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“Insediamenti israeliani
non sono illegali”

rassegna“Gli insediamenti di civili israeliani nella West Bank non sono di per sé, incompatibili con il diritto internazionale”. Lo ha affermato il capo della diplomazia Usa Mike Pompeo, dando una svolta radicale alla politica americana in materia. “Non è ancora un riconoscimento della sovranità israeliana, come aveva fatto il presidente Donald Trump ad aprile riguardo le Alture del Golan. Ma la presa di posizione – scrive La Stampa – è una spinta importante verso un futuro, possibile inglobamento nello Stato ebraico. Ed è una svolta a 180 gradi nella politica statunitense che dal 1978, in base a un rapporto legale del dipartimento di Stato, definiva gli insediamenti ‘in contrasto con la legge internazionale’”. Per il Premier israeliano Benjamin Netanyahu le affermazioni di Pompeo riflettono una “verità storica” (Repubblica) mentre sono respinte da palestinesi e dalla diplomazia europea (Corriere).

Missili dalla Siria contro Israele.
Quattro missili sparati dalla Siria nella notte contro il Nord d’Israele sono stati intercettati dal sistema Iron Dome. Il Consiglio regionale del Golan ha tranquillizzato la popolazione e spiegato che non saranno messe in atto particolari misure di sicurezza.

Dreyfus al cinema. Arriva nelle sale italiane, dopo essere stato premiato a Venezia, il film di Roman Polanski dedicato al celebre caso Dreyfus (questa sera a Milano in anteprima al Cinema Orfeo). “Una storia affascinante che affronta temi attualissimi: false verità, antisemitismo, ingiustizia”, spiega Polanski ai quotidiani italiani (Corriere e Messaggero). Per l’attrice Emmanuelle Seigner, tra le protagoniste della pellicola e moglie del regista, “Questa sarà sempre una storia universale, perché, ovunque, l’antisemitismo è ancora forte e presente e perché è sempre accaduto che si siano scelte persone a cui far pagare colpe inesistenti. Il film parla di sentimenti contemporanei molto importanti, il razzismo, la paura, l’odio per l’altro da sé, il rapporto con la verità” (Repubblica, Stampa e Fatto Quotidiano).

Torino, gli avvocati ebrei da ricordare. L’ordine degli Avvocati di Torino ha deciso di rendere omaggio ai 54 colleghi discriminati, esclusi e allontanati dalla professione a causa delle Leggi razziste. Domani alle 13 al Consiglio dell’ordine degli avvocati, con sede al Palazzo di giustizia, sarà apposta una targa in loro memoria. A seguire, riporta Repubblica Torino, “una tavola rotonda moderata dall’avvocato Giulio Disegni, in cui saranno affrontati aspetti storici e giuridici” legati all’applicazione delle Leggi del ’38 e l’inaugurazione della mostra “54 esclusi”, curata dallo storico Claudio Vercelli. A chiudere la giornata, l’appuntamento in serata alla Comunità ebraica di Torino con la presentazione del volume di Annalisa Capristo e Giorgio Fabre Il registro. La cacciata degli ebrei dallo Stato italiano nei protocolli della Corte dei Conti 1938-1943.

Bologna, Segre cittadina onoraria all’unanimità. A Liliana Segre sarà conferita la cittadinanza onoraria del Comune di Bologna. Il Consiglio comunale ha approvato ieri all’unanimità la delibera che accoglie la proposta (Corriere Bologna).

Iraniani in piazza. Il regime degli ayatollah ha bloccato i social media nel paese mentre continuano le proteste degli iraniani per l’eliminazione di alcuni sussidi sul carburante, racconta Repubblica. “L’eliminazione del sussidio era stata raccomandata dal Fondo monetario internazionale per rimettere i conti del paese a posto, – spiega il Foglio – ma la capacità di sopportazione di molti iraniani nei confronti di un governo che vedono corrotto e concentrato su altri temi invece che sui cittadini è esile. Nei video si vedono manifestanti gridare: ‘Chissenefrega della Palestina’ e cose peggiori. Suona come una domanda blasfema in una piazza iraniana, ma è probabile che ovunque succederebbe la stessa cosa se il livello di povertà fosse alto e il governo si ostinasse a portare avanti una politica estera spregiudicata che necessita di molto denaro che è tutto consumato altrove, dall’Iraq alla Siria, dal Libano alla Striscia di Gaza”. Sempre sul Foglio si denuncia l’ipocrisia delle Nazioni Unite che non denunciano l’Iran ma condannano solo Israele: è accaduto venerdì con 8 risoluzioni approvate dalla quarta commissione dell’Assemblea generale dell’Onu contro Gerusalemme e senza accenni alla violenza della Jihad islamica.

Daniel Reichel twitter @dreichelmoked