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In fuga dalla Shoah

caloMercoledì 11 ottobre (ore 18.30, Istituto Cervantes di Roma – Sala Dalì – Piazza Navona, 91 – Roma), sarà presentata l’edizione italiana de La bambina che guardava i treni partire, dell’autore uruguagio Ruperto Long. Anna Foa dialogherà con l’autore. La presentazione è organizzata dall’Ambasciata dell’Uruguay, in collaborazione con l’Ambasciata di Israele in Italia, con l’Istituto Cervantes di Roma e con la Newton Compton Editori. Come succede sovente nei romanzi (basta pensare a Salinger o Némirovsky) l’autore stesso è un personaggio di grande interesse, dalle molteplici identità, come avrebbe detto Amartya Sen, fra le quali: ingegnere, Senatore, Presidente della compagnia elettrica nazionale, accademico, ministro della Corte dei Conti, fondatore e primo presidente del Gruppo parlamentare di appoggio allo Stato di Israele e alla pace in Medio Oriente.
Malgrado questi molteplici impegni, che dai risultati pubblicati risultano tutti assolti nel migliore dei modi, è riuscito a rendersi autore di questo splendido romanzo, che per la ricerca che ne è alla base e per il suo stile coinvolgente ma asciutto, ricorda Dora Bruder di Patrick Modiano.
Qui lo spunto è reso dalla vita di Charlotte de Grünberg, direttrice generale dell’Università ORT di Montevideo, la quale, dagli otto anni è stata costretta a lasciare la natia Liegi per girovagare per l’Europa con la sua famiglia nella disperata ricerca di sottrarsi allo sterminio. La sua storia s’interseca con quella dello zio Alter, che si svolge in un ghetto creato dai nazisti, con quella di Dimitri Amilakvari, un militar francese d’origine georgiana che si è battuto con Charles de Gaulle contro il nazismo e, infine, con quella di Domingo López Delgado, un soldato uruguagio, arruolatosi nella Legione straniera per difendere la causa della libertà.
Vi è alla base un riuscito lavoro di ricerca storica, convogliato in un romanzo che dice molto sia sulla sensibilità e l’indubbio talento dell’autore, sia sul modo in cui si dovrebbe vivere: senza odio e con comprensione per il prossimo.

Emanuele Calò, giurista