ROMA

Consegnata a Gualtieri lettera di sostegno a Keshet Italia

Consegnata a Gualtieri lettera di sostegno a Keshet Italia

È arrivata tra le mani del sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, la lettera aperta sottoscritta da oltre 2mila cittadini e figure del mondo politico e della società civile affinché, al prossimo Pride, vengano garantite le necessarie tutele all’associazione ebraica Keshet Italia. A informare dell’avvenuta consegna è l’associazione stessa, al momento esclusa dalla sfilata dei carri per non aver aderito a un documento del Pride in cui si parla di “genocidio” con riferimento a Gaza. Il documento è stato consegnato al primo cittadino a margine di un incontro della giornata inaugurale del festival romano Ebraica al quale Gualtieri ha preso parte.
Nella lettera-appello di cui è il destinatario viene contestata la proposta degli organizzatori del Pride di far sfilare Keshet esclusivamente a piedi perché ciò non offrirebbe «standard di tutela adeguati» e si pone l’accento su un «principio democratico fondamentale e non negoziabile» messo a rischio, perché, viene spiegato, la partecipazione dell’unica realtà ebraica italiana al Pride non può «essere condizionata, limitata o negata» in base «a scenari geopolitici o all’operato di governi stranieri». La questione sicurezza evocata nel testo resta attuale anche alla luce di quanto avvenuto nel fine settimana al Pride di Bologna, con il partito radicale che ha denunciato l’espulsione violenta dal corteo di alcuni militanti e di un’attivista ebrea e di cittadini israeliani e iraniani intenzionati a sfilare. «Appare paradossale che una manifestazione nata per difendere i diritti delle minoranze scelga di escludere i simboli dello Stato che, nella regione, garantisce il più alto livello di tutela delle libertà civili, politiche, religiose e sessuali», sottolinea in una nota la Comunità ebraica locale. «Ma se non vogliamo parlare di Israele, allora ancora più grave è il messaggio rivolto agli ebrei. Nessun altro gruppo viene invitato a partecipare a condizione di rinunciare a una componente fondamentale della propria identità storica e collettiva». Solo agli ebrei, si accusa, «viene richiesto di lasciare fuori dalla manifestazione il proprio legame con lo Stato ebraico».

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