Se non leggi correttamente questo messaggio, clicca qui   16 Febbraio 2023 - 25 Shevat 5783

LA VISITA A KIEV DEL MINISTRO DEGLI ESTERI

"Israele al fianco del popolo ucraino"

È iniziata a Bucha, teatro del massacro compiuto dai russi nel marzo scorso, la visita del ministro degli Esteri israeliano Eli Cohen in Ucraina. Una missione che rappresenta un passaggio importante nei rapporti tra i due Paesi: è la prima di un alto funzionario di Gerusalemme da quando è iniziata, nel febbraio 2022, l’aggressione.
Nell’agenda di Cohen, dopo Bucha, un momento di raccoglimento al Memoriale di Babyn Yar (nell’immagine), dove trentamila ebrei furono assassinati dai nazisti tra il 29 e 30 settembre 1941. Poi incontri con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, il suo ministro degli Esteri Dmytro Kuleba e la riapertura ufficiale dell’ambasciata a Kiev.
“Sono arrivato oggi per la prima visita di un ministro israeliano a Kiev dallo scoppio delle ostilità. Nell’ultimo anno Israele è stato al fianco del popolo ucraino e al fianco dell’Ucraina. Oggi alzeremo la bandiera israeliana presso la nostra ambasciata a Kiev, che tornerà ad essere costantemente attiva con l’obiettivo di rafforzare le relazioni tra i Paesi”, il commento di Cohen una volta arrivato in Ucraina. Destinazione raggiunta grazie a un treno notturno partito dalla Polonia. Ad accoglierlo anche il presidente della Federazione delle comunità ebraiche di Ucraina rav Meir Stambler, che sui delicati rapporti tra Kiev e Gerusalemme si era espresso in un’intervista a Pagine Ebraiche. In particolare sulla scelta israeliana di fornire aiuti umanitari, ma non militari. Questo per mantenere con Mosca un canale aperto, necessario alla luce del coordinamento tra israeliani e russi in Siria, ufficializzato nel 2015 dal Premier Benjamin Netanyahu in un incontro con Putin al Cremlino.
“Questa guerra richiede di mettere da parte le proprie comodità", le parole di rav Stambler nel suo colloquio con Pagine Ebraiche. "Richiede di fare ciò che è giusto, certo senza compromettere la propria esistenza. Ma bisogna scegliere. Non vorrei essere il Premier israeliano, capisco si trovi in una situazione delicata. Però non ho dubbi che sia il momento di stare dalla parte giusta della storia. Penso che Israele lo stia facendo, lentamente. Anche perché non ci sono dubbi su chi sia nella ragione e chi nel torto in questa guerra”. Secondo il sito ynet, Cohen oggi annuncerà un ulteriore pacchetto di aiuti umanitari all’Ucraina. Mentre da Kiev si tornerà a chiedere assistenza militare. Un’estensione degli aiuti che, secondo diverse ricostruzioni giornalistiche, è stata chiesta a Israele anche dagli Stati Uniti.

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LA FIRMA DELL'ACCORDO E IL NUOVO GRUPPO DI LAVORO

"Trani ebraica, patrimonio della collettività"

La sinagoga Scolanova di Trani ha una particolarità che la rende unica al mondo: la coesistenza, nello stesso edificio, di una campana e di una Stella di Davide. Il segno della Storia nel suo complesso dipanarsi, dai provvedimenti che portarono al suo esproprio e trasformazione in chiesa al ritorno al culto originario in anni recenti. Nel corso del tempo la sinagoga è stata "rivitalizzata" da un punto di vista ebraico, ma ha finito per rappresentare anche una meta di crescente interesse pubblico e turistico. Guarda a questa pluralità di aspetti la convenzione siglata stamane tra Comune di Trani e Comunità ebraica di Napoli per la concessione in comodato d’uso non oneroso della Scolanova fino al 2027. Ad essere garantite - oltre alla "rigorosa salvaguardia delle festività e dei giorni riservati al culto" - la pubblica fruibilità dell'edificio con aperture "in linea con l’orario degli altri luoghi di culto della città, degli altri attrattori culturali e degli altri luoghi della tradizione ebraica".



