ISRAELE AL VOTO - L'APPROFONDIMENTO DI RADIO RADICALE
Netanyahu contro Gantz, il duello alle urne
Da sempre attenta a quanto accade in Israele, Radio Radicale, nello Spazio transazionale condotto da Francesco De Leo, ha dedicato un approfondimento alle elezioni in corso in Israele. Ad intervenire da Gerusalemme, il demografo Sergio Della Pergola con un'analisi sulla situazione politica del paese, dando un quadro chiaro dello scontro tra il Primo ministro Benjamin Netanyahu e il suo avversario Benny Gantz e delle forze politiche in campo. A registrare invece le emozioni degli elettori israeliani, tra Gerusalemme e Tel Aviv, il redattore di Pagine Ebraiche Daniel Reichel.
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Rassegna stampa
Israele alle urne
In Israele è giorno di elezioni. Grande l’interesse della stampa italiana, che racconta l’appuntamento elettorale da diversi punti di vista. “Israele al voto: Benny Gantz vuole chiudere l’era Netanyahu” titola La Stampa.
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Bando per borse di studio
Studiare in Israele
Una borsa di studio per studenti stranieri per corsi estivi di ebraico (Ulpan) o per un anno accademico (da ottobre a giugno) per un massimo di otto mesi (M.A., dottorato di ricerca o studi di ricerca) in Israele. Ad offrirlo, il ministero degli Affari esteri israeliano grazie ad un accordo che coinvolge diversi paesi tra cui l'Italia.
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IL PROGRAMMA DEL MUSEO BEIT HATFUSOT
Raccontare storie di famiglia,
il premio alla giovane Mia
My Family Story è un programma promosso dal museo del popolo ebraico Beit Hatfutsot di Tel Aviv, rivolto a ragazze e ragazzi di età compresa tra gli 11 e i 14 anni, con l’obiettivo di valorizzare le storie familiari delle comunità della Diaspora attraverso diverse forme espressive e artistiche.
Ventimila i giovani che sono stati coinvolti in questa edizione, in rappresentanza di 28 paesi da tutto il mondo. Tra i lavori scelti dalla giuria spicca quello realizzato dalla romana Mia Di Segni, che sarà premiato il prossimo 16 giugno. “Una grande soddisfazione, per la Comunità ebraica e per l’assessorato ai giovani che dirigo” afferma l’assessore Giordana Moscati.
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Finalmente è finita
 9 aprile, elezioni in Israele. Comunque sarà andata, sarà finita. Ognuno interpreterà e commenterà i risultati come crede, ma non avremo più la campagna elettorale. Una campagna che si è distinta per la sua bassezza, con un costante attacco personale e una quasi assoluta assenza di contenuti. Non sono rimaste immuni le istituzioni, non certo le persone, nemmeno i morti. Tutto è sembrato lecito ai protagonisti pur di guadagnare punti. “Nell’epoca che precede il messia, la sfrontatezza aumenterà” (TB Sotà 49b) sembra aver soppiantato l’altrettanto escatologica espressione “inizio del germogliare della nostra redenzione” che si usa nella preghiera per lo Stato di Israele: quest’ultima cerca di forzare l’assunto che viviamo alla vigilia dell’epoca messianica, ma lo fa con pudore, perfino con un minimo di esitazione. Qualità che la politica contemporanea stronca come deboli, inaccettabili.
Michael Ascoli, rabbino
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Buon voto

Oggi in Israele si vota.
Ben Gurion diceva: "In Israele, per essere realisti bisogna credere ai miracoli".
E noi vogliamo credere al miracolo che dalle urne di oggi esca una pace che sia giusta per tutti.
Buon voto.
Dario Calimani
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Un divorzio tardivo
 L’ebraismo italiano è spaccato in due; una parte è costituita da persone ragionevoli ed amanti della pace, aperte al dialogo e intrise di cultura, mentre l’altra è costituita da soggetti incolti, incapaci di articolare verbo senza mutilare gravemente la lingua italiana e, soprattutto, fiere della propria ignoranza. Naturalmente – ma si capisce da come scrivo – appartengo alla seconda categoria. Tutto questo è un bene, perché assicura il pluralismo all’interno della c.d. fede mosaica. Onde salvaguardare il buon gusto, ci sono ridotte dove il male non entra ed il dibattito è circoscritto alle persone dabbene.
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Torino, equilibrio e collaborazione
 Dalle urne della Comunità torinese al voto domenica scorsa è uscito un esito improntato al massimo equilibrio: sei Consiglieri alla lista Beiachad, sei Consiglieri alla lista Anavim; il più votato (con 206 preferenze) è stato il Presidente uscente Dario Disegni, che si presentava da solo in una lista denominata Com-Unità. Quale interpretazione dare a questo risultato? Quale esito ne deriverà per la conduzione comunitaria dei prossimi quattro anni?
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