Come abbiamo scritto presentando l’ultimo numero di DafDaf, il 170, i Lego non sono solo mattoncini: quei piccoli blocchi di plastica che si incastrano tra loro e permettono di costruire praticamente qualsiasi cosa – case, città, astronavi, animali, veicoli – sono molto di più. Inventati negli anni Trenta da un falegname, derivano il loro nome da due parole danesi, leg godt, un’espressione che significa “gioca bene”. Ma “bene” non ha nulla a che fare con un modo “giusto” di usarli, bastano immaginazione, capacità di risolvere problemi, pazienza, attenzione e pensiero spaziale. È un gioco aperto, che non impone storie, anzi, aiuta a farle nascere… oppure le raconta, come sta succedendo al Castello di Duino. Il nuovo progetto, voluto dal Principe
Dimitri della Torre e Tasso ricostruisce la storia del castello e di alcuni dei protagonisti della sua storia, sette installazioni che integrano il percorso di visita e sono “costate” più di 800 ore di lavoro.
Dalla riproduzione del castello ad alcuni dettagli del suo interno, fino alla scena che ritrae la Bora che soffia sul Molo Audace, a Trieste, tutte le installazioni sono riproduzioni accurate. Un gioco, forse, ma molto molto serio.
Buona lettura!
Ada Treves
Trecentomila mattoncini, un castello, la sua storia
Sono serviti più di 300.000 – sì, proprio trecento mila! – mattoncini colorati per ricostruire il Castello di Duino e alcuni dei protagonisti della sua storia.
Sono sette le installazioni che compongono “Pezzi di Storia. Il Castello di Duino si racconta in mattoncini LEGO“, l’iniziativa che da metà aprile si integra nel percorso di visita. È un progetto permanente, non una mostra temporanea, ed è stato voluto moltissimo soprattutto dal Principe Dimitri della Torre e Tasso. Un vero principe, che è davvero un componente della dinastia dei Thurn und Taxis, proprietari del Castello.
Sono state necessarie più di 800 ore per progettare e costruire i sette “pezzi di storia” del castello, che i visitatori d’ora in poi incontreranno lungo il percorso.
Il primo è una riproduzione in scala del Castello di Duino, dimora dei principi della Torre e Tasso, è fatta di oltre 130.000 mattoncini LEGO, e permette di osservare da vicino il maniero nel suo insieme. È alta oltre due metri, pesa più di 600 kg, ed è in scala: permette di capire come è fatto il castello in tutti i suoi particolari.
Per il ritratto della Principessa Marie von Thurn und Taxis (1855-1934) – una riproduzione di un ritratto ad olio della nobildonna – ne sono serviti circa 34.000. È stata una vera mecenate e intellettuale, e al Castello di Duino diede vita a un salotto in cui si incontravano artisti, scrittori e filosofi di primo piano. Lei stessa artista, scrittrice e poetessa, oltre che musicista, riuniva menti brillanti e con il suo impegno, contribuì a fare di Duino un luogo importante per la cultura europea.
La riproduzione della Scala Palladio –ricostruita con oltre22.000 mattoncini – mostra le particolarità architettoniche della scalinata, ed è collocata proprio alla sua base. È una scala elicoidale che risale al XV secolo, e deve il suo nome alla somiglianza con la famosa scala ovale del Convento della Carità a Venezia, che è stata progettata nel Cinquecento da Andrea Palladio, uno dei più illustri architetti della Repubblica di Venezia.
Al piano superiore, percorsa la Scala Palladio (quella vera!) si incontra il padrone di casa: il Principe Raimondo della Torre e Tasso (1907-1986) – nonno del Principe Dimitri – è protagonista di un ritratto composto da più di 40.000 pezzi, ispirato a una fotografia di famiglia scattata nella piccola baia sotto il castello. È stato una figura fondamentale nella storia recente del Castello di Duino, contribuendo a farne un luogo privilegiato di dialogo internazionale. Ha sostenuto in particolare la creazione del Centro Internazionale di Fisica Teorica di Trieste e del Collegio del Mondo Unito con sede a Duino, prove del suo interesse per gli scambi intellettuali e la formazione dei giovani
L’omaggio a uno degli ospiti più famosi e più assidui del Castello è una statua a grandezza naturale: il poeta Rainer Maria Rilke che legge le sue Elegie Duinesi è fatto di oltre 80.000 mattoncini, e invita i curiosi a sedersi accanto a lui. Rilke all’inizio del XX secolo soggiornò al Castello di Duino, ospite della Principessa Marie von Thurn und Taxis, era un luogo che considerava il rifugio ideale per la meditazione e fu proprio in questo luogo che nacque l’ispirazione delle Elegie Duinesi una delle opere principali della poesia moderna. A dicembre 2026 ricorrerà il centenario della sua mote.
Ci sono poi anche una riproduzione della Bora che soffia sul Molo Audace, a Trieste, con tanto di omini LEGO che si reggono il cappello per resistere alle raffiche di vento. La Bora è un vento freddo, secco e impetuoso, molto spettacolare ma anche temuto, sia a Trieste che nella regione circostante. Soffia dagli altipiani carsici verso il Mare Adriatico con raffiche che possono raggiungere i 180 km all’ora… Sul Molo Audace, nel cuore della città, le sue raffiche sollevano gli spruzzi del mare e d’inverno coprono il molo di ghiaccio, mettendo alla prova l’equilibrio dei passanti. Ci sono voluti quasi 10.000 mattoncini per riprodurre il Molo Audace, la chiesa greco-ortodossa di San Nicolò da un lato e Piazza Unità d’Italia dall’altro, oltre ovviamente alle onde e ai passanti.
Per ultima una riproduzione del Patto di Duino (1954), collocato nella tessa Sala da Pranzo in cui si tenne lo storico incontro. Firmato da Jugoslavia, Italia, Regno Unito e Stati Uniti, il Patto sancì il ritorno di Trieste all’Italia. Riproduce tutti i dettagli: dal paravento variopinto ai cappelli posati su una cassapanca, fino al particolare dei pavimenti.
Il progetto ha richiesto tre fasi: nella prima una squadra di lavoro, insieme alla famiglia, ha raccolto piante, schizzi, fotografie e documenti storