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PAGINE EBRAICHE - IL NUMERO DI GIUGNO IN DISTRIBUZIONE

Money&Jews, mito da sfidare

A Londra una mostra coraggiosa racconta il peggiore degli stereotipi. “Ebrei, soldi, mito” è un vero e proprio viaggio lungo i secoli che decostruisce le immagini che legano l’ebraismo al denaro. Un approfondimento che è il punto di partenza del dossier Money&Jews curato da Daniel Reichel, elemento centrale del numero di Pagine Ebraiche di giugno in distribuzione. 
All'interno delle pagine del giornale dell'ebraismo italiano numerosi i temi di stretta attualità che vengono analizzati. I risultati del voto dello scorso 26 maggio, con uno sguardo in prospettiva all'Europa che verrà alla prova delle insidie nazionaliste. Ma anche il ritorno alle urne previsto in Israele per il prossimo 17 settembre. 
“Essere orgogliosi del proprio lavoro. Non avere mai paura dei potenti”. Questi gli insegnamenti di un mito del giornalismo italiano, Alberto Bergamini, raccontato nell'intervista del mese da Giancarlo Tartaglia, a lungo direttore della Federazione Nazionale della Stampa. Il ritratto di un protagonista, che affiancò Salvatore Barzilai, Sidney Sonnino e Luigi Luzzatti. E ancora la rimozione della Memoria in Polonia, l'inarrestabile successo del disegnatore Joann Sfar, il ricordo di un'epoca d'oro del calcio europeo segnata dal tema dell'identità.

UCEI - IL PROGETTO SOSTENUTO DALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO

Violenza sulle donne, le religioni
fanno fronte comune con i giovani

Sono aperte le adesioni delle Scuole secondarie di secondo grado delle Province di Milano, Roma e Torino al progetto “Not in my name. Ebrei, Cattolici e Musulmani in campo contro la violenza sulle Donne” come proposta per i “Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento”.
Un progetto che è frutto della collaborazione tra l’Unione delle Comunità Ebraiche in Italia, la Comunità Religiosa Islamica Italiana e l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, finanziato dal Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri attraverso il bando su “prevenzione e contrasto alla violenza alle donne anche in attuazione della Convenzione di Istanbul”. Al centro di tale campagna la necessità di interventi educativi.

LA NOMINA DI AMIR OHANA DA PARTE DEL PREMIER BENJAMIN NETANYAHU

Il nuovo (provvisorio) ministro della Giustizia
e la sfilata del Pride a Gerusalemme

Il parlamentare del Likud Amir Ohana è stato nominato nuovo ministro della Giustizia dal primo ministro Benjamin Netanyahu, diventando il primo membro della comunità LGBT a servire come ministro del governo israeliano, come ha sottolineato il suo stesso partito. La nomina arriva dopo la scelta di Netanyahu di licenziare Ayelet Shaked dall'incarico. In questi mesi di transizione, Ohana non avrà in ogni caso, spiegano i media israeliani, un vero potere di intervenire sul sistema giudiziario che ha più volte criticato. Avvocato di formazione, è diventato nel 2015 il primo parlamentare apertamente gay ad essere eletto alla Knesset nelle file della destra. In quell'occasione disse: “Sono omosessuale, un falco della destra nelle questioni di sicurezza, un liberal in quelle sociali”.

LA PROPOSTA DI RIPETERE L'INIZIATIVA CHE SI TERRÀ A MILANO L'11 GIUGNO  

Avvocati ebrei cacciati nel ’38,
una targa anche a Roma

Una targa in ricordo degli avvocati e magistrati ebrei cacciati con le promulgazione delle Leggi razziste sarà presto apposta alla Corte di Appello di Roma. Ad annunciarlo è stato Luciano Panzani, presidente della Corte, in occasione del seminario “Ottanta anni dopo. Magistrati e avvocati al tempo delle Leggi razziali” organizzato dall’Associazione Nazionale Magistrati e dall’Ordine degli avvocati. Un impegno che arriva in risposta a una sollecitazione espressa in tal senso da Associazione Italiana Avvocati e Giuristi Ebrei (AGE) e Unione delle Comunità Ebraiche Italiane.
“Oggi non ci occupiamo di vicende remote, ma di fatti che restano attuali. È fondamentale interrogarsi su come si arrivò a quei provvedimenti, sulle responsabilità che vi furono” ha spiegato Panzani, aprendo i lavori del seminario. Ad intervenire giuristi, accademici, studiosi di Shoah. In sala tra gli altri il presidente dell’AGE Giorgio Sacerdoti, intervenuto con una riflessione conclusiva e con l’invito a partecipare a un evento analogo che si svolgerà l’11 giugno a Milano, con illustri ospiti al tavolo dei relatori e con lo svelamento di una targa commemorativa nell’atrio del Palazzo di Giustizia. A rappresentare l’UCEI c’era invece il Consigliere Davide Jona Falco.
IL RICORDO AL MEIS DI FERRARA

