Lech Lechà, Meridione in festa

Schermata 03-2457451 alle 13.52.18Il prossimo 14 marzo Trani si animerà per il consueto appuntamento con Lech Lechà, la settimana di arte, cultura e letteratura volta a far riscoprire l’eredità dell’ebraismo del Meridione. Presentazioni di libri si intrecceranno a mostre d’arte e dibattiti sull’attualità, sempre accompagnati dalle preghiere ospitate nella suggestiva Sinagoga Scolanova della città.
Il festival è realizzato grazie al supporto della Regione Puglia, del Comune di Trani, dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e della Comunità ebraica di Napoli.
“Lech Lechà – ha spiegato alla conferenza stampa di stamane, Cosimo Yehuda Pagliara, direttore artistico del festival insieme a Ottavio Di Grazia e Francesco Lotoro – è uno scrigno da aprire a disposizione di tutti. Quest’anno il tema scelto è quello della Komemiut, il concetto ebraico del procedere a testa alta, suggeritoci dal rabbino capo di Napoli Umberto Piperno”. “Da segnalare – ha proseguito Pagliara – l’attenzione che quest’anno daremo al tema della casherut tramite il progetto UCEI K.it e la prima mostra d’arte ad opera di Norma Picciotto. Lech Lechà sta crescendo e per la prossima edizione avremo due partner d’eccezione: il Maghen David Adom e il Museo delle Luci, dedicato alle Chanukkiot, di Casale Monferrato”.
“Quando si iniziò a parlare della riscoperta dell’ebraismo del Sud – ha preso la parola il presidente UCEI Renzo Gattegna – in molti furono dubbiosi e non credevano che sarebbe servito a qualcosa. Invece, a partire dalla piccola scintilla di Trani, la risposta del Meridione ha superato le aspettative. Negli ultimi anni è cresciuta la sete di sapere e allo stesso tempo è aumentata la consapevolezza riguardo l’incisività che questa comunità ha avuto nella storia italiana. Proprio per questo ora non dobbiamo deludere le aspettative”.
Il rabbino capo di Napoli Umberto Piperno ha poi aggiunto: “Dobbiamo guardare avanti e costruire un laboratorio per il futuro. Lo scopo di Lech Lechà è quello di assurgere ad essere come la Tenda di Abramo: un luogo di accoglienza nel rispetto dell’identità di ciascuno. La comunità del Sud è un gruppo che vive con emozione il proprio ebraismo e l’obiettivo è quello di creare adesso dei ponti di comunicazione con l’estero e in particolare con Israele: non è un caso che proprio a Bari sia stato un console onorario d’Israele”.
Entra nello specifico Gadi Piperno, responsabile UCEI del Progetto Meridione: “Non possiamo dimenticarci del Meridione anche se ci sono pochi ebrei; come Unione delle Comunità Ebraiche Italiane abbiamo dei doveri precisi e dobbiamo supportare gli ebrei delle piccole comunità locali che necessitano aiuto. La risposta che abbiamo ricevuto è molto eloquente: negli ultimi anni l’8 per mille proveniente dal Sud Italia ha registrato una crescita sorprendente”.
Ad illustrare il fittissimo programma è infine Francesco Lotoro: “Con la settimana di Lech Lechà vogliamo far vedere un ebraismo vivo, permettere a chi vuole di studiare, pregare, mangiare casher. Ci saranno 7 sezioni tematiche: ‘Reshit’ – i convegni; ‘Sefarim’ – le presentazioni di libri; Yeshivà – le tefillot: Il canto di Abramo – i concerti; Chi è rimasto a bottega – un ristorante che servirà pasti casher. E poi il cuore della manifestazione: lo Yom HaShabbat. Concluderemo con la serata dedicata all’ebraismo tranese; il ritorno del Mabit e subito dopo penseremo all’edizione 2017”.

