 Alberto Sermoneta, rabbino
|
“Non
presterai mano al malvagio, fungendo da testimone violento” (Esodo
23;1). Quanta gente per apparire ed essere protagonista solo per poco
tempo è disposta anche a fare del male al prossimo…
Le mitzvot che questa parashà ci insegna, sono alla base del
comportamento etico che gli ebrei, considerati mamlekhet kohanim ve goi
kadosh, debbono tenere per essere considerati tali.
|
|
Leggi
|
Gadi
Luzzatto
Voghera, direttore
Fondazione CDEC
|
La
decisione di procedere nelle sanzioni verso i cori razzisti che si
sentono allo stadio risponde a una logica precisa. La Federcalcio
difende in questo modo gli interessi dei club in una dimensione
internazionale e non solo. Sono sempre più numerosi gli episodi in cui
le squadre italiane vengono sanzionate ed è assai evidente la distanza
fra gli slogan delle campagne contro il razzismo che sono diventate una
bandiera del football mondiale e la realtà di quel che si vive andando
allo stadio in Italia. La svolta è necessaria innanzitutto in
prospettiva manageriale. I vertici della Federcalcio non sono
improvvisamente pervasi da uno spirito di civiltà del dialogo e
dell’integrazione. Si tratta più prosaicamente di aderire a un ambiente
di business nel quale certi estremismi nel linguaggio sono
controproducenti e fanno male a una delle più fiorenti imprese
finanziarie attualmente in voga.
|
|
Leggi
|
 |
Italia in recessione
|
Il
Pil del quarto trimestre del 2018 è calato dello 0,2%, anziché dello
0,1% previsto, e l’Italia quindi con due trimestri negativi consecutivi
è ufficialmente in recessione tecnica (Sole 24 Ore). “Ma quel che è
peggio – scrive La Stampa – è che per l’anno in corso la variazione
acquisita è pari a -0,2%. Tant’è che diversi centri di ricerca, da
Oxford Economics a Intesa Sanpaolo, prevedono già un 2019 a crescita
zero. La situazione ovviamente allarma industriali, che con Vincenzo
Boccia chiedono un immediato rilancio degli investimenti; i
commercianti, che mettono già nel mirino gli aumenti Iva del 2020, ed i
sindacati”. Per il ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio a
salvare la situazione, “saranno i 13 miliardi che, secondo le speranze
del governo, andranno in circolo nell’economia reale grazie al reddito
di cittadinanza e ai pensionamenti quota 100 a salvare il Paese dalla
recessione” (Corriere). Diversa l’analisi di Repubblica legata alle
valutazioni che arrivano da Bruxelles, secondo cui le misure della
Legge di bilancio non lasciano molte speranze. “Primo, quota 100 voluta
dalla Lega non spingerà l’economia in quanto, si prevede, difficilmente
genererà quel turnover nelle assunzioni previsto dal governo. E quindi
non impatterà in modo positivo sul Pil. Quanto al reddito di
cittadinanza targato cinquestelle, i suoi effetti sono ancora incerti.
Si esclude possa aiutare l’economia nel 2019. Potrebbe lievemente
spingerla nel 2020. Ma solo se la sua attuazione (fatto incerto) sarà
in grado di rimettere in moto le assunzioni. Certo è, invece, che
entrambe le misure pesano sui conti spaventando gli investitori. Dunque
tornano ad addensarsi le nubi sul governo e sulla sua gestione
dell’economia”.
Europa, che fare con il Venezuela. “A Maduro va dato un ultimatum:
elezioni democratiche o non ti riconosciamo presidente legittimo.
L’intervento politico forte dell’Ue è indispensabile. Anche i partiti
italiani, come i governi, dovrebbero mettere da parte gli interessi da
campagna elettorale e schierarsi compatti per garantire al popolo
venezuelano di decidere il suo destino in libere elezioni”. È quanto
sostiene il presidente dell’Europarlamento Antonio Tajani in
un’intervista al Corriere.
