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Informazione – International Edition
Leggere per combattere l’odio

Schermata 2017-11-06 alle 13.56.43Intolleranza, razzismo, antisemitismo sembrano riemergere prepotentemente da un passato che si sperava rimasto nel XX secolo. Uno degli strumenti per combatterli è conoscere e comprendere i meccanismi malati che li portarono a contaminare e poi conquistare intere nazioni. L’odierna uscita di Pagine Ebraiche International Edition apre con l’intervista dello storico Gadi Luzzatto Voghera, direttore della Fondazione Centro di documentazione ebraica contemporanea di Milano, allo studioso Vincenzo Pinto, curatore di una nuova edizione critica del Mein Kampf di Adolf Hitler. “La nostra edizione è critica. Questo dovrebbe tranquillizzare tutti coloro che temono che il testo possa creare una nuova generazione di antisemiti. Esistono molte edizioni clandestine e prive di note (per lo più ristampe anastatiche di quella Bompiani), quelle sì capaci di fomentare i peggiori istinti antiebraici e antisemiti – spiega Pinto nel testo pubblicato nel mensile di ottobre – Ma veniamo al vero problema della sua domanda: “normalizzare” il linguaggio antisemita. Che cosa intendiamo con normalizzare? Se col termine intendiamo condurre entro “i limiti della ragione” l’antisemitismo, allora il nostro lavoro punta a questo: far capire al lettore che l’antisemitismo, cioè una certa visione dell’ebreo, esiste e va accettata. Ora, accettare che esista un certo linguaggio non significa certo approvarlo oppure sostenerlo. Significa accettarlo come “forma” argomentativa di una determinata (ed estrema) situazione umana. Questo è, a mio avviso, l’unico modo per poter sconfiggere veramente l’antisemitismo” (a firmare la traduzione in lingua inglese è Federica Alabisio, una delle studentesse della Scuola traduttori e interpreti di Trieste che sta svolgendo il tirocinio presso la redazione dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane). A ricordare i terribili frutti dell’odio anche Jorge Bergoglio in una visita alle Fosse Ardeatine, dove è stato accolto tra gli altri dal rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni, la presidente UCEI Noemi Di Segni, la presidente della Comunità di Roma Ruth Dureghello e il segretario Emanuele Di Porto. Sull’edizione internazionale di Pagine Ebraiche anche il resoconto di un’iniziativa per rispondere agli ultimi episodi di antisemitismo negli stadi che hanno preso di mira la figura di Anna Frank: a Milano si è data lettura pubblica di molte pagine del suo diario, in un evento che ha attirato moltissimi cittadini. A denunciare i rischi dei nuovi fascismi nella sezione Bechol Lashon, questa settimana in lingua francese, è il professore dell’Università Ca’ Foscari Dario Calimani (tradotto da Ilaria Vozza). Nella sua rubrica mensile, il professore dell’Università di Bar Ilan Yaakov Mascetti riflette sulla figura di Abramo e sulla circoncisione, un segno di parzialità e di completezza allo stesso tempo. Infine nella sezione Italics, un articolo del Jerusalem Post racconta la storia di Anna Padoa, veronese trapiantata in Israele, e del viaggio alla scoperta della sua identità ebraica.

Rossella Tercatin