Nella seconda parte del suo libro, ormai famosissimo, Le origini del totalitarismo, pubblicato nel 1951, Hannah Arendt analizza la “corsa alla conquista dell’Africa” da parte degli europei: belgi, olandesi, inglesi, tedeschi, francesi, italiani. Nell’incontro con l’Africa i popoli bianchi “civilizzati” – questa è la sua tesi – sono regrediti a livelli di inumanità, hanno saccheggiato depredato, bruciato e stuprato i “selvaggi”, hanno trasgredito quei limiti etici che controllavano l’esercizio del potere in patria. Le lezioni apprese in Africa – Arendt esamina fra l’altro il caso del dominio britannico in India e di quello francese in Egitto – hanno trovato poi applicazione nel cuore dell’Europa. Il totalitarismo del XX secolo porta le tracce di questo nucleo oscuro, del Cuore di tenebra.
Donatella Di Cesare, filosofa