ANTISEMITISMO

“Anticorpi democratici” dal Parlamento alle piazze

“Anticorpi democratici” dal Parlamento alle piazze

Dopo le riflessioni dei politici, l’evento Ucei “Anticorpi democratici” è proseguito con gli interventi di alcuni addetti ai lavori. Il presidente dell’associazione Setteottobre, Stefano Parisi ha affermato che «i problemi vanno chiamati con il loro nome» e che su Israele «si racconta una storia totalmente falsa» dai media alla scuola, irrorando un odio «alimentato dall’Islam radicale, che è una minaccia per l’Europa: le parole di Hamas e Hezbollah sono oggi le parole d’ordine nelle piazze». A detta di Parisi è necessaria «una nuova piattaforma» sull’antisemitismo nelle scuole, nelle università e nel mondo dell’informazione. Per Aurelio Mancuso di Sinistra per Israele, il rapporto tra l’antisemitismo e la sinistra «è in questo momento molto preoccupante, perché coinvolge giovani generazioni trascinate da un nuovo internazionalismo che ha trovato nella bandiera del popolo palestinese la ragione per avercela con l’Occidente, con le sue stesse libertà, con il suo modo di vivere e i suoi modelli». Celeste Vichi, la presidente nazionale dell’Unione delle Associazioni Italia – Israele, ha ricordato il ruolo dell’organizzazione nella stesura della legge e «nell’avvicinare diverse sensibilità politiche» all’argomento, «perché l’antisemitismo non è un problema dei soli ebrei, ma di tutta la società civile». In questa direzione, ha spiegato, è stato svolto «un lavoro capillare, proponendo l’adesione alla definizione dell’Ihra a varie amministrazioni locali». «Quando veniamo a sapere che in antiche democrazie delle famiglie ebraiche si trovano costrette a fare le valigie e ad andare in Israele come unica soluzione per la loro sopravvivenza, questa è una tragedia per le famiglie, una notizia dolorosissima per tutti noi esseri umani e una grande sconfitta per quelle democrazie», ha esordito il costituzionalista Cesare Pinelli. Evitare che ciò accada «ha molto a vedere con questo disegno di legge», una legge che, ha chiarito, si muove all’interno del perimetro costituzionale. Ha concluso l’incontro il generale Pasquale Angelosanto, coordinatore nazionale nella lotta contro l’antisemitismo: «La nostra strategia è oggi in piena fase attuativa e sono stati fatti molti passi avanti». Secondo Angelosanto, sotto la sua guida «è stata fatta per la prima volta un’operazione di concretezza amministrativa, individuando chi deve fare cosa» nei vari contesti «e tutto questo rappresenta una bussola». per orientare l’attività di contrasto. Da dove viene l’antisemitismo? Per il generale, il Medio Oriente influenza «oggi pesantemente» il quadro, perché gli «esempi più ricorrenti» di condotte sono l’applicazione di un doppio standard nei confronti di Israele, il paragone tra le politiche dello Stato ebraico e quello della Germania nazista, il ritenere gli ebrei “collettivamente” responsabili per le iniziative lì intraprese.

a.s.

(Nell’immagine: un cartello apparso su un negozio di Milano, che recita: “Israeliani sionisti non sono i benvenuti qui”)

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