Michael Ascoli, rabbino | Se
una persona che stava facendo un digiuno se ne dimentica e mangia e
beve, non si faccia comunque vedere in giro in buono stato e non si
conceda altri piaceri (Ta’anìt 10b).
L’esempio, si sa, nell’ebraismo è fondamentale. Il midràsh sostiene che
in realtà il casato di Yaaqòv avesse ancora viveri ma ciò nonostante
Yaaqòv spinse i figli a recarsi in Egitto a comprare scorte alimentari
per far vedere che anche loro ne avevano bisogno e per non apparire
troppo sazi agli occhi dei “figli di Yishmaèl e di Esav”.
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Dario
Calimani,
Università di Venezia
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La domanda che continua a martellare nel cervello è dove ci stia portando il clima politico in Italia.
Finalmente viene restituito alle patrie galere Cesare Battisti, un
"rivoluzionario" da troppo tempo latitante che ha seminato terrore e
morte di innocenti. Il tribunale lo ha giudicato e l'ergastolo lo
attende.
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Due bambine
ad Auschwitz
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In
uscita per il Giorno della Memoria il libro autobiografico delle
sorelle Andra e Tatiana Bucci “Noi, bambine ad Auschwitz”. Una
iniziativa della Fondazione Museo della Shoah di Roma insieme a
Mondadori, che pubblica il volume (i curatori sono Umberto Gentiloni e
Marcello Pezzetti in collaborazione con Stefano Palermo). “A renderlo
speciale – spiega Repubblica – è la qualità della testimonianza, due
voci che diventano una ma senza annullarsi vicendevolmente, piuttosto
disegnando un mondo di sfumature emotive diverse, perché ai lutti della
Storia si può reagire in tanti modi. Tati si è dimenticata subito il
numero tatuato sul braccio, Andra è come se l’avesse inciso nell’anima”.
“I libri sulla Shoah, tanti e necessari”. Così si intitola un pensiero
di Paolo Di Stefano sul Corriere, scaturito dall’incontro con alcuni
ragazzi di prima media. “Sarà forse merito delle due prof di italiano –
spiega – ma ho avuto l’impressione che il tema della Shoah riuscisse a
sollecitare la sensibilità anche presso quel gruppo di giovanissimi non
provenienti dalle zone della cosiddetta ‘eccellenza’ scolastica”.
L’assassinio del sindaco di Danzica scuote l’Europa e getta un’ombra
sul futuro. “Credeva nel progetto di una Polonia indipendente,
tollerante, pluralista e multicolore; amica per i vicini” lo ricorda
l’intellettuale ebreo Adam Michnik, che fu protagonista della lotta per
l’affermazione dei diritti e della libertà di pensiero nel paese, in
una riflessione pubblicata su Repubblica. “Che fortuna – scrive
Michnik, vincitore nel dicembre scorso del premio del Centro Primo Levi
di Genova – che nella storia polacca sia comparso Pawel Adamowicz.
Anche solo per un attimo”.
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il cordoglio dell'ebraismo polacco
"Adamowicz: addio a un amico,
a un vero e proprio Mensch"
“Ci
è ancora difficile credere che il sindaco di Danzica, Paweł Adamowicz,
sia morto a causa dei colpi del suo aggressore. Un uomo diventato
simbolo dell'opposizione contro i pregiudizi razziali e religiosi in
Polonia è stato vittima dell'odio. Era tra i sindaci che hanno reagito
con forza alle manifestazioni di discriminazione, sostenendo il
rispetto della diversità”. L'ebraismo polacco ha scelto di affidare a
una nota congiunta il suo messaggio di cordoglio per il sindaco di
Danzica Paweł Adamowicz, ucciso durante un evento di beneficenza. In un
messaggio firmato da tutte le maggiori organizzazioni ebraiche
polacche, tutto il dolore per l'uccisione di Adamowicz, considerato un
emblema della lotto contro pregiudizi ed estremismi nella Polonia
democratica. “Nella vita politica e sociale polacca, l'odio sta
diventando sempre più visibile e sempre più ampiamente accettato. Lo
osserviamo con tristezza e orrore, tanto più quando le parole dell'odio
invocano violenza, o in questa violenza si trasformano. - il monito dei
firmatari, tra cui il rabbino capo di Polonia rav Michael Schudrich -
La morte del sindaco Paweł Adamowicz è un altro tragico segnale
d'allarme: nella nostra società, le differenze politiche o ideologiche
possono, in casi estremi, portare ad atti di violenza fisica. Non siamo
d'accordo su questo punto. Ci rivolgiamo a tutti coloro che hanno
importanti funzioni politiche, sociali e religiose in Polonia: non
permettiamo che le parole generate dall'odio siano libere. Dobbiamo
cambiare il linguaggio del dibattito pubblico. Non possiamo diventare
una società che accetta la violenza”. “Alla famiglia e ai collaboratori
del sindaco Paweł Adamowicz esprimiamo la nostra più profonda
solidarietà e lo ringraziamo per quanto ha fatto per fare di Danzica -
e con essa di tutta la Polonia - un luogo di tolleranza, rispetto e
apertura”.
(Nell'immagine, il sindaco di Danzica Paweł Adamowicz in occasione
della cerimonia, lo scorso ottobre, dedicata alla Grande Sinagoga della
città, costruita nel 1887 e distrutta dai nazisti. La sinagoga è stata
riprodotta in un modellino, a destra nell'immagine). Leggi
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La Capitale |
Nel romanzo La Capitale
di Robert Menasse, vincitore della Fiera di Francoforte un paio di anni
fa, il filo profondo della trama si snoda tra Bruxelles e Auschwitz. La
capitale effettiva e quella morale dell’Europa, il senso fondativo e
quello quotidiano dell’Unione. Tra pochi giorni verrà celebrata la
Giornata della Memoria 2019, anno di elezioni e rinnovo delle
istituzioni comunitarie. È sorprendente, mi pare, quanto i due
appuntamenti siano necessariamente scollegati, si ignorino ed evitino
di mettersi in dialogo.
Tobia Zevi, Associazione Hans Jonas
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Infortuni giornalistici |
Il
New York Times, in un suo articolo del 16 maggio 2018, dal titolo “What
Is the Gaza Fence and Why Has It Set Off Protests Against Israel?” I
cui autori sono Megan Specia e Rick Gladstone, asserisce che “The
Israelis have accused Hamas, which Israel, the United States and
several other countries consider a terrorist organization, of
exploiting the “March of Return” to physically attack Israel”.
Emanuele Calò
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La politica e la Memoria |
Qual
è il rapporto sensato tra memoria e politica? Credo che si debba avere
il coraggio di porsi questa domanda, non facile in tempi nei quali il
“rammemorare”, il porre la memoria a emblema fa tendenza,
particolarmente in alcuni periodi dell’anno come quello attorno al 27
gennaio (molti giorni prima e molti giorni dopo quella data, in realtà)
che ci accingiamo ad attraversare. In effetti, il Giorno della Memoria
è divenuto un polo di riferimento centrale per istituzioni, enti,
associazioni a livello locale e nazionale: un momento di riflessione e
produzione creativa che certo ha implicazioni positive, impegnando
molti soggetti collettivi a sospendere la prassi quotidiana per
impegnarsi nel confronto con un passato che non passa, con la tragedia
del genocidio e in genere del nazi-fascismo.
David Sorani
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