PAGINE EBRAICHE

È in arrivo il numero di giugno

È in arrivo il numero di giugno

Ha un respiro internazionale l’apertura del numero di giugno di Pagine Ebraiche in distribuzione in questi giorni. Nel primo approfondimento l’attenzione è puntata sulla Germania e su come, a Berlino e dintorni, le istanze antisemite travestite da antisionismo abbiano vita meno facile rispetto all’Italia perché, fondamentalmente, «la Germania ha deciso che il ricordo della Shoah non è un monumento da visitare il 27 gennaio, ma un criterio di appartenenza civica», scrive Daniela Santus. A trent’anni dalla fine dell’assedio Pagine Ebraiche affronta a seguire il fragile equilibrio di Sarajevo, conosciuta un tempo come “La Gerusalemme dei Balcani”, il ruolo dell’ebraismo locale nella faticosa opera di riconciliazione e l’infiltrazione negli spazi pubblici di alcuni “cattivi maestri” dell’Islam radicale. Il giornale dell’ebraismo italiano parla poi dell’ebraicità di Gesù, un tema in parte rimosso dal mondo cattolico ma ancora al centro di incomprensioni profonde per tacere di chi oltre al presente distorce anche il passato affermando che Gesù è palestinese. Il tema è sollevato in una mostra in corso al museo ebraico di Lecce. Un altro tema di attualità sviluppato nel mensile è «la lunga strada della giustizia per i crimini nazisti» di cui scrive l’ex vicepresidente Ucei, Giulio Disegni, facendo il punto sulla «nuova stagione» che attraversa in questo senso i tribunali italiani- A seguire, la 30enne cadetta diplomatica israeliana Maya Meyuhas, che ha concluso da poco un percorso di formazione a Roma, si sofferma sulle sue aspirazioni di carriera.
Lo spazio dedicato ai libri prende le mosse da una recensione di Mosè. Dal mondo al libro, un importante saggio sul più grande profeta ebreo della storia. Risaltano poi, in altri testi, la visione sionista di Theodor Herzl, la Ferrara ebraica di Giorgio Bassani, le vicende di dieci opere che hanno sfidato l’oblio, il diario di una staffetta antifascista.
Le pagine di Italia ebraica si aprono con alcune anticipazioni sul prossimo Balagan Café in programma nel giardino della sinagoga di Firenze da metà giugno. Sempre dall’Italia ebraica arriva un ricordo di Gabriele Bedarida, memoria storica dell’ebraismo livornese, firmato dal fratello Daniele.
Anche in questa complessa congiuntura, il rapporto tra aziende italiane e israeliane resta stretto. Al riguardo raccontiamo una serie di incontri promossi a Milano dall’Israel Export Institute e dal ministero dell’Economia di Gerusalemme con in evidenza alcune innovazioni israeliane nel settore alimentare. Nelle pagine dedicate al cinema, festeggiamo il secolo di vita di una leggenda come Mel Brooks e “guardiamo” in anteprima la serie israeliana Unconditional, da poco approdata su una piattaforma streaming disponibile anche in Italia.
Pagine Ebraiche di giugno racconta anche l’attività “social” del rabbino ortodosso Shalom Landau, un “influencer” sui generis su un media come TikTok. Chiude il giornale la riflessione di un suo collega italiano, Alberto Moshe Somekh, che spiega come ogni famiglia ebraica trasmetta la propria eredità materiale, spirituale e morale alla nuova generazione ed è in se stessa «un giardino fiorito, benedetto materialmente, spiritualmente e moralmente in contemporanea con le altre».
Buona lettura!

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