A ricordare agli israeliani che ieri finiva il 2023 ha provveduto Hamas. Allo scoccare della mezzanotte una salva di missili è stata esplosa da Gaza verso Tel Aviv e il centro d’Israele, un segnale, osserva oggi il Jerusalem Post, “che la guerra non è finita”. A quasi tre mesi dall’inizio del conflitto, il gruppo terroristico sostenuto dall’Iran si dimostra ancora in grado di assemblare e sparare missili M90 all’indirizzo delle città israeliane mentre tiene in ostaggio 130 cittadini dello stato ebraico. Indebolita nel nord della Striscia e a Khan Younis, Hamas è preparata a una lunga guerra d’attrito. La stessa guerra alla quale si starebbe preparando Israele, che ieri ha ritirato cinque brigate da Gaza per permettere agli effettivi di tornare alle loro case e occupazioni e rilanciare, così, l’economia nazionale.
Le Idf hanno intanto dichiarato di aver eliminato Adil Mismah, il leader dell’unità Nukhba di Hamas ritenuta responsabile dell’attacco del 7 ottobre contro il kibbutz Kissufim. Oggi le Idf hanno anche reso noto di aver colpito una cellula di Hezbollah nel sud del Libano che si stava preparando a lanciare droni nel nord di Israele. “Un aereo dell’Air Force ha attaccato la squadra prima che potesse effettuare il lancio e ha distrutto l’aereo che stavano usando”.