Memoria

Don Roberto Angeli è Giusto tra le Nazioni

Don Roberto Angeli è Giusto tra le Nazioni

Don Roberto Angeli (1913-1978), sacerdote della diocesi di Livorno, è stato dichiarato Giusto tra le Nazioni dal Memoriale della Shoah Yad Vashem di Gerusalemme. Durante la Seconda guerra mondiale si prodigò per salvare ebrei livornesi e numerosi profughi, in particolare francesi, mettendo a rischio la propria vita. Per questo venne deportato a Fossoli, Gusen, Mauthausen e Dachau, da cui fu liberato il 29 aprile del 1945.
«Giunge finalmente a compimento un percorso incentrato sulla realtà livornese, che ha visto il concorso di enti e persone impegnate a ricostruire la documentazione relativa agli atti compiuti da Don Angeli, indispensabile per ottenere quello che è il massimo riconoscimento dello Stato d’Israele verso quanti, non appartenenti al mondo ebraico, si sono adoperati in favore di ebrei perseguitati durante la Shoah», sottolineano in una nota congiunta la Comunità ebraica di Livorno e il Centro Studi “Don Angeli”.
La vicenda risale al 1943. Il 14 novembre, nonostante la “Zona Nera” – l’area sotto stretto controllo militare tedesco, con coprifuoco e circolazione sorvegliata, che chiudeva la città – don Angeli cominciò a prendersi cura di 24 ebrei, tra cui vecchi, donne, malati, e di altri profughi francesi rifugiati nell’Ospedalino israelitico. Per sottrarli ai tedeschi, ne organizzò il trasferimento con un carretto carico del necessario.
Ad aiutarlo furono i giovani del Movimento dei Cristiano Sociali, da lui fondato, e i partigiani. Nel maggio del 1944 la Gestapo lo catturò e lo deportò. La sua storia è raccolta nel libro Vangelo nei Lager. Un prete nella Resistenza, da poco riedito da Edizioni di Storia e Letteratura.
Già nel Dopoguerra le azioni di Don Angeli ricevettero il plauso dell’ebraismo livornese: il 22 gennaio 1956, nelle scuole israelitiche di via Fanciulli, alla presenza del rabbino capo Alfredo Sabato Toaff, gli fu consegnato un attestato di riconoscenza per l’opera svolta durante le persecuzioni razziali e la Shoah.
«Con la cerimonia di consegna dell’attestato e della medaglia di Giusto tra le Nazioni, prevista nei prossimi mesi», sottolineano la Comunità ebraica livornese e il Centro Studi “Don Angeli”, «si suggella il giusto tributo a un personaggio che ha attraversato con coraggio, a prezzo della deportazione, un periodo buio della nostra storia».

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