5 Agosto 2019 - 4 Av 5779 |
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Su Pagine Ebraiche 24, la Newsletter
quotidiana di metà giornata, oggi i pensieri di
Anna Foa, Daniela Fubini e Viviana Kasam.
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Il terrorismo suprematista
Non
definire i due responsabili delle stragi di El Paso e Dayton come “lupi
solitari”. È quanto sottolineano le analisi sui quotidiani di oggi, in
riferimento alle due sparatorie che hanno causato almeno 29 vittime
negli Stati Uniti. In particolare, Patrick Crusius, il ventunenne
arrestato per l'eccidio di sabato a El Paso, poco prima del gesto,
aveva postato un messaggio anti-immigrati sui social media ed è ora
accusato di “terrorismo domestico”, riporta Repubblica. “È un errore
definirli lupi solitari in quanto aderiscono a una comunità. -
l'analisi sulla prima del Corriere di Guido Olimpio - Sono rinchiusi in
loro stessi, però sono parte di un network ideologico. Hanno tanto da
condividere, elaborano documenti 'strategici'. Agiscono per lo più
localmente, in un raggio limitato, l'ambiente circostante è la trincea.
Le posizioni misogine, le parole d'ordine antisemite, l'odio per lo
straniero si mescolano”. O come scrive Gianni Riotta, facendo
un'analisi degli Stati Uniti su La Stampa: “Terrorizzare ogni comunità
che si raccoglie tranquilla, nei luoghi di culto, ai grandi magazzini,
nelle scuole, ai festival, al cinema, durante un match sportivo o uno
spettacolo, ecco il piano tragico del terrorismo suprematista,
antisemita in odio al finanziere Soros, nemico delle città e della
libertà di parola. Le stragi del primo week end di agosto a El Paso e
Dayton, Ohio, con la liturgia dolorosa di morti, lutti, politici a
dibattere la lobby delle armi Nra, riaprono l'esame di coscienza
dell'antica nazione”.
Armi da controllare.
“Il sistema di governo americano finora non è stato capace di approvare
uno straccio di normativa per il controllo delle armi, nonostante
stiamo passando da una strage all'altra, nelle scuole, nelle sinagoghe
e nei centri commerciali. E chiaro che nel Congresso non ci sono
abbastanza parlamentari per far passare questa legge. C'è di che
deprimersi ed è facile scivolare nel cinismo, pensando che non si farà
mai nulla”, denuncia al Corriere Charles Kupchan, professore di
relazioni internazionali alla Georgetown University di Washington. Per
Kupchan – come per lo scrittore Adam Gopnik, intervistato da Repubblica
– il presidente Trump ha delle responsabilità nello sdoganamento
dell'odio. “Se il capo dello Stato insulta latinos, i Paesi africani,
il distretto di un deputato di Baltimora, oppure se sostiene che c'è
"brava gente" anche tra neonazisti che manifestarono a Charlottesville
(agosto 2017; ndr), beh allora è chiaro che molti si sentono
autorizzati a mettere in piazza gli istinti più bassi. - afferma
Kupchan - Odio contro gli immigrati, le comunità ebraiche, musulmane e
così via. Attenzione, però: questo non è solo un fenomeno americano”.
Terrorismo suprematista 2.0.
I gruppi di estrema destra proliferano sui forum criptati, dove si
scambiano manuali e strategie, spiega Repubblica. Ne è un esempio,
8chan, il forum usato dal responsabile della strage in Texas. “C'è
tutto il repertorio del movimento estremista della nuova destra
americana. - riporta Repubblica - Da Tarrant definito "un santo", agli
inni a Breivick l'autore della strage di Utoya, dalla simbologia
neonazista alla solita vasta gamma di possibili nemici: gay, musulmani,
ebrei, donne. Ci sono i manuali di reclutamento, e l'indice degli
obbiettivi migliori (sinagoghe, moschee, centri commerciali frequentati
dalle minoranze). Non meno di questi forum, preoccupano gli
investigatori anche le chat di gruppo di Whatsapp e Telegram”.
Viva le bandiere israeliane.
Dopo il caso del divieto - poi cancellato - di portare bandiere
israeliane ai tifosi del Maccabi Haifa allo stadio di Strasburgo,
Pierluigi Battista sul Corriere denuncia l'ipocrisia del silenzio
diffuso su questa vicenda: “vergognatevi un po' per la vostra
indignazione a singhiozzo, i vostri buoni sentimenti a zig zag, -
scrive Battista - la vostra desolante 'emiplegia morale' come la
definiva Jorge Semprun. E sempre viva le bandiere di Israele. Sempre”.
Israele e i bersagli in Iraq.
“La stampa israeliana si chiede da giorni se si sia aperto un nuovo
fronte del confronto tra Israele e l'Iran”, scrive Rolla Scolari su La
Stampa, facendo riferimento ad alcune azioni aeree compiute a luglio
contro due basi di milizie sciite in Iraq legate al regime di Teheran e
rimaste senza responsabili ufficiali. “Secondo un recente rapporto
dell'intelligence israeliana, dopo aver in parte fallito a insediarsi
militarmente in Siria, Teheran cerca di utilizzare l'Iraq per espandere
la propria egemonia regionale, e avrebbe trasferito missili come gli
Zolfaqar, capaci di colpire le città israeliane, nel Paese. Da qui, -
scrive Scolari - i misteriosi raid” di cui Israele non ha mai
rivendicato la paternità.
Lecce e il Museo ebraico.
Sul Corriere del Mezzogiorno si parla del Museo ebraico di Lecce.
“Abbiamo inaugurato il museo nel maggio 2016 – spiega Michelangelo
Mazzotta, tra i fautori del progetto - e nei due anni successivi ci
sono stati 25mila visitatori. Con il professore Fabrizio Lelli abbiamo
trovato le tracce, in parte sconosciute, della presenza ebraica” a
Lecce.
Daniel Reichel twitter @dreichelmoked
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