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Avvocati cacciati nel ’38,
Milano fa Memoria

giu

“Gli avvocati milanesi ricordano con dolore i 106 colleghi e colleghe esclusi dalla professione in quanto ebrei in applicazione delle Leggi razziali. Perché fatti del genere non debbano più ripetersi e non ci siano discriminazioni”.
Al termine di un qualificato convegno sul tema gremito da alcune centinaia di avvocati, una targa commemorativa con queste parole incise, svelata nell’atrio centrale del Palazzo di Giustizia di Milano, segna un nuovo passo avanti sul piano della consapevolezza storica.
Una iniziativa frutto del determinante contributo dell’Associazione Italiana Avvocati e Giuristi Ebrei ieri rappresentata al tavolo dei relatori dal suo presidente Giorgio Sacerdoti, intervenuto con una allocuzione conclusiva in cui sono stati ricordati i 106 professionisti cacciati e in particolare i quattro che persero la vita nelle successive persecuzioni e nella Shoah: Ermanno Fontanella, Ugo Debenedetti, Emilio Sacerdote, Ernesto Vita.
Autorevoli le voci che si erano prima levate nell’aula magna. Dalla presidente della Corte d’Appello Marina Tavassi al Presidente dell’Ordine degli Avvocati Vinicio Nardo, dall’ex Primo Presidente della Corte di Cassazione Giovanni Canzio all’ex Presidente della sezione locale dell’Ordine Remo Danovi.
Tutti in piedi poi per Liliana Segre, senatrice a vita e Testimone della Shoah, che ha ricordato il nonno Alfredo Foligno (uno dei 106 espulsi). “Ci sembrava assurdo, da ebrei italiani, dover pensare di fuggire negli Stati Uniti. Ma era impossibile immaginare l’orrore che ci aspettava. Orrore che – il suo messaggio – quando i testimoni scompaiono, la storia si dimentica e viene manipolata, l’odio riaffiora, può sempre ripetersi”.
“Una giornata dal grande significato simbolico, caratterizzata da interventi di livello e da una ampia partecipazione. Molto positivo che ci fossero così tanti giovani avvocati in sala” riflette Sacerdoti, che ha poi guidato una riunione di Consiglio dell’Associazione.
“L’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane nell’anno trascorso e nel 2019 ha collaborato con molte istituzioni ed enti operanti nella società italiana e soprattutto nel mondo della giustizia per far prevalere un principio fondamentale: le leggi antiebraiche hanno coinvolto i cittadini ebrei in quanti tali usurpando loro ogni diritto, ma è l’intera società italiana a doversi far carico di ricordare una tra le pagine più aberranti e vergognose del Novecento” sottolineava ieri Giulio Disegni, vicepresidente UCEI, sul nostro notiziario quotidiano.
Analoghe iniziative, annuncia Sacerdoti, si svolgeranno prossimamente a Torino e Roma. Nel frattempo l’Associazione lavorerà a giornate di riflessione anche su altri temi di interesse e attualità. Per l’autunno sarà infatti realizzata una giornata di studio nel trentennale delle Intese (“Una sede opportuna potrebbe essere Firenze” dice Sacerdoti). Mentre in date e contesti ancora da definire si lavorerà a occasioni di incontro sul fine vita.

(12 giugno 2019)