Su Pagine Ebraiche 24, la Newsletter
quotidiana di metà giornata, oggi i pensieri di Dario Calimani, Emanuele Calò e David Sorani.
|
|
|
|
Fase due, un debutto ordinato “Un
debutto ordinato”. Così il Corriere descrive l’atteggiamento degli
italiani nel primo giorno della fase due. “La scoperta più bella – si
legge – è stato il senso di responsabilità dei cittadini. Da Nord a
Sud. Che non si sono accalcati, hanno portato pazienza e hanno
indossato (quasi tutti) le mascherine, sforzandosi di rispettare il più
possibile i diktat del governo, dei virologi e delle task force”.
Torna intanto d’attualità il tema degli aiuti, sollevato ieri in modo
critico dal segretario alla Difesa degli Stati Uniti in una intervista
a La Stampa (la richiesta era quella di non dare spazio a cinesi e
russi). Il premier Conte, interpellato dal quotidiano, afferma:
“L’Italia, nel momento di massima necessità, ha chiesto e ricevuto
aiuti da molti Paesi. Tra questi vi sono stati anche la Cina e la
Russia. Abbiamo gestito tali aiuti in totale trasparenza sia verso la
nostra opinione pubblica sia verso i nostri alleati”.
Sul tema interviene anche il ministro della Difesa Lorenzo Guerini,
intervistato da Repubblica: “Dialoghiamo con tutti, ma i pilastri della
nostra sicurezza sono Nato e Unione europea. E questi rimangono”.
Il
Foglio parla dei “sette virtuosi”. E cioè le sette nazioni (tra cui
Israele) “che hanno deciso di accelerare la ripresa contando sui buoni
successi prima del loro lockdown poi delle loro riaperture”.
L’obiettivo comune è “riaprire i collegamenti tra loro, per aiutare il
commercio e anche il turismo e per cercare una formula di convivenza e
di fiducia per armonizzare le loro politiche e prevenire una seconda
ondata”.
Il progetto di Fuksas. In
un momento difficile della sua vita lo Spallanzani diede una mano a suo
padre, medico ed ebreo. Per sdebitarsi, come racconta al Corriere Roma,
Massimiliano Fuksas firmerà ora un progetto per l’ospedale capitolino
in prima linea nella lotta al Covid-19. “Settant’anni fa lo Spallanzani
aiutò mio padre. Oggi – dice Fuksas – sono io che offro il mio aiuto
allo Spallanzani”.
L'enigma Chouchani. L’Osservatore
Romano dedica un articolo a Monsier Chouchani, figura tra le più
affascinanti e misteriose dell’ebraismo novecentesco, avallando diverse
tesi sulle sue origini: “Ateo miscredente secondo certi testimoni, ma
per altri devoto e praticante, ebreo forse sabbatiano se non
addirittura cristiano”.
In ricordo di nonno Gino. “Nonno
era particolarmente affezionato ai ragazzi: io sono sempre in giro
nelle scuole per raccontare la sua testimonianza e quelle pedalate con
i documenti nascosti lo avvicinano moltissimo agli eroi. Bartali
diventa il loro supereroe, il loro Superman”. Lo racconta alla Gazzetta
dello sport la nipote Gioia, nel 20esimo anniversario dalla scomparsa
del nonno. Campione sui pedali e dal 2013 anche “Giusto tra le
nazioni”.
Adam Smulevich twitter @asmulevichmoked
Leggi
|
|