Tre serate di teatro, musica e intrecci di identità animeranno la 19esima edizione del festival Erev/Laila. Nuove Tracce verso Gerusalemme al via domani sera nella terrazza del museo ebraico di Trieste. L’iniziativa è promossa dall’associazione Musica Libera in collaborazione con la Comunità ebraica triestina e il festival Viktor Ullmann e «vuole essere anche quest’anno un inno al dialogo e all’incontro, anche attraverso melodie e sfumature del mondo klezmer a noi da sempre molto caro», racconta il direttore artistico della rassegna Davide Casali. L’idea, in questo senso, «è di far rivivere alcune situazioni e atmosfere» incardinate nel peculiare repertorio strumentale degli ebrei ashkenaziti dell’Europa orientale. Tutti gli eventi del festival, sostenuto anche da fondi regionali, sono in programma alle 21. Per primo, nella serata inaugurale di martedì 23 giugno, l’artista Enrico Fink presenterà una storia tratta dal suo romanzo Patrilineare (ed. Lindau) «insieme a un viaggio entusiasmante nella musica ebraica a cavallo di due poli contigui ma lontanissimi tra loro: da una parte l’Est Europa del klezmer e della chazanut ashkenazita, dall’altra le antiche tradizioni della musica sinagogale italiana». Mercoledì 24 sarà poi lo stesso Casali a salire sul palco con lo spettacolo teatrale e musicale Te lo do io l’ebreo,con una narrazione personale e collettiva «sulla vita quotidiana degli ebrei di oggi, radicata però nel sapere e nell’agire dell’antica tradizione ebraica». Concluderà la tre giorni giovedì 25 un concerto di allievi del pianista Pierpaolo Levi con una raccolta di musica “degenerata” composta da musicisti che hanno vissuto la persecuzione durante la Seconda Guerra Mondiale. Sarà un arrivederci non al 2027 ma a settembre, sottolinea Casali, perché con la fine dell’estate, sempre nell’ambito di Erev/Laila, «organizzeremo un concerto in sinagoga con tromba e organo». Le aspettative per i prossimi giorni, intanto, sono buone. «C’è sempre un grande interesse per questo festival, molto atteso dai triestini. Il nostro è uno spazio di cultura e dialogo».
Trieste
Domani al via festival Erev/Laila