Una celebre scacchista ebrea potrebbe diventare la prossima presidente dell’Ungheria. Si tratta della 49enne Judit Polgar, ritenuta la più grande giocatrice donna di sempre, per 26 anni consecutivi in testa alla classifica mondiale femminile. È il nome proposto in queste ore dal primo ministro del Paese, Péter Magyar – succeduto due mesi fa all’ex capo del governo Viktor Orbán – secondo il quale l’Ungheria «ha bisogno di unità, pace e di un presidente di cui ogni ungherese possa andare fiero». Per questo, ha comunicato, «la incontrerò per chiederle se sia disposta a servire il nostro Paese in un nuovo ruolo, fino all’adozione della nuova Costituzione».
Nata nel 1976 a Budapest, Polgar ha conquistato il titolo di grande maestro all’età di 15 anni, 4 mesi e 28 giorni, superando per precocità Bobby Fischer. Vanta quattro ori alle Olimpiadi degli scacchi e in carriera ha battuto, tra gli altri, famosi colleghi del calibro di Garry Kasparov, Anatoly Karpov e Viswanathan Anand. Anche per questo nel suo ambiente è conosciuta come “la regina degli scacchi”, che è anche il titolo di un documentario a lei dedicato su Netflix.
Fu il padre della scacchista, László, uno psicologo dell’educazione figlio di due sopravvissuti ad Auschwitz-Birkenau, a instradarla verso gli scacchi, assieme alle sorelle, dall’età di cinque anni. La sua filosofia era che «i geni si fanno, non nascono» e che una pratica rigorosa avrebbe potuto dare i frutti auspicati per emergere. «Perché gli scacchi? È molto semplice, è facile avere una scacchiera e costa pochissimo», racconta nel documentario la madre Klara, di origine ucraina, soffermandosi sulle umili origini della famiglia, che viveva allora in una casa fatiscente, in un quartiere operaio, negli anni crepuscolari della dominazione comunista. Polgar ha vissuto anche in Israele, si è mobilitata per la causa degli ostaggi rapiti da Hamas e attraverso il suo “Judit Polgár Method” insegna ai giovani, attraverso gli scacchi, come concentrarsi al meglio e affrontare le sfide.
In Ungheria la carica di presidente ha un ruolo prevalentemente cerimoniale, ma può anche porre il veto su atti legislativi o sottoporli al vaglio della Corte costituzionale. Magyar ha di recente ottenuto le dimissioni dell’ormai ex presidente, Tamás Sulyok, espressione dell’era Orbàn. A sostituirlo ad interim c’è per il momento Ágnes Forsthoffer, attuale presidente dell’Assemblea nazionale ungherese. A breve, forse, potrebbe invece toccare alla “regina degli scacchi”.
Ungheria
Magyar propone la “regina degli scacchi” Polgar alla presidenza del Paese