Se non leggi correttamente questo messaggio, clicca qui       16 Dicembre 2019 - 18 Kislev 5780
GLI STATI GENERALI DELL'UCEI 

L’Unione e i nuovi assetti da progettare,
il Consiglio apre la strada al futuro

Un bilancio preventivo solido, chiaramente orientato per rendere gestibile un futuro difficile. Un chiaro mandato per progettare in tempi rapidi nuovi assetti, capaci di rispondere alle problematiche e alle esigenze delle istituzioni dell’ebraismo italiano, anche attraverso lo scorporo di realtà satelliti controllate e incaricate di gestire aree specifiche di attività.
Il Consiglio dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, riunito a Roma all’indomani degli Stati generali dell’ebraismo italiano che hanno contrassegnato la giornata di domenica 15 dicembre, ha approvato con un voto unanime e una sola astensione sia il progetto di Bilancio 2020 presentato dall’assessore al Bilancio Davide Romanin Jacur, sia l’avvio di un processo di trasformazione dell’Unione che potrebbe portare in un prossimo futuro a una governance separata di alcune aree di attività, fra cui la formazione rabbinica, l’editoria e la gestione del Centro bibliografico.
Ampio il dibattito che ha caratterizzato la mattinata dei lavori, anche per il desiderio dei Consiglieri di comprendere quali forme potrebbe assumere questo processo di trasformazione.
L’Unione, è stato chiarito, manterrà in ogni caso il controllo di ogni attività, ma le opportunità e le potenzialità che potranno sprigionarsi quando il progetto sarà realizzato saranno consistenti. A cominciare, a parità di investimento da parte di UCEI, da uno sviluppo delle capacità di raccolta delle risorse, per arrivare fino a una razionalizzazione dei processi organizzativi e dei passaggi interni. Strutture più agili, più incisive e meno costose, ma soprattutto l’apertura di un processo di trasformazione capace di determinare il futuro delle istituzioni dell’ebraismo italiano.
"UN CALCIO AL RAZZISMO" DI ADAM SMULEVICH ENTRA IN SERIE A

La Lega Calcio adotta e mette in campo il testo
che porta il segno della redazione giornalistica UCEI 

Per le imminenti festività la Lega Serie A ha deciso di fare un dono speciale al mondo del pallone: una copia di Un calcio al razzismo, il saggio scritto da Adam Smulevich e Massimiliano Castellani che, attraverso venti lezioni contro l’odio, in un percorso che spazia dai grandi allenatori danubiani cancellati dal fascismo con le leggi antiebraiche del ’38 agli ululati razzisti delle curve di oggi contro i vari Balotelli, Koulibaly e Lukaku, si propone di sradicare questo antico male che affligge il mondo degli stadi.
Una vera e propria iniezione di consapevolezza per l'intero sistema calcio, annunciata stamane nel corso di una conferenza stampa dall'amministratore delegato della Lega Luigi De Siervo (nell'immagine con una copia del volume). Il libro sarà donato ai club e avrà una diffusione coordinata dalla Lega anche nelle scuole.
De Siervo ha inoltre annunciato la creazione di una Task force "dedicata alla social responsability, con la costituzione al suo interno un ufficio antirazzismo a tempo indeterminato perché il razzismo non è problema momentaneo: dobbiamo vigilare per sempre".
GLI STATI GENERALI DELL'UCEI 

