Giulia Mafai / EBREI SUL TEVERE / Gangemi
“Si dice che Dio creò l’uomo perché gli piaceva ascoltare delle storie, dei racconti, e agli ebrei piace molto raccontare. Tutto in fondo nasce circa cinquemila anni fa dalla più grande e meravigliosa raccolta di storie: la Bibbia”. Con questa premessa Giulia Mafai, scenografa e costumista per i maggiori registi italiani, introduce il lettore al suo “Ebrei sul Tevere – Storia, storie, storielle”, edito da Gangemi, nel quale l’intento divulgativo sull’ebraismo, e in particolare sugli ebrei romani, è fatto di percorsi storici, antropologici, nonché gastronomici. Percorsi raccontati al giovane nipote Elia, che viene portato a mangiare in uno dei ristoranti ebraici del Portico d’Ottavia, e qui edotto circa le vicende e le caratteristiche della più antica comunità ebraica della diaspora.
Figlia del pittore Mario Mafai e della scultrice di origini ebraiche Antonietta Raphaël, Giulia Mafai, oltre alla sua intensa attività nel cinema, ha pubblicato diverse altre opere. Nel libro precedente, “La ragazza con il violino”, ha raccontato la storia di sua madre Antonietta, che assieme a Mario Mafai ha segnato la stagione artistica della cosiddetta “scuola romana”.
“L’ignoranza genera mostri, e il pregiudizio può produrre gravi danni alla convivenza civile. La divulgazione quindi è un terreno sul quale si gioca una partita importantissima. Giulia Mafai ha deciso di raccogliere questa sfida proponendo un affascinante percorso”, scrive Gadi Luzzatto Voghera nella sua presentazione. Un ottimo punto di partenza per chi si accostasse per la prima volta alla storia e alla cultura degli ebrei di Roma.
Marco Di Porto