“Noi e il Sud, protagonisti a testa alta”

Schermata 03-2457451 alle 13.49.25Guarda al futuro Francesco Lotoro, artista a 360 gradi che ha fatto della rinascita dell’ebraismo del Sud Italia l’obiettivo di una vita.
Direttore artistico e ideatore della Settimana di arte, cultura e letteratura ebraica Lech Lechà che chiama a raccolta centinaia di persone a Trani, Lotoro non nasconde la fatica ma si dimostra entusiasta per un evento che riscuote ogni anno interesse e curiosità.
“Inizialmente – spiega – Lech Lechà si svolgeva in estate e si sdoppiava in diverse città con più eventi in contemporanea. Da due anni abbiamo deciso di spostarlo nel mese della festa di Purim e concentrarlo a Trani per evitare dispersione e non creare concorrenza tra i vari appuntamenti. Per noi è fondamentale che questa settimana sia organizzata durante il periodo scolastico perché sono proprio gli alunni il pubblico principale al quale vogliamo arrivare. Il nostro scopo è quello di trasmettere l’ebraismo non filtrato ai ragazzi delle scuole, parlare con loro, rispondere alle tante curiosità, mostrare cosa siano le lezioni dei rabbini dentro la sinagoga Scolanova. In questa edizione inoltre abbiamo fatto un primo esperimento che li renderà protagonisti: gli studenti recensiranno tre romanzi della letteratura yiddish e le scuole saranno aperte al pubblico”.

Come è cambiato Lech Lechà nel corso degli anni?

Durante le ultime edizioni abbiamo registrato un enorme afflusso. È cresciuto il prestigio ma anche l’impegno; pensi che abbiamo uno staff che lavora già dallo scorso novembre. Ogni volta cerchiamo un tema nuovo: quest’anno con il rabbino capo di Napoli Umberto Piperno abbiamo deciso di concentrarci sul concetto della Komemiut, il procedere ‘a testa alta’. Un messaggio di stringente attualità se si pensa al momento complicato che stanno attraversando lo Stato d’Israele e gli ebrei della diaspora. Gli ebrei hanno il diritto di camminare a testa alta, senza paura e senza vergogna, e soprattutto con una kippà in testa.

Cosa dobbiamo aspettarci da questa nuova edizione?

Come ogni anno Lech Lechà è diviso in vari moduli e sono particolarmente orgoglioso di quello che prende il titolo Yeshivà, dedicato alle lezioni di Torah e alle preghiere: vogliamo mostrare il vero ebraismo, vogliamo dare la possibilità a chi vuole di venire a studiare in sinagoga dalla mattina alla sera. Oltre a tanti rabbanim che arriveranno a Trani, avremo l’onore delle presenza del dottor Moisè Levy, autore dell’Halakhah illustrata, che trascorrerà con noi lo Shabbat. Anche in questa edizione i partecipanti avranno l’opportunità di mangiare casher in un ristorante dove gustare ottimi piatti con un sottofondo musicale di cui mi sono occupato personalmente. La giornata dello Shabbat sarà il centro della settimana con un’accoglienza fatta di canti e balli insieme. Non perderemo di vista l’attualità con un convegno sui 50 anni di Nostra Aetate e l’omaggio agli atleti israeliani uccisi a Monaco nel 1972 in vista delle nuove Olimpiadi.
Concluderemo sabato sera con un concerto ad opera dell’orchestra giovanile di Foggia che omaggerà il maestro Leonard Bernstein con le musiche del celebre ‘West Side Story’ e la consueta spaghettata. Dopo tre anni abbiamo fatto un bilancio, tenendo conto delle reazioni del pubblico e abbiamo deciso cosa tenere e cosa rinnovare della manifestazione.

L’ebraismo del Sud Italia sta conoscendo una rifioritura inaspettata. Cosa può dire al riguardo?

Abbiamo ancora molta strada da fare e credo che i frutti che stiamo seminando adesso, li raccoglieremo nel 2040. A volte è facile essere presi dallo sconforto, ma la nostra è la sfida dell’ebreo nel deserto: dobbiamo continuare a mantenere viva la nostra identità anche in luoghi dove ci sono più impedimenti. Abbiamo raggiunto risultati importanti nel Sud Italia ma non dobbiamo fermarci, né accontentarci. L’ebraismo del Sud non è un tesoro fondamentale solo per chi è di religione ebraica ma per tutta la società. E Lech Lechà ne è la dimostrazione concreta.

Italia Ebraica, marzo 2016

(3 marzo 2016)

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