“L’educazione è una cosa pericolosa. Professori di pedagogia e scienziati furono la chiave del successo di Hitler, senza di loro la sua ascesa e l’influenza inspiegabile su 60 milioni di tedeschi non sarebbe stata possibile”. La dottoressa Tamar Katko, docente alla facoltà di Scienza della Formazione al Seminar HaKibbuziam di Tel Aviv, ha tenuto per due ore e mezzo il cuore in sospeso di tutto il pubblico nella sala rotonda del Kibbutz. Sono andata alla conferenza per rispetto all’argomento. Dopo due pellegrinaggi in Polonia con i bogrim dell’Hashomer Hazair, dopo 40 anni di allestimento di cerimonie per il Giorno della Shoah, di film, di studi sulle leggi razziali per la scrittura del nuovo spettacolo “Mamma perché noi non possiamo entrare?” Cosa altro avrebbe potuto raccontarmi? Cosa altro avrei potuto imparare?
Tamar, figlia di sopravvissuti a esperimenti e abusi spietati ad Auschwitz, cresce al suono delle macabre melodie suonate al pianoforte, che il dottor Mengele imponeva a sua madre, splendida sedicenne di Lodz, mentre lui e il suo scellerato staff attuavano i loro esperimenti su esseri umani. Anche lei era un suo esperimento: doveva continuare a suonare senza mangiare e senza riposare, ore ore e ore. Era arrivata a 23 kg. Continuò a suonare quelle melodie al piano per anni, di notte, mentre il padre, che l’aveva salvata caricandosela sulle spalle durante la Marcia della vita, camminava avanti e indietro per la casa con il capo tra le mani, fino a che Tamar , che aveva 10 anni, su consiglio di psicoterapeuti, la legava con un lenzuolo mentre la madre gridava con gli occhi spalancati. La domanda sull’ascesa del nazismo è diventata l’ossessione della Katko. Il suo dottorato orbita sulla domanda: come hanno fatto? Come sono riusciti a coinvolgere un’intera nazione? A schiavizzare, sopprimere, perseguitare, bruciare milioni di persone? “La vittoria del nazismo fu prima di tutto una rivoluzione educativa” spiega Tamar che ne corso degli anni ha compiuto ricerche senza posa sui libri di testo per le scuole naziste pubblicati tra il 1933 e il 1945, cercando di decifrare il loro significato, il potere della loro influenza magica e psicologica e il segreto del successo del nazismo sulla base del loro contenuto tendenzioso. Nel suo libro “Creato dal ghiaccio” cerca di comprendere il processo di “stregoneria” su milioni di tedeschi e spiegare come storici, filosofi, scienziati e artisti di fama mondiale, si mobilitarono per attuare il programma di rieducazione della leadership nazista. In quegli anni tutti gli educatori del Terzo Reich dovevano ripercorrere la loro abilitazione all’insegnamento con un programma studiato per prepararsi ai nuovi contenuti sulla purezza della razza. Furono riscritti libri di testo, programmi ministeriali, furono create nuove scuole che, appena terminata la guerra, nel 1945, sparirono completamente in tutta la Germania. Tamar Katko andò a cercare questi testi a Berlino, a Bonn, a Lipsia. Dopo lunghe ricerche’ trovo’ una biblioteca a Ginevra dove migliaia di libri scolastici e testi universitari giacevano custoditi con gran cura e in gran segreto. Tamar riusci a dare alcune risposte ai suoi incubi notturni. “Hitler aveva capito, nel suo malefico genio, che il linguaggio che avrebbe coinvolto maggiormente le élite era il linguaggio della scienza. Con le masse e gli operai, non avrebbe avuto problemi, doveva reclutare gli intellettuali, riformattarli. Non c’era da proporre loro un’agenda politica, ma un’altra religione scientifica che avrebbe generato un nuovo ordine nel mondo. I professori delle più prestigiose università svilupparono seminari e nuovi programmi curriculari e i loro studenti scrissero documenti di ricerca e dissertazioni di dottorato per riscoprire il gene ariano. Prima di tutto, si doveva isolare da altre razze e poi migliorarlo. Per il nazismo gli ebrei erano una mutazione genetica destinata a sparire. Il ruolo degli ebrei era stato quello di preservare la conoscenza del popolo ariano che lo avevano affidato loro quando si erano dovuti nascondere da minacce esterne. Secondo le fonti naziste, per merito di questo popolo extragalattico dalle facoltà soprannaturali, appunto gli ariani puri, gli ebrei avevano imparato a leggere e scrivere mentre la maggior parte delle persone nel mondo era analfabeta. Ora che Hitler finalmente era giunto per riscattare la Germania, il ruolo degli ebrei era finito, dovevano essere eliminati perché troppo pericolosi, perché portavano le conoscenze degli Ariani in un corpo difettoso.” Tamar spiega che questo è ciò che si insegnava nelle università, negli asili infantili, nelle scuole primarie e nei licei. E questi libri arrivavano a casa, nelle famiglie, nei bar, negli uffici. Cosa poteva riempire maggiormente di orgoglio un popolo distrutto dall’inflazione, della sconfitta della prima guerra, della povertà? Il mito del superuomo conquistò il loro ego indebolito. Hitler, riusci a stregare tutta la popolazione, con l’incantesimo che trasforma il ranocchio in principe… come nelle fiabe dei fratelli Grimm…
Angelica Edna Calò Livne