probabilmente determinato dalla trasformazione del
clima sociale e politico, e non solo a livello italiano. Da un lato
l’allontanarsi degli eventi di allora ha permesso un coinvolgimento
meno diretto nelle situazioni e ha consentito una prospettiva di
maggiore profondità storica indispensabile per una adeguata
ricostruzione; dall’altro, però, l’emergere drammatico ai nostri giorni
di problemi pur molto diversi come quello delle migrazioni di massa e
delle connesse immigrazioni con le relative inquietanti esplosioni di
un nuovo razzismo ha accentuato la sensibilità collettiva su questo
tema, molto italiano però in fondo poco noto alla massa degli italiani.
David Sorani
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