 

Ad accompagnare la firma dell'accordo, siglato per la Comunità di Napoli da Lydia Schapirer, che ne è la presidente, la presentazione di un gruppo di studio che si occuperà di un progetto di messa a valore del quartiere "dal punto di vista culturale, turistico e architettonico". A farne parte, coordinati dal Consigliere comunale Irene Cornacchia, saranno la stessa Schapirer, il vicepresidente della Fondazione Beni Culturali Ebraici in Italia Renzo Funaro, il direttore dell'ufficio beni culturali diocesani don Nicola Napolitano, lo storico e docente dell'Università Orientale di Napoli Giancarlo Lacerenza e Giorgio Gramegna, progettista museologico della sezione ebraica del Museo Diocesano di Trani (già chiesa di S.Anna e Sinagoga Grande).

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IL DISEGNO DI LEGGE PRESENTATO DA LILIANA SEGRE

"Delitto Matteotti, l'Italia non dimentichi"

Nel 2024 l'Italia si troverà a ricordare i 100 anni dal delitto Matteotti. Un appuntamento che anche le istituzioni saranno chiamate a elaborare con iniziative all'altezza, affinché la tragica lezione del suo assassinio per mano fascista non sia dimenticata. Va in quella direzione un disegno di legge presentato nelle scorse ore dalla senatrice a vita Liliana Segre, che riprende una proposta approvata dal Senato nella passata legislatura.
"Un dovere e un onore", il commento della senatrice. Che ha anche parlato di monito necessario per "difendere i principi irrinunciabili di democrazia e libertà". Risale infatti al suo assassinio - sottolinea Segre, in un messaggio rivolto ai suoi colleghi - "la trasformazione definitiva del regime, già illiberale, in autentica dittatura". Nel suo intervento in aula dello scorso ottobre, quando si era trovata a inaugurare la nuova legislatura, Segre aveva celebrato la Costituzione con queste parole: “Come disse Piero Calamandrei, non è un pezzo di carta, ma è il testamento di 100mila morti caduti nella lunga lotta per la libertà; una lotta che non inizia nel settembre del 1943 ma che vede idealmente come capofila Giacomo Matteotti”.

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L'ANTICA COPIA DEL TANAKH E L'ASTA DI SOTHEBY'S

"Codice Sassoon, pietra miliare della storia umana"

È nota come Codice Sassoon la copia più antica e completa del Tanakh mai ritrovata. Un manoscritto risalente alla fine del IX o all’inizio del X secolo, considerato fondamentale per capire l’evoluzione della tradizione ebraica. Il nome deriva da un suo precedente proprietario, che l’acquistò nel 1929: David Solomon Sassoon, appassionato collezionista di Judaica e di manoscritti ebraici. Il Codice Sassoon contiene 24 libri e, spiegano gli esperti della casa d’aste Sotheby’s, “precede di quasi un secolo la prima Bibbia ebraica completa, il Codice di Leningrado”. Rappresentando in questo senso una “pietra miliare della storia umana”.
Proprio Sotheby’s metterà all’asta il prezioso volume il prossimo maggio a New York. Una notizia ripresa dai media da tutto il mondo, che evidenziano il valore storico del manoscritto, realizzato da uno scriba su pergamena. “Nel Codice Sassoon viene rivelata una trasformazione monumentale nella storia della Bibbia ebraica, portando alla luce la sua storia completa, che in precedenza non era mai stata presentata in forma di libro" dichiara Sharon Mintz, esperta di Sotheby’s della divisione libri e manoscritti. Segna perciò "una svolta cruciale nel modo in cui percepiamo la storia della parola divina attraverso migliaia di anni, ed è una testimonianza di come la Bibbia ebraica abbia influenzato i pilastri della civiltà per secoli”.

