Nella notte tra mercoledì e giovedì, al termine del quarto round di colloqui mediati dagli Stati Uniti a Washington, Gerusalemme e Beirut hanno firmato una dichiarazione congiunta per rinnovare il cessate il fuoco e creare zone di sicurezza «pilota» nel sud del Libano da cui Hezbollah sarebbe bandito. Nella nota congiunta, il cessate il fuoco «è subordinato alla completa cessazione del fuoco da parte di Hezbollah e all’evacuazione di tutti gli operativi del gruppo» dalle aree a sud del fiume Litani. Hezbollah non ha riconosciuto i colloqui di Washington e ha definito l’accordo «una resa». E, poche ore dopo la firma, le sirene sono scattate a Kfar Yuval nell’Alta Galilea per una nuova minaccia del gruppo terroristico sostenuto dall’Iran. Così le Idf hanno continuato a colpire infrastrutture di Hezbollah nel sud del Libano ed emesso nuovi ordini di evacuazione per i residenti a sud del fiume Zahrani. Il portavoce in lingua araba dell’esercito, il colonnello Avichay Adraee, ha precisato che le operazioni «contro obiettivi utilizzati da Hezbollah sono ancora in corso».
Cosa prevede l’accordo
La dichiarazione trilaterale firmata da Israele, Libano e Stati Uniti prevede la creazione di “zone pilota” in cui l’esercito libanese assumerà il controllo esclusivo del territorio, il disarmo di Hezbollah in tutto il Libano, la condanna dell’ingerenza iraniana e la libertà d’azione per Israele, con il sostegno americano, per colpire Beirut in risposta a eventuali attacchi sul territorio israeliano. Le Idf manterranno per ora le posizioni nella zona di sicurezza fino alla cosiddetta «linea gialla», inclusa l’area della roccaforte di Beaufort. L’accordo non specifica aree né tabelle di marcia, né per il ritiro israeliano né per l’evacuazione di Hezbollah. Per l’ambasciatore israeliano negli Stati Uniti, Yechiel Leiter, l’accordo rappresenta un passo storico: «Per la prima volta, Israele, Libano e Stati Uniti condividono l’obiettivo di allontanare l’Iran dalla regione». Nessuna parte del Paese dei cedri «sarà immune da una risposta israeliana se Hezbollah violerà il cessate il fuoco», ha aggiunto. Secondo un alto funzionario israeliano, citato da ynet, il governo libanese si starebbe avvicinando a un’intesa che implicherebbe di fatto il riconoscimento per la prima volta dello Stato ebraico.
Le riserve dell’esercito
Dal punto di vista militare, l’accordo è problematico, sostiene ynet. I soldati delle Idf che hanno conquistato la zona di Beaufort si trovano lì per distruggere depositi di armi e una vasta rete sotterranea costruita negli anni con il sostegno iraniano. Secondo i comandanti sul campo, le operazioni di bonifica richiederanno ancora settimane. Particolare attenzione è rivolta a Nabatiyeh, considerata uno dei principali centri di potere di Hezbollah nel Libano meridionale. Un ufficiale ha dichiarato che truppe, carri armati e convogli logistici sono stati predisposti per rimanere nell’area a lungo e «portare a termine il lavoro».
(Foto Amichai Stein)