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Il terrorismo suprematista

rassegnaNon definire i due responsabili delle stragi di El Paso e Dayton come “lupi solitari”. È quanto sottolineano le analisi sui quotidiani di oggi, in riferimento alle due sparatorie che hanno causato almeno 29 vittime negli Stati Uniti. In particolare, Patrick Crusius, il ventunenne arrestato per l’eccidio di sabato a El Paso, poco prima del gesto, aveva postato un messaggio anti-immigrati sui social media ed è ora accusato di “terrorismo domestico”, riporta Repubblica. “È un errore definirli lupi solitari in quanto aderiscono a una comunità. – l’analisi sulla prima del Corriere di Guido Olimpio – Sono rinchiusi in loro stessi, però sono parte di un network ideologico. Hanno tanto da condividere, elaborano documenti ‘strategici’. Agiscono per lo più localmente, in un raggio limitato, l’ambiente circostante è la trincea. Le posizioni misogine, le parole d’ordine antisemite, l’odio per lo straniero si mescolano”. O come scrive Gianni Riotta, facendo un’analisi degli Stati Uniti su La Stampa: “Terrorizzare ogni comunità che si raccoglie tranquilla, nei luoghi di culto, ai grandi magazzini, nelle scuole, ai festival, al cinema, durante un match sportivo o uno spettacolo, ecco il piano tragico del terrorismo suprematista, antisemita in odio al finanziere Soros, nemico delle città e della libertà di parola. Le stragi del primo week end di agosto a El Paso e Dayton, Ohio, con la liturgia dolorosa di morti, lutti, politici a dibattere la lobby delle armi Nra, riaprono l’esame di coscienza dell’antica nazione”.

Armi da controllare. “Il sistema di governo americano finora non è stato capace di approvare uno straccio di normativa per il controllo delle armi, nonostante stiamo passando da una strage all’altra, nelle scuole, nelle sinagoghe e nei centri commerciali. E chiaro che nel Congresso non ci sono abbastanza parlamentari per far passare questa legge. C’è di che deprimersi ed è facile scivolare nel cinismo, pensando che non si farà mai nulla”, denuncia al Corriere Charles Kupchan, professore di relazioni internazionali alla Georgetown University di Washington. Per Kupchan – come per lo scrittore Adam Gopnik, intervistato da Repubblica – il presidente Trump ha delle responsabilità nello sdoganamento dell’odio. “Se il capo dello Stato insulta latinos, i Paesi africani, il distretto di un deputato di Baltimora, oppure se sostiene che c’è “brava gente” anche tra neonazisti che manifestarono a Charlottesville (agosto 2017; ndr), beh allora è chiaro che molti si sentono autorizzati a mettere in piazza gli istinti più bassi. – afferma Kupchan – Odio contro gli immigrati, le comunità ebraiche, musulmane e così via. Attenzione, però: questo non è solo un fenomeno americano”.

Terrorismo suprematista 2.0. I gruppi di estrema destra proliferano sui forum criptati, dove si scambiano manuali e strategie, spiega Repubblica. Ne è un esempio, 8chan, il forum usato dal responsabile della strage in Texas. “C’è tutto il repertorio del movimento estremista della nuova destra americana. – riporta Repubblica – Da Tarrant definito “un santo”, agli inni a Breivick l’autore della strage di Utoya, dalla simbologia neonazista alla solita vasta gamma di possibili nemici: gay, musulmani, ebrei, donne. Ci sono i manuali di reclutamento, e l’indice degli obbiettivi migliori (sinagoghe, moschee, centri commerciali frequentati dalle minoranze). Non meno di questi forum, preoccupano gli investigatori anche le chat di gruppo di Whatsapp e Telegram”.

Viva le bandiere israeliane. Dopo il caso del divieto – poi cancellato – di portare bandiere israeliane ai tifosi del Maccabi Haifa allo stadio di Strasburgo, Pierluigi Battista sul Corriere denuncia l’ipocrisia del silenzio diffuso su questa vicenda: “vergognatevi un po’ per la vostra indignazione a singhiozzo, i vostri buoni sentimenti a zig zag, – scrive Battista – la vostra desolante ‘emiplegia morale’ come la definiva Jorge Semprun. E sempre viva le bandiere di Israele. Sempre”.

Israele e i bersagli in Iraq. “La stampa israeliana si chiede da giorni se si sia aperto un nuovo fronte del confronto tra Israele e l’Iran”, scrive Rolla Scolari su La Stampa, facendo riferimento ad alcune azioni aeree compiute a luglio contro due basi di milizie sciite in Iraq legate al regime di Teheran e rimaste senza responsabili ufficiali. “Secondo un recente rapporto dell’intelligence israeliana, dopo aver in parte fallito a insediarsi militarmente in Siria, Teheran cerca di utilizzare l’Iraq per espandere la propria egemonia regionale, e avrebbe trasferito missili come gli Zolfaqar, capaci di colpire le città israeliane, nel Paese. Da qui, – scrive Scolari – i misteriosi raid” di cui Israele non ha mai rivendicato la paternità.

Lecce e il Museo ebraico. Sul Corriere del Mezzogiorno si parla del Museo ebraico di Lecce. “Abbiamo inaugurato il museo nel maggio 2016 – spiega Michelangelo Mazzotta, tra i fautori del progetto – e nei due anni successivi ci sono stati 25mila visitatori. Con il professore Fabrizio Lelli abbiamo trovato le tracce, in parte sconosciute, della presenza ebraica” a Lecce.

Daniel Reichel twitter @dreichelmoked