L’ambasciata d’Israele presso la Santa Sede ha festeggiato Yom HaAtzmaut, il giorno dell’indipendenza, con una cerimonia al Tempio Maggiore di Roma e al sottostante museo ebraico. Nel suo discorso in sinagoga l’ambasciatore israeliano Yaron Sideman ha posto l’accento sulla speciale responsabilità d’Israele nei confronti dei cristiani, l’unico Paese del Medio Oriente «in cui il cristianesimo prospera e cresce, dove i cristiani sono apprezzati e benvenuti e godono di piena libertà di religione e di culto, come tutte le religioni in Israele». L’ambasciatore ha rinnovato la speranza di una prossima visita in Israele di papa Leone XIV nel solco dei suoi predecessori, da Giovanni Paolo II in poi, affermando che lo Stato ebraico lo aspetta «a braccia aperte» per mostrargli «una comunità cristiana fiorente e prospera, che è parte integrante ed essenziale del tessuto sociale e culturale di Israele, una comunità pienamente integrata in tutti i settori e ambiti: economia, cultura, magistratura, diplomazia». Le porte per il papa sono «aperte» anche al Tempio Maggiore, ha spiegato il rabbino capo della città Riccardo Di Segni, che ha inaugurato la cerimonia con alcune riflessioni su comuni impegni e responsabilità di ebrei e cristiani. In quest’ottica il rav ha anche fatto riferimento all’enciclica Magnifica Humanitas sulla custodia della persona umana al tempo dell’intelligenza artificiale, pubblicata negli scorsi giorni dal papa, definendola «un’enciclica che parla con accento ebraico». Ospite in sinagoga, il sottosegretario della Sezione per i Rapporti con gli Stati e le Organizzazioni Internazionali della Segreteria di Stato vaticana, Mihaita Blaj, ha osservato come la linea della Santa Sede resti quella di «preservare e implementare» gli accordi stabiliti negli anni Novanta con Israele. Il vicepresidente della Comunità ebraica romana, Alessandro Luzon, ha da parte sua rivolto un «augurio di pace, sicurezza e prosperità» e fatto risaltare l’importanza del «rispetto reciproco e della collaborazione». Erano tra gli altri presenti l’ambasciatore israeliano a Roma, Yonathan Peled, la presidente Ucei, Livia Ottolenghi, e il segretario del Dicastero per la promozione dell’unità dei cristiani, monsignor Flavio Pace. Davanti a loro Sideman ha ribadito come proteggere i valori comuni debba tradursi nell’impegno a «respingere le forze che minacciano di distruggerli e, di conseguenza, di avvelenare le nostre società».
a.s.