20 Maggio 2020 - 26 Iyar 5780 |
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Su Pagine Ebraiche 24, la Newsletter
quotidiana di metà giornata, oggi i pensieri del rav Giuseppe Momigliano, Davide Assael, Alberto
Cavaglion, Francesco Lucrezi e Francesco Lotoro.
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È scontro sul fondo europeo
Divisioni,
all’interno dell’Unione Europea, sul fondo comune annunciato da Macron
e Merkel. È un fronte di quattro Paesi (Austria, Olanda, Svezia e
Danimarca) a guidare l’opposizione a questa misura. Il negoziato non
sarà semplice. “La proposta franco-tedesca annunciata due giorni fa di
un Recovery Fund finanziato da debito comune – osserva tra gli altri il
Corriere – rompe un tabu che aveva frenato finora il processo di
integrazione europea e che aveva sempre trovato contrario il fronte del
Nord con la Germania in testa. Ora viene meno l’alleato più potente ma
resta l’opposizione dei Paesi ‘frugali'”.
Per La Stampa il premier Conte sarebbe rimasto spiazzato da Macron e
starebbe cercando di alzare la posta, prevedendo una soluzione al
ribasso per il nostro Paese. “Con la solita astuzia Macron si è messo
alla testa dei Paesi del Sud, e senza chiedere il permesso ai colleghi
ha posto le basi del compromesso possibile. Roma e Madrid, suoi alleati
naturali, hanno fatto di necessità virtù plaudendo all’accordo. Ma
l’Italia – ci si chiede – sarà davvero in grado di ottenere di più?”.
Suscita intanto più di una preoccupazione la risalita dei contagi.
Molti amministratori locali puntano il dito contro il mancato rispetto,
da Nord a Sud, delle misure di sicurezza previste. “La Fase2 – si legge
su Repubblica – è appena cominciata e già un esercito trasversale di
disobbedienti di tutte le età ha deciso che la guerra è finita, liberi
tutti, dimentichiamo i lutti e la paura. Piazze assaltate per
l’aperitivo da Milano a Catania, file incredibili davanti agli store
Ikea, movida da sabato sera intorno ai locali, parchi affollati di
runner giovanissimi e anziani a capannello a discutere, appunto, del
virus, incuranti, naturalmente, del metro di distanza”. A suscitare
allarme anche le mascherine poste “intorno al collo, sulla testa,
avvolte a serpente intorno al polso, ovunque tranne che davanti a naso
e bocca”.
I neonazi e il cronista minacciato. Perquisite,
ieri all’alba, le casa di alcuni estremisti di destra che da tempo
minacciano in rete il cronista di Repubblica Paolo Berizzi. “Gli
investigatori – spiega il quotidiano – sono arrivati
all’identificazione anche grazie alla collaborazione di Facebook, che
ha fornito molti dati utili a svelare chi si nascondeva dietro profili
anonimi”. Tra il materiale sequestrato, oltre a un’ascia e un megafono
con simboli neofascisti, “computer, telefonini, memorie usb, volantini
di gruppi nazifascisti, bandiere con croci celtiche”.
I paragoni di Luttazzi. Ormai
è da tempo che Daniele Luttazzi ha esaurito la sua vena comica. Nella
sua rubrica sul Fatto Quotidiano dà oggi il peggio di sé, con
accostamenti gravi e insulsi. “Sono il solo a vedere – scrive – la
contraddizione tragica fra la Pesach, che celebra la liberazione degli
ebrei dalla schiavitù d’Egitto, e la schiavitù in cui l’Israele di
Netanyhau tiene il popolo palestinese? E per evitare la solita
manfrina: sei un antisemita se quei sei milioni ti hanno fatto piacere,
non se critichi la politica di apartheid del governo Netanyahu”.
Trump e il "nativismo". Sul Corriere si parla de Il genio americano,
il nuovo saggio di Massimo Teodori pubblicato da Rubbettino. Molte le
riflessioni critiche dedicate a Trump. Per Teodori il presidente degli
Stati Uniti agirebbe ispirandosi al “nativismo” tipico dei protestanti
che, tra il XIX e il XX secolo, “avevano alimentato i movimenti
populisti e autoritari contro gli immigrati cattolici ed ebrei che
sconvolgevano i modi di vita delle precedenti popolazioni anglosassoni”.
Einstein a Praga. Sempre il Corriere segnala Einstein in Bohemia
(Princeton University Press) di Michael Gordin, dedicato al periodo che
il grande scienziato trascorse a Praga a partire dalla primavera del
1911. “Fu a Praga – viene spiegato – che cominciò a porre le basi per
quello che sarebbe divenuto il suo capolavoro intellettuale, la teoria
generale della relatività. Ed è sempre a Praga che Einstein per la
prima volta iniziò a fare i conti con la propria identità ebraica”.
L'omaggio a Pagani. A
otto anni dalla prima uscita torna La mia generazione, il doppio disco
dedicato da Marco Ferradini ad Herbert Pagani. Ne scrive Il Manifesto,
ricordando la poliedricità dell’esperienza artistica di quest’ultimo:
“Cantautore, disc-jockey, poeta, scrittore, scultore, pittore, e
attore. Dopo essere scappato dalla Libia per sottrarsi ai pogrom
antisemiti, visse tra l’Italia, la Germania e la Francia, affinando la
sua voce melodiosa e le sue doti di scrittura”.
Adam Smulevich twitter @asmulevichmoked
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