Fascismo di ritorno. Alla luce di alcuni episodi di antisemitismo e di
manifestazioni nostalgiche, Michele Serra su Repubblica sostiene che la
rifioritura del fascismo in Italia sia “pura evidenza”. “Il fascismo
politico, con forti coloriture neonaziste, razziste e antisemite, è ben
radicato nel territorio, – scrive Serra – ha rappresentanti nelle
istituzioni nazionali e locali e da qualche mese (novità rilevante) ha
i suoi punti di riferimento governativi. Sperare che il ministro degli
Interni si occupi del fenomeno è pura illusione, considerando la forte
simpatia della quale gode nell’estrema destra e nel mondo ultras. Resta
da sperare che la si smetta, almeno, di dire che sono molto nervosi, o
esagerati, quelli che dicono: mai visti tanto fascismo e tanti
fascisti, in Italia, dalla fine della guerra a oggi”.
Segnalibro. Sul Foglio, la recensione del libro ’38 vs ’18 – Una storia
di architettura (Quodlibet) di Gianni Ascarelli. “L’autore – sottolinea
il quotidiano – docente di Progettazione architettonica, già presidente
di Roma Metropolitane e membro di spicco per anni dell’Unione delle
comunità ebraiche italiane, fu il fondatore negli anni Settanta dello
Studio Transit, di cui queste pagine testimoniano l’ispirazione
culturale e la storia tramite le realizzazioni”. Il Corriere dedica
invece un’intera pagina al libro di Massimo Castoldi, Insegnare
libertà. Storie di maestri antifascisti (Donzelli) in cui si racconta
il coraggio di dodici insegnanti che si opposero alla dittatura.
Torino, le Memoria dell’accademia. Questa mattina a Torino sarà svelata
una lapide in ricordo del personale espulso dall’Università della città
a causa delle Leggi razziste. “Una vergogna da non dimenticare e per
questo una targa di marmo sarà scoperta nel loggiato del Palazzo del
Rettorato di via Po dove, per altro, i nomi degli espulsi sono stati
scritti sugli scalini della scala principale. – spiega il Corriere
Torino – All’evento saranno presenti il rettore, Gianmaria Ajani, il
professore di Storia, Fabio Levi e il presidente del sistema museale di
Ateneo, Enrico Pasini”.
| |
Leggi
|
|
|
qui torino - la targa al rettorato
Le Leggi razziste in Università,
58 nomi da non dimenticare
Ricorda
il personale espulso dall’Università di Torino a causa delle leggi
razziali la targa scoperta nelle scorse ore sulla balconata del Palazzo
del Rettorato. Un tassello in più di Memoria, che si inserisce in
continuità con la mostra inaugurata lo scorso novembre, sempre negli
spazi del Rettorato, dal titolo “Scienza e Vergogna. L’Università di
Torino e le leggi razziali”.
Un evento significativo, di presa di responsabilità, che ricorda la
connivenza dell’Ateneo con il Regime Fascista. A partecipare alla
cerimonia, il rettore dell'Università di Torino Gianmaria Ajani, Fabio
Levi, in rappresentanza del Polo del Novecento, Enrico Pasini,
presidente del Sistema Museale di Ateneo e curatore della mostra e
Dario Disegni, presidente della Comunità ebraica di Torino.
La targa, che conta 58 nomi, tra cui quella di Rita Levi Montalcini e
di Arnaldo Momigliano, è così collocata a specchio accanto ai nomi di
coloro che rifiutarono tale connivenza cieca. La lapide in questione,
affissa nel 2001, è quindi dedicata agli “Insigni maestri”: sono Mario
Carrara, Gaetano De Sanctis, Francesco Ruffini e Lionello Venturi “che
all’obbedienza fascista preposero integra libertà di coscienza
rifiutando invitto resto di un prono consenso giuramento al Regime”.
Così l’Università di Torino, riconferma il suo impegno e “vigile
raccoglie l’esempio”. Leggi
|
il gesto del calciatore per il bimbo israeliano
Batistuta, campione di solidarietà
Oggi
è un giorno un po’ speciale per gli appassionati di calcio. Compie
infatti 50 anni Gabriel Omar Batistuta, il leggendario centravanti
argentino che è stato il simbolo di una Serie A che oggi appare lontana
anni luce per la qualità e il fascino che esprimeva ad ogni livello. In
queste ore tutto il mondo del calcio si sofferma con nostalgia sul
segno lasciato dal “Re Leone”, ricordandone le capacità, la grinta, la
determinazione.
