Rosh Hashanah 5776 – Un anno di positività

didi Tra pochi giorni sarà Rosh Hashanah e noi cercheremo di accoglierla con lo spirito giusto: ci prepareremo indossando i vestiti più belli, ci riuniremo nelle nostre sinagoghe, dopo la preghiera ci augureremo l’un l’altro Chag Sameach e buon anno, per poi celebrare nelle nostre case il Seder mangiando cibi simbolici, dolci, per augurare a tutti un inizio di anno positivo.
Anche se sappiamo che Rosh Hashanah è Yom Hadin, il giorno del giudizio, il giorno in cui ci si presenta davanti al giudice Kadosh Baruch Hu che decide del nostro futuro valutando il nostro passato – e non è un giorno di gioia perché non si conosce ancora la sentenza –, ci comportiamo comunque in modo da far vedere che siamo certi che il Signore Iddio giudicherà tutti noi positivamente, garantendoci una vita buona e la pace. Per questo, come già detto, durante il Seder mangiamo prodotti che portano in loro un simbolo positivo.
Che cosa significa? In che modo indossare vestiti eleganti e mangiare cibi dolci diventa simbolo di qualcosa di positivo?
La prima ragione è spirituale. Quando s’inizia col piede giusto, si raccolgono energie positive e fortuna per il futuro: si apre una porta spirituale. Ma c’è anche una ragione psicologica. L’uomo che pensa positivo svolge anche la sua attività con energia positiva. Guardare verso l’alto è il modo per arrivare in alto: questa è la forza del pensiero.
Auguro a tutti un anno di abbondanza, d’iniziative positive, ricordando che tutto è possibile con l’aiuto di D-o. E per questo guardiamo in alto.

Yair Didi, rabbino capo di Livorno

(9 settembre 2015)

I nostri siti