AUSTRALIA – A Sydney il 2026 parte ricordando le vittime di Bondi Beach

AUSTRALIA – A Sydney il 2026 parte ricordando le vittime di Bondi Beach

L’Australia è stato uno dei primi paesi a entrare nel nuovo anno civile. A Sidney, per iniziativa delle autorità, i festeggiamenti sono stati preceduti da una commemorazione in ricordo delle vittime della strage di Bondi Beach. L’Harbour Bridge è stato illuminato di bianco e sulla sua struttura è stata proiettata una Chanukkiah, il candelabro a otto braccia, simbolo della festa ebraica alla cui vigilia, il 14 dicembre, è stato compiuto il massacro.
Le organizzazioni ebraiche continuano intanto a fare pressione sul governo affinché si faccia promotore di una commissione d’inchiesta indipendente che indaghi su quanto accaduto, una ipotesi al momento non contemplata dall’esecutivo. «Negli ultimi due anni abbiamo mandato ripetuti avvertimenti al governo in merito al crescente odio verso gli ebrei in questo paese e alla crescente tolleranza sociale che ha portato a ulteriori attacchi», denunciano i rappresentanti degli ebrei in una dichiarazione congiunta. «È fondamentale che il governo e la società comprendano le origini dell’antisemitismo, soprattutto negli ultimi due anni, e come l’Australia sia arrivata alla situazione attuale, in cui l’odio verso una minoranza etnica e religiosa è diventato così straordinariamente dilagante». Secondo quanto dichiarato dalla polizia martedì, i due attentatori non facevano parte di una cellula terroristica più ampia ma avrebbero agito come “lupi solitari”.
Arriva proprio da Sidney la prima famiglia ebraica emigrata in Israele nel 2026, informano le autorità israeliane. Si tratta di Trevor Sacks con la moglie Dalit e la figlia Ashira. I Sacks, molto vicini a una delle vittime dell’attacco a Bondi Beach, sono atterrati all’aeroporto Ben Gurion alle 6.08 di giovedì mattina. Un altro figlio della coppia, Levi, vive già in Israele e si è arruolato nelle Forze di Difesa israeliane.

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