Il nostro ricordo è legato però a un altro aspetto, più umano e
profondo. È l’amicizia con Anthony, un ragazzino israeliano malato di
leucemia che conobbe nel corso di una trasferta della sua nazionale a
Gerusalemme. Da allora, tra i due, nacque una legame così forte che nel
dicembre del 1999, con la Fiorentina che batte il Milan grazie anche a
una sua rete, Gabriel si inventa una esultanza ad hoc per il giovane
ammiratore che, da lui invitato, sedeva in tribuna. Una maglia
dedicata, con il suo nome scritto in caratteri ebraici e a seguire un
incoraggiamento per la battaglia ancora non vinta: “You are number 1
Anthony”. Si commuovono tutti. Meno le autorità federali, che
interpretando alla lettera il regolamento (che vieta da quell’anno
scritte nelle sottomaglie) lo deferiscono. Leggi
|
sorgente di vita
In visita ad Auschwitz
Si
apre con un servizio sul viaggio della Memoria a Cracovia e nel campo
di sterminio di Auschwitz-Birkenau, la puntata di Sorgente di Vita in
onda su RAI DUE domenica 3 febbraio, alle ore 8:15 di mattina. Tante
voci di ragazzi raccontano le loro emozioni e le loro riflessioni di un
viaggio così diverso dalle altre gite scolastiche, un’esperienza
formativa molto forte, importante, dolorosa. Organizzata dal Ministero
dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e dall’Unione delle
Comunità Ebraiche Italiane, la visita prende il via con un percorso nel
quartiere di Kasimiercz, per secoli il cuore della vita ebraica a
Cracovia, e con un itinerario in quel che rimane del ghetto istituito
dai nazisti, anticamera della deportazione per decine di migliaia di
persone. Leggi
|
In marcia per la Memoria |
Run
for Mem quest’anno a Torino? Già da un mese lo avevo sentito dire ed
ero decisa a partecipare (tanto che avevo declinato inviti ad altri
eventi del 27 gennaio), ma restava il dubbio sul percorso da scegliere:
azzardiamo i dieci chilometri o è meglio optare per i quattro per avere
il tempo di fare quattro chiacchiere con le persone che si incontrano?
Quale percorso sceglieranno i miei amici? In preda a questi dubbi
amletici, che mi hanno portato ad iscrivermi solo pochi minuti prima
dello shabbat (perdendo così il diritto alla maglietta, che era
destinata solo ai primi mille), mi domandavo con un po’ di apprensione
quanta gente sarebbe venuta. Una corsa per celebrare il Giorno della
memoria sarà il tipo di evento adatto ai torinesi? Sarà stata
pubblicizzata in modo sufficiente?
Anna Segre, insegnante
Leggi
|
Politici distratti |
Il
consigliere comunale di Pisa, Manuel Laurora, eletto nella lista delle
Lega, si è pubblicamente scusato per non essersi alzato durante il
minuto di silenzio dedicato alle vittime della Shoah. “Mai avrei voluto
che il mio atteggiamento suscitasse interpretazioni diverse dal mio
pensiero” si è giustificato. Nella sua “distrazione” dev’essergli anche
sfuggito che come libro preferito sul suo profilo pubblico Facebook sia
presente soltanto il Mein Kampf. Chissà come il suo pensiero avrà
interpretato queste letture farneticanti. “Una lettura molto
interessante” la definì cinque anni fa, e adesso “dovrebbe essere
studiato nelle scuole…” ha chiarito in risposta a un commento. Forse
potrebbe essere sterile dibattere sulle “distrazioni”, o meglio, sul
milionesimo caso in cui qualche politico o consigliere comunale in
Italia elogia il nazi-fascismo o esprime atteggiamenti antisemiti.
Francesco Moises Bassano
Leggi
|
|
|