A New York è iniziata l’era di Zohran Mamdani. Il primo sindaco musulmano nella storia della Grande Mela ha prestato giuramento in una fermata della metropolitana abbandonata sotto il municipio, con la mano sinistra sul Corano.
Come noto, la vittoria del 34enne espressione dell’estrema sinistra ha suscitato allarme in una parte della comunità ebraica statunitense per via delle sue posizioni antisioniste e pro Bds e per lo sdoganamento del concetto di “Intifada globale”.
Come si posizionerà il neo sindaco nella lotta all’antisemitismo, un pregiudizio sempre più spesso mascherato da antisionismo? In tanti se lo stanno chiedendo e non a caso poche ore prima del passaggio di testimone il suo predecessore Eric Adams, molto vicino alla comunità ebraica e a Israele, ha fatto diffondere un ampio report sulle iniziative intraprese nel suo mandato e sulle strategie ritenute prioritarie nel contrasto all’odio antiebraico, «che si è adattato costantemente a ogni epoca, pur mantenendo il suo carattere essenziale: prendere di mira gli ebrei in base alla religione, all’etnia e al legame con la Terra di Israele», si legge. E al riguardo Adams osserva: «L’antisemitismo non è solo un problema ebraico, ma mette alla prova il carattere della nostra città». Mamdani sarà all’altezza di tale compito?
NEW YORK – Mamdani si insedia, Adams lascia con un documento sull’antisemitismo