L'ATTENTATO PALESTINESE MENTRE PROSEGUE L'OPERAZIONE A JENIN
Tel Aviv, il terrorismo torna a colpire
Mentre l'attenzione era rivolta alla maxioperazione antiterrorismo in corso a Jenin, nel nord della Cisgiordania, un nuovo attentato ha scosso Israele. Nel nord di Tel Aviv, in Pinchas Rosen Street, un terrorista palestinese ha lanciato la propria auto contro alcuni passanti, deviando su una pista ciclabile e poi sul marciapiede. L'attentatore è poi uscito dal veicolo armato di coltello e ha attaccato altre persone prima di essere eliminato da un civile armato. Sette le persone che il terrorista ha ferito nel suo attacco. Quattro sono state ricoverate in condizioni gravi nei vicini ospedali Ichilov e Beilinson.
Secondo i media israeliani l'attentatore era un ventitreenne proveniente dalla città di as-Samu, pochi chilometri a sud di Hebron. Sarebbe entrato in Israele grazie a un permesso medico, soffrendo di una malattia terminale. Il capo della polizia, Kobi Shabtai, dopo un sopralluogo nell'area dell'attentato, ha spiegato che “tutti coloro che erano collegati al terrorista sono stati arrestati”. Shabtai ha poi invitato “il pubblico e i cittadini a rimanere vigili” in queste ore mentre da Gaza il gruppo terroristico di Hamas ha applaudito per l'attacco a Tel Aviv. Un'azione contro i civili che rappresenta, per Hamas, “un'eroica vendetta per l'operazione militare a Jenin”. Qui, nel nord della Cisgiordania, la missione delle forze di sicurezza israeliane prosegue per il secondo giorno consecutivo.
Una storia che non può essere declinata esclusivamente al passato, ma che ha ancora molto da dire e offrire all’insieme della società. Testi letterari, ricerche e testimonianze hanno contraddistinto un intenso pomeriggio di approfondimento dedicato alla Fiume ebraica, svoltosi nella Casa del Ricordo di Roma con un contributo tra gli altri dell’associazione Progetto Memoria e della Fondazione Museo della Shoah. “Quella degli ebrei fiumani è una grande storia e non può limitarsi all’esclusivo per quanto necessario racconto della Shoah. Una storia che è parte del tessuto connettivo della città nel dispiegarsi dei secoli” il benvenuto di Donatella Schürzel, dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia. In evidenza il contributo di una figura intellettualmente tra le più stimolanti come Paolo Santarcangeli, scrittore e poeta, di cui è stato appena ripubblicato il libro “In cattività babilonese”. Tra i protagonisti della conferenza la vicepresidentessa della Comunità ebraica fiumana Rina Brumini e il testimone Gianni Polgar, nato a Fiume nel 1936: una delle colonne di Progetto Memoria.
La Comunità ebraica di Napoli ha avuto l'onore di accogliere l'ambasciatore di Israele Alon Bar in visita. L'ambasciatore, dopo aver incontrato in mattinata il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, e il sindaco Gaetano Manfredi, è venuto, nel pomeriggio a visitare la Comunità ebraica e la sinagoga. È stato un incontro piacevole e in un clima informale, come è anche giusto che sia tra persone della "famiglia".
La presidente della Comunità di Napoli, Lydia Schapirer, ha sottolineato il forte legame esistente tra la Comunità e Israele, dove diversi ebrei napoletani hanno fatto la aliyah o, in ogni caso, hanno familiari, parenti e amici. Il rabbino capo, rav Cesare Moscati, ha sottolineato l'importanza che Eretz Israel, la Terra di Israele, ha e deve avere per ogni ebreo e quanto sia importante per rinsaldare questo legame anche accogliere, come fa la Comunità di Napoli, chi da Israele viene in città per studio, lavoro o turismo.
È una curiosa coppia di amici quella formata da Samuele, un anziano venditore di cappelli, sopravvissuto in gioventù alla deportazione in campo di sterminio, e il giovanissimo Antonino, un bambino del quartiere Sanità di Napoli che conquista la sua simpatia.
Una fiducia pressoché totale quella che ripone nei confronti di questo interlocutore così diverso eppure così vicino, tanto da portarlo a confidarsi sui giorni più drammatici della sua vita come forse mai fatto fino a quel momento: la decisione della sua famiglia di lasciare Napoli per sfuggire ai bombardamenti, l’illusione di trovare un porto sicuro a Roma, la cattura e il suo viaggio all’inferno. Dove perderà il più caro degli affetti.
TRA I PROTAGONISTI DELLA RICOSTRUZIONE DELLA ROMA EBRAICA NEL DOPOGUERRA
Ferruccio Sonnino (1923-2023)
Ha concluso la sua vita terrena all’età di 99 anni Ferruccio Sonnino, memoria storica della Comunità ebraica di Roma e tra i protagonisti della sua ricostruzione dall’immediato dopoguerra e ancora per molti anni. In particolare per l’apporto dato alla scuola ORT e alla nascita del liceo ebraico, oltre che all’interno del Benè Berith. Fervente sionista, era figlio del rabbino Giuseppe Sonnino (Sonino), originario di Ancona, che fu rabbino di Cento, Senigallia, Napoli e Genova e delegato al secondo e terzo Congresso sionista di Basilea.
Assegnati in Campidoglio i riconoscimenti della seconda edizione del Premio giornalistico “Un Giglio per la Pace e la Libertà di Stampa” a cura dell’Università eCampus, con il patrocinio dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio e in collaborazione con Roma Capitale.
L’edizione odierna esce grazie alla disponibilità del direttore responsabile uscente, che in attesa del compimento dell’iter predisposto dall’Ente editore per riassegnare l’incarico e su richiesta dell’Ente stesso, si è reso disponibile a garantire provvisoriamente i requisiti di legge. La redazione esprime la propria gratitudine per questo suo gesto.