Gianfranco Moscati e l'impegno di custodire 
la storia degli ebrei italiani

“La storia degli ebrei d’Italia, la loro memoria, va tramandata, raccontata. Nelle mie mostre, inserisco sempre quel versetto della Bibbia che dice: 'Raccontatelo ai vostri figli, i vostri figli ai loro figli e questi alle future generazioni'”. Parlava così, Gianfranco Moscati, in una videointervista al Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah. E proprio il MEIS ha dedicato al collezionista di Judaica, umanista e benefattore, scomparso nel febbraio 2018, un pomeriggio di ricordi.
La prima ad attingere al proprio album di memorie personali, è stata Simonetta Della Seta, Direttore del museo: “Ho incontrato più volte Gianfranco in Israele, quando dirigevo l’Istituto di Cultura e poi da addetto culturale dell’Ambasciata d'Italia. Il suo contributo alla storia dell’ebraismo italiano è immenso e il MEIS ha il privilegio di aver ricevuto in eredità non solo una collezione, completamente catalogata, ma anche una missione: raccontare l'ebraismo italiano e documentarlo”.

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LA MOSTRA ALLA FONDAZIONE MUSEO DELLA SHOAH DI ROMA

“Fumetto, veicolo di Memoria” 

“Il fumetto e il disegno sono arte a pieno titolo. E in quanto tali strumento utile per rafforzare la Memoria”.
Così il presidente della Fondazione Museo della Shoah di Roma, Mario Venezia, che ha inaugurato la mostra “I Segni della Shoah” alla Casina dei Vallati che ospita 60 illustrazioni ispirate alla persecuzione antiebraica opera di studenti della Scuola Romana dei Fumetti. Un’iniziativa arrivata al termine di un percorso storico-didattico, svolto con il supporto di alcuni insegnanti e il coordinamento di Massimo Rotundo, disegnatore per Bonelli e Delcourt.

(Foto di Ariel Nacamulli)

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Rassegna stampa

Il sovranismo russo
in giro per l'Italia 

Al via il tour italiano di Alexander Dugin, l’inquietante ideologo nazionalista russo che terrà ben undici conferenze in dieci giorni. L’organizzazione e la promozione degli incontri, spiega La Stampa, “sono curate dall’associazione Reuropa, sigla utilizzata da un gruppo legato, da almeno quarant’anni, al mondo del neofascismo italiano”. La tappa più importante del tour – riferisce La Stampa – è prevista per il 14 giugno nel centrale palazzo dell’informazione dell’Adnkronos a Roma, dove Dugin sarà accolto dal direttore Gian Marco Chiocci. “Al suo fianco sul palco vi saranno i vertici della Rai, con il direttore del Tg2 Gennaro Sangiuliano e il vicepresidente del consiglio di amministrazione Giampaolo Rossi”.
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QUI PARMA

Limmud, confronto positivo

Una settantina di partecipanti da tutto il Paese ma anche da Malta e Londra, per una trentina di presentazioni complessive offerte, al settimo evento Limmud Italia svoltosi negli scorsi giorni a Parma.
L’evento si è svolto in due location individuate dai membri del Comitato. E cioè l’Università Popolare, nelle cui aule attrezzate si sono tenute le lezioni, e il circolo Parma Lirica, dove i partecipanti hanno potuto pranzare e nella sera di domenica ha avuto luogo uno spettacolo musicale.
L’atmosfera, riferiscono gli organizzatori, “come nei precedenti eventi è stata serena, partecipata, e ricca di scambi di opinione, sempre rispettosa e anche effervescente”. Tra le presentazioni che hanno riscosso maggior successo di pubblico vengono segnalate Niggùn: canto meditazione preghiera (Manuel Buda), Sifrè Torà a Parma e Firenze (rav Amedeo Spagnoletto), Between Matan Torah and Megillat Ruth (Jeff Berger), Messia e Rivoluzione (Miriam Camerini e Angelo Baselli), L’Elegia giudeo-italiana (Sara Natale), Gerusalemme nel Midrash (Sandro Servi). 
JCIAK 