Dai giovani ai rabbini a Israele,
voci e opinioni a confronto

I progetti educativi per i giovani. Il ruolo dei rabbini e i contenuti formativi per la loro attività. Comunicare Israele e la cultura ebraica.
Questi i temi al centro di altrettanti focus group che hanno caratterizzato la seconda parte dei lavori degli Stati Generali dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane.
Relazionarsi con i giovani dando loro dignità di soggetto e non di oggetto. Questo l’approccio indicato da Ruth Dureghello, presidente della Comunità ebraica di Roma, che ha coordinato uno spazio di confronto assieme a David Menasci, assessore UCEI alle Piccole Comunità. Tra i temi affrontati la progettazione di contenuti utili per le nuove generazioni, l’individuazione delle loro esigenze in termini di contenuti, accoglienza, risposta identitaria, la necessità che ci si occupi in modo sempre più professionale di tali questioni. “Coinvolgere giovani che già si riuniscono sotto alcune sigle significa coinvolgere chi è già coinvolto. Il nostro cliente più interessante – ha detto Menasci, intervenendo successivamente in plenaria – è quello che nel nostro negozio non ci entra proprio”.
La centralità della competenza tra i temi discussi nello spazio dedicato ai rabbini, coordinato dal rabbino capo di Roma rav Riccardo Di Segni e da Elio Carmi, Consigliere UCEI per la Comunità di Casale Monferrato. Uno spazio in cui si è parlato della necessità di investire in formazione, delle iniziative e delle scelte che rendono i rabbini più influenti, della validità del modello del rabbino di riferimento in vigore in alcune Comunità. Altro tema ricorrente, come è stato poi sottolineato in plenaria, “la solitudine del rabbino”.
Tre gli animatori del panel su Israele ed immagine dell’ebraismo: David Meghnagi, assessore alla Cultura UCEI; Clelia Piperno, direttore del progetto Traduzione Talmud Babilonese in italia; Ofra Farhi, vicecapo missione dell’ambasciata di Israele. Nel suo intervento Meghnagi ha esposto alcune pratiche di contrasto al movimento BDS nelle aule universitarie. Un impegno serrato, che si lega al lavoro svolto dalla rappresentanza diplomatica israeliana in Italia. Al riguardo la viceambasciatrice Farhi si è soffermata sulle iniziative adottate in contrasto al BDS, ma anche per favorire la diffusione di notizie e contenuti che promuovono un’immagine positiva di Israele. Alla base un network di amici e sostenitori che, ha detto Piperno, è fondamentale anche per alimentare la sfida del Talmud.
L'INIZIATIVA DELLA FONDAZIONE BENI CULTURALI EBRAICI IN ITALIA 

Musica e parole in ricordo di Tullia Zevi

Gli Stati generali dell’Unione sono stati anche l’occasione per presentare l’ultima iniziativa della Fondazione Beni Culturali Ebraici in Italia: un cd e una pubblicazione in onore di Tullia Zevi, nel centenario dalla nascita, che raccoglie alcuni brani eseguiti al pianoforte da Riccardo Joshua Moretti e all’arpa da Elena Zaniboni.
IL CONGRESSO UGEI A FIRENZE 

Un nuovo Consiglio per i giovani ebrei

Un nuovo Consiglio per l’Unione Giovani Ebrei d’Italia, riunitasi nelle scorse ore a Firenze per i lavori del Congresso ordinario e straordinario. Nel nuovo esecutivo, votato da 80 ragazze e ragazzi venuti da tutta Italia e accolti tra gli altri dal rabbino capo rav Gadi Piperno, risultano eletti Simone Santoro (Torino), Giulia Ciolli (Firenze), David Fiorentini (Siena), Keren Perugia (Roma), Daphne Zelnick (Milano), Giulia Santoro (Torino) e Bruno Sabatello (Roma). Sedici i candidati tra i quali i presenti si sono trovati a scegliere.


Rassegna stampa

Le iniziative delle Sardine,
tra Predappio e 27 gennaio

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Cosa significa libertà
Sabato in una grande piazza romana è risuonato un grido inusuale in una manifestazione: "Libertà". Parola fitta di significati, come dimostra il gran numero di filosofi che vi si sono cimentati, da Platone ad Hannah Arendt e oltre. Ma inusuale in una piazza. E ti viene da chiedere "libertà da cosa?" Dalla paura? Dal bisogno? Dall'odio? Dalla violenza? Da chi guarda alla tua pelle nera o al magen david che porti al collo?
Anna Foa
Oltremare - Il topolino del sud
Non credo di essermi mai particolarmente interessata alla fiaba di Esopo sui due cugini topolini, di cui uno vive in città e uno in campagna. E prima di dare una ripassata su Wikipedia alla mia scarsa cultura fiabesca, ero convinta che i due topolini finissero per apprezzare l'uno la vita dell'altro, mentre la storia ha una morale molto meno edificante. Il topo di città snobba il cibo semplice della campagna, e il topo di campagna preferisce la quiete della campagna, senza il pericolo dei cani del padrone di casa, ai cibi sopraffini della città. Sicurezza.
Daniela Fubini
Controvento - Nonni e nipoti sardine
Ieri mi sono infilata jeans e parka e sono andata a San Giovanni a manifestare con le sardine. Mi sembrava di essere tornata agli anni ’70, quando scendevamo in piazza per la liberazione delle donne, il superamento delle disparità sociali, il Cile.. Le manifestazioni allora, prima della svolta drammatica degli anni di piombo, erano un modo di stare insieme in allegria, di intrecciare amicizie e a volte anche amori, di cantare a e ballare e credere che potevamo cambiare il mondo. Eravamo idealisti e creativi, ci dipingevamo il viso e bruciavamo i reggiseni ed eravamo convinti che il futuro ci avrebbe riservato una società più giusta, dove ciascuno avrebbe potuto esprimere il meglio di sé.
Viviana Kasam
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