La scuola ebraica di Torino ha accolto martedì Livia Ottolenghi presidente Ucei. Qui Ottolenghi ha incontrato tra gli altri la preside Irene Cottura e Franca Mortara, assessora alla Scuola della Comunità ebraica locale. L’incontro è stato un momento di confronto approfondito sulle specificità della realtà scolastica torinese, che oggi accoglie circa il 30% di studenti ebrei, confermandosi una scuola riconosciuta e radicata nel territorio cittadino. Una particolare attenzione è stata dedicata alla situazione successiva ai massacri del 7 ottobre 2023. Nel corso della visita è stato sottolineato come, nonostante il clima di forte pressione mediatica, la scuola non abbia registrato disiscrizioni. Un dato considerato significativo perché testimonia non soltanto la qualità dell’offerta formativa, ma anche la solidità del rapporto di fiducia tra famiglie, studenti e istituzione scolastica.
Tra i temi affrontati anche quelli già oggetto di lavoro all’interno della commissione Scuola dell’Ucei con rav Ariel Di Porto, assessore all’Educazione e alla Scuola dell’ente, con particolare riferimento a un progetto in corso contro il bullismo. Su iniziativa della presidente Ottolenghi, il progetto sarà seguito da un gruppo ristretto composto dagli assessori all’Educazione, alla Scuola e ai Giovani, dalle coordinatrici delle relative commissioni e da esperti esterni, tra cui Fabrizio Rocchetto ed Eddy Jamous.
Il progetto avrà un approccio ampio e integrato, estendendosi più in generale alla cura delle fragilità educative e relazionali e coinvolgendo insegnanti, genitori, movimenti giovanili ed educatori dell’Ufficio Giovani Nazionale dell’Ucei. Ampio spazio è stato inoltre dedicato al tema della formazione e della permanenza degli insegnanti nelle scuole ebraiche. Ottolenghi ha sottolineato come il sostegno ai docenti rappresenti oggi una priorità strategica per tutto il sistema scolastico ebraico italiano. La carenza di insegnanti appare infatti sempre più strutturale, anche a causa di retribuzioni spesso non adeguate alla responsabilità del ruolo, dello scarso riconoscimento sociale della professione e della crescente difficoltà nel rendere attrattivo il percorso educativo. Tra le ipotesi emerse, anche quella di individuare strumenti e benefit capaci di incentivare l’accesso alla professione.
Nel corso dell’incontro è infine emersa la volontà di Ottolenghi di farsi tramite con il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, per portare all’attenzione delle istituzioni le problematiche riscontrate nella scuola di Torino, considerate però rappresentative di criticità che coinvolgono più in generale il mondo delle scuole ebraiche italiane.
Sara Levi Sacerdotti