Il papà di Aladdin parla ebraico

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Se avete qualche minuto e voglia di sorridere, guardate l’intervista di Guy Ritchie a Ynet, il sito di Yediot Aharonot. Per tre minuti filati il direttore di Aladdin – nelle sale italiane a fine mese – risponde alle domande della giornalista Shirit Gal in ebraico. Gli inciampi non mancano e magari se l’è imparata a memoria, ma l’abilità di Ritchie – che malgrado il nome non ha ascendenze israeliane – lascia stupefatti. Non sorprende invece che il video sia diventato subito virale, aggiungendo un altro tassello a un successo che si annuncia globale (il film ha già incassato quasi 260 milioni negli Stati Uniti).
La ragione per cui Guy Ritchie mastica ebraico è ovvia per chi frequenta il gossip. Fra il 2000 e il 2008 il regista inglese è stato sposato con Madonna – che in quel periodo aveva messo su casa a Londra. La nota passione della rockstar per la Kabbalah l’aveva subito coinvolto e da qui a imparare l’ebraico il passo era stato breve.
Daniela Gross 
Setirot – Trasparenza
La vita delle comunità ebraiche e il confronto interno sono sempre stati, diciamo così, assai animati. Sotto elezioni per il rinnovo degli organi statutari, poi, la vivacità sovente tracima in competizioni al limite del consentito dalla cosiddetta civiltà. Nessuno, o quasi, è esente. Per dire: a Milano sono volati gli stracci fino al giorno del voto che ha infine premiato, si sa, la lista Milano ebraica. Personalmente trovo che una delle prime mosse assolutamente da applaudire del neo Consiglio sia stata la nascita di un Assessorato alla trasparenza, organizzazione e procedure che sarà guidato dalla tanto giovane quanto brava Olympia Foà.
Stefano Jesurum, giornalista
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Populismo a processo
“Le nuove forze politiche che dimostravano il maggior potenziale di crescita erano quelle che combinavano demagogia populista, ostilità per gli stranieri e una vistosa leadership personalistica […] L’importanza di questi movimenti non sta tanto nelle loro proposte positive, quanto nel rifiuto della ‘vecchia politica’. I più temibili si basano essenzialmente su questa posizione di negazione”. Così lo storico ebreo inglese Eric Hobsbawn in un libro che ha avuto grande fortuna, Il secolo breve, pubblicato in Italia da Rizzoli. Il fatto che Hobsbawn scrivesse nel 1994 suggerisce che quello che vediamo oggi in molti luoghi del mondo e soprattutto in Italia sia non un fulmine a ciel sereno, ma lo sviluppo – in direzioni previste e impreviste, prevedibili e imprevedibili – di un processo che già venticinque anni fa era possibile osservare.
Giorgio Berruto
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In ascolto -  Shitler Ovnt
Di recente, presso il Goethe Institut di Torino, sono stati premiati gli studenti che hanno partecipato al concorso di traduzione dallo yiddish intitolato alla memoria di Alessandra Cambatzu, traduttrice e appassionata cultrice della lingua e della letteratura yiddish. Oggi desidero ricordare Alessandra con un brano, Shtiler Ovnt, perché fu forse la prima persona a cui inviai la mia personale registrazione e insieme parlammo a lungo del testo, di quanto sia semplice eppure così poetico e musicale. Nel silenzio assoluto della sera, sotto un cielo color oro scuro si muovono tre personaggi: l’io narrante, un anziano ebreo e un uccellino. E ciascuno dona alla canzone un frammento della propria esistenza: l’oro scuro, il mormorio di parole in ebraico, il battito d’ali.
Maria Teresa Milano
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Pisa ebraica, tempo di visite
Negli anni capita di tornare per disparati motivi in rinomate mete turistiche, abbastanza vicine da pensare che prima o poi le visiteremo, ma poi solo frettolosamente sfiorate - un concorso, una passeggiata nel centro prima di un convegno, un saluto alla piazza più famosa d'Italia in attesa di una visita medica, una gita veloce in occasione di una mostra.
Sara Valentina Di Palma
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Solo il dovere, oltre il dovere
A Roma, presso la Casina dei Vailati, vicino al Teatro di Marcello, è aperta dal 28 gennaio al 14 luglio 2019 la mostra “Solo il dovere Oltre il dovere. La diplomazia italiana di fronte alla persecuzione degli ebrei 1938-1948”, promossa dalla Fondazione Museo della Shoah e dal Ministero degli Affari Esteri e curata da Sara Berger e da Marcello Pezzetti. 
La mostra è stata resa possibile dal ritrovamento di un ampio materiale documentario inedito, giacente presso l’Archivio Storico Diplomatico del Ministero degli Esteri, ed offre così una documentazione di notevole interesse su un aspetto finora poco studiato della persecuzione antisemita in Italia.
Valentino Baldacci
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Terra bruciata
Di “Terra Bruciata” si è parlato più volte su queste pagine, ma merita tornare su questo docufilm che induce lo spettatore a non allontanarsi nonostante la forte voglia di fuggire, come quella degli ebrei e delle popolazioni martoriate allora. Bisogna insistere nel vederlo, capire, assimilarsi alla vita dei testimoni.
Il lavoro di Luca Gianfrancesco è uscito all’inizio del 2018 e da allora è stato presentato non soltanto nelle sale cinematografiche, ma anche presso alcune scuole e in occasioni specifiche legate alla trama di “Terra Bruciata”.
Alan David Baumann
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