Se non leggi correttamente questo messaggio, clicca qui  26 Ottobre 2022 - 1 Cheshvan 5783

NUOVA LEGISLATURA, LA NOTA DELLA PRESIDENTE UCEI

"È l'ora della responsabilità e della coerenza"

La Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di Segni ha commentato l’intervento alla Camera della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni con queste parole:

“Abbiamo ascoltato con grande attenzione il discorso alla Camera della Presidente del Consiglio dei ministri On. Giorgia Meloni, nel quale abbiamo colto chiari i riferimenti alle questioni che riteniamo identitarie per l’intero Paese – democrazia, memoria e presa di distanza dal fascismo e ogni forma di totalitarismo. È appunto l’ora delle responsabilità e della coerenza”.
“Vigili seguiremo con pari attenzione la traduzione di quanto enunciato in concreti e attesi interventi legislativi per arginare ogni forma di nostalgia e apologia, razzismo, antisemitismo, compreso quello rivolto verso Israele, ingenua equidistanza e violenza politica.
“Sfide culturali che non distinguiamo come di destra o di sinistra ma dell’Italia tutta, concorrendo con la nostra tradizione, e irrinunciabili valori alla vita del Paese. Come disse Rav Tarfon: ‘Il giorno è corto e il lavoro è molto’ (Mishnà avot 2 5). E quindi buon lavoro”.

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IL PRESIDENTE D'ISRAELE HERZOG IN VISITA A WASHINGTON

"Iran, una minaccia che arriva fino all'Ucraina"

La minaccia iraniana “pone sfide all'umanità intera”. E per ribadirlo all'alleato Usa, il Presidente d'Israele Isaac Herzog ha portato con sé a Washington, in una missione di due giorni, le prove che in Ucraina i russi hanno usato droni di fabbricazione iraniana. Nella sua due giorni americana, Herzog ha infatti annunciato di avere in cima alla propria agenda di discutere con i vertici degli Stati Uniti del pericolo che rappresenta Teheran per il Medio Oriente e non solo. “Ancora una volta l'Iran dimostra di essere un paese di cui non ci si può fidare. Ovunque ci siano uccisioni, sofferenze e odio, lo troverete. Le armi iraniane giocano un ruolo importante nel destabilizzare l'ordine globale e la comunità internazionale dovrebbe giungere alle giuste conclusioni, ora e in futuro”, le parole di Herzog prima della partenza, riferendosi al coinvolgimento di Teheran nell'aggressione russa all'Ucraina. Un tema toccato poi negli incontri avuti con il Segretario di Stato Usa Antony Blinken e con la speaker del Congresso Nancy Pelosi e al centro anche del vertice odierno con il Presidente Usa Joe Biden. Come ha fatto sapere infatti il suo ufficio ai giornalisti, Herzog vuole mostrare al presidente americano le prove dell'uso di droni iraniani da parte dell'esercito di Mosca in Ucraina. Scoperte basate sul confronto che funzionari dell'intelligence israeliana hanno fatto tra frammenti dei droni impiegati dai russi e quelli utilizzati in un'esercitazione militare iraniana nel dicembre 2021.

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LE RELIGIONI INSIEME AL COLOSSEO

“Guerra, madre di tutte le povertà”

“Dopo gli orrori e i dolori della seconda guerra mondiale, le Nazioni sono state capaci di riparare le profonde lacerazioni del conflitto e, attraverso un dialogo multilaterale, di far nascere l’Organizzazione delle Nazioni Unite, frutto di un’aspirazione che, oggi più che mai, è una necessità: la pace. Non si deve ora perdere la memoria di quale tragedia sia la guerra, madre di tutte le povertà”.
Un concetto che è al cuore dell’appello di cui è stata data lettura al termine della manifestazione “Il grido della pace” organizzata a Roma dalla Comunità di Sant’Egidio. Numerosi i leader religiosi presenti al Colosseo insieme a papa Bergoglio, tra cui il rabbino capo della città rav Riccardo Di Segni (che gli sedeva accanto).
Nel documento condiviso ieri sera si parla di bivio storico per l’uomo: “Essere la generazione che lascia morire il pianeta e l’umanità, che accumula e commercia armi, nell’illusione di salvarsi da soli contro gli altri, o invece la generazione che crea nuovi modi di vivere insieme, non investe sulle armi, abolisce la guerra come strumento di soluzione dei conflitti e ferma lo sfruttamento abnorme delle risorse del pianeta”.