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UNA TARGA ULTERIORE PER SPIEGARE L'INFAMIA ANTISEMITA DEL FASCISMO

Vercelli e gli avvocati espulsi: nuovi segni di Memoria

Il registro cronologico dei verbali delle adunanze del Direttorio del sindacato fascista avvocati e procuratori di Casale Monferrato, nel volume che riporta le sedute dal 20 giugno ’39 al 30 gennaio ’45, contiene le delibere di cancellazione degli avvocati appartenenti alla “razza ebraica”. Con approvazione unanime il Direttorio delibera pertanto di cancellare dall'elenco sindacale degli avvocati, con effetto immediato, sei avvocati ebrei che esercitavano la professione a Casale. In precedenza una delibera di qualche mese prima aveva dichiarato che, poiché si era in attesa dell'emanazione delle norme complementari e di coordinamento della legge 29 giugno 1939 che prevedeva la cancellazione dagli albi degli iscritti appartenenti alla "razza ebraica", si prevedeva la cancellazione con effetto dal primo marzo 1940. Si era, in pratica, soprasseduto per qualche mese alla cancellazione degli albi, ma poi si procedette con rigore e velocità e così i sei avvocati ebrei di Casale furono costretti a lasciare la professione. Il Tribunale di Casale Monferrato da qualche anno non esiste più ed è stato accorpato in quello di Vercelli. Anche qui un avvocato ebreo vercellese, l’unico, venne cancellato dall’albo. 


Ieri è stata data dignità al ricordo di quella infame cancellazione con l’apposizione di una targa davanti alla sala principale delle udienze del Tribunale di Vercelli, dopo che una precedente a giugno dello scorso anno era stata apposta nella sala del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati. Come ha evidenziato la Presidente del Tribunale Michela Tamagnone “se l'anno scorso abbiamo riportato nella loro casa gli avvocati che ne sono stati esclusi, oggi facciamo conoscere a tutti gli utenti del Palazzo di Giustizia quella pagina vergognosa".
Alla cerimonia, davanti ad avvocati, magistrati e alcune scolaresche vercellesi, hanno preso parte, oltre alla Presidente del Tribunale, i rappresentanti dell’Ordine degli Avvocati di Vercelli, Danilo Cerrato e Matteo Bongianino, il Prefetto Lucio Parente, il Procuratore della Repubblica Pier Luigi Pianta, la Presidente della Comunità ebraica Rossella Bottini Treves e il Vicepresidente UCEI Giulio Disegni, che ha invitato a non dimenticare mai, soprattutto oggi, come la legge di esclusione degli avvocati, così come tutto l’impianto normativo delle leggi razziste, costituisse una precisa scelta del regime fascista. Regime che fu responsabile della persecuzione dei diritti, prima ancora che della terribile persecuzione delle vite.

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L'INCONTRO A TRIESTE

"Hub digitale per la sanità, l'esempio è Israele"

Guarda all'esempio d'Israele l'impegno per la realizzazione di un "digital Innovation hub" per la sanità per il Friuli Venezia Giulia, presentato a Trieste nel corso di un incontro che ha visto l'intervento del vicegovernatore e assessore regionale con delega alla Salute Riccardo Riccardi e dell'assessore ai Sistemi informativi Sebastiano Callari. "Per affrontare questo complesso periodo di profonda trasformazione globale, anche in ambito sanitario e di salute, riteniamo importante guardare al locale, con investimenti e misure di sviluppo e sostegno, e osservare al contempo quello che accade nel resto del mondo", la riflessione di Riccardi. "Va sviluppata una partnership tra pubblico e privato che in Italia stenta a decollare: altrove, come in Israele, è stato fatto", ha aggiunto Callari. Buone pratiche cui ispirarsi "per creare la nostra versione di un sistema che, collaudato in altri Paesi, ha dimostrato di essere un modello valido". 
Tra le sfide in agenda quella di rendere "i nostri ospedali sempre più tecnologici e digitalizzati". 

(Foto: Giovanni Montenero)

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