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IL LIMMUD E LA PROIEZIONE  

Nove ottobre, il ricordo dei giovani

Mentre cade a terra sotto i colpi dei terroristi palestinesi Daniela Gaj Taché, la madre del piccolo Stefano, esclama: “Non voglio morire”. Frase dalla quale è possibile captare “un significato trasversale ed egualmente profondo”. Se da una parte c’è infatti “un’esplicita richiesta di vita”, dall’altra “questa risuona come un imperativo morale nei confronti della giovane vittima: non dovrà morire nella memoria collettiva del paese”. Ruota attorno a questo concetto l’omonimo documentario prodotto da HaTikwa (la testata Ugei) nel quarantesimo anniversario dall’attentato al Tempio Maggiore di Roma.

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IL DOCUMENTARIO PROMOSSO DA MEIS E FONDAZIONE MUSEO DELLA SHOAH DI ROMA 

Tra propaganda e fake news,
i miti da sfatare sul fascismo

A cento anni dalla Marcia su Roma, molti restano i falsi miti sul fascismo. Prodotto da 3D Produzioni con il contributo della Fondazione Museo della Shoah di Roma e del Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah di Ferrara, il documentario “Mussolini ha fatto anche cose buone? Propaganda di ieri, fake news di oggi” si prefigge di sfatare alcuni luoghi comuni. Trattando anche il tema della persecuzione antiebraica a partire dalla promulgazione delle leggi razziste del ’38. Persecuzione dei diritti prima e persecuzione delle vite poi.
A scriverlo Pietro Suber e Luca Cambi, con la regia di Simona Risi. “La prosecuzione di un progetto personale nato alcuni anni fa dall’incontro con Sami Modiano e Piero Terracina e proseguito con un approfondimento sulle leggi razziste. L’idea di partenza di questo nuovo lavoro è che vi sia una diffusa banalizzazione nel guardare al fascismo” ha spiegato Suber, intervenendo alla proiezione in anteprima del documentario avvenuta al cinema Farnese. Liberamente ispirato all’omonimo saggio di Francesco Filippi, “Mussolini ha fatto anche cose buone?” si dipana da una testimonianza che si staglia ancora nel profilo della Capitale: l’obelisco con la scritta Mussolini nell’area del Foro Italico. 

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LA DIFFIDA DELL'UCEI  

"Catania, iniziativa in violazione dell'Intesa"

Organi di informazione hanno riferito di una prossima inaugurazione di una sinagoga a Catania. L'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane a riguardo comunica:

L’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane nei giorni scorsi è venuta a conoscenza dell’invito diramato da una presunta “Comunità Ebraica di Catania”, a firma del suo “Segretario” avv. Benito Triolo, con il quale si annuncia che il prossimo venerdì 28 ottobre 2022, alle ore 17, verrebbe inaugurata la “riapertura della Sinagoga di Catania”, presso il Castello di Leucatia” a Catania. 
Ai sensi dell’Intesa con la Repubblica italiana, recepita nella legge n. 101 del 1989, e dello Statuto dell’Ebraismo italiano, l’UCEI è l’unico soggetto legittimato a istituire una nuova Comunità Ebraica nel territorio del nostro Paese, mediante decreto del Presidente della Repubblica, udito il parere del Consiglio di Stato.
UCEI e Comunità Ebraica di Napoli, nella cui giurisdizione ricade la Regione Sicilia, non hanno mai ricevuto richieste di costituzione di una "Comunità Ebraica” nella città etnea: parlare oggi di “Comunità Ebraica di Catania” rappresenta un falso storico e una aperta violazione dell’Intesa tra lo Stato italiano e UCEI, con il rischio di ingenerare negli interessati la falsa convinzione di partecipare a una tradizionale attività di una Comunità Ebraica, anche dal punto di vista religioso.
Già in passato, nel 2017, l’UCEI aveva provveduto a far conoscere al Comune di Catania la spiacevole situazione, che si era presentata in egual modo, invitando il Comune ad evitare ogni concessione, anche di natura economica, in favore di soggetti od organismi improvvisati e comunque non titolati a parlare a nome di una sedicente Comunità Ebraica di Catania. Oggi si ripresenta la stessa spiacevole situazione.
 L’UCEI ha trasmesso quindi in data odierna formale diffida alle istituzioni locali affinché venga revocato qualsiasi provvedimento concessorio in favore degli organizzatori dell’evento di venerdì 28 ottobre. 
Nel contempo, l’UCEI ha provveduto ad inviare formale diffida a coloro che si presentano come responsabili di questa illegittima iniziativa e che pretendono di costituire una Comunità Ebraica in violazione della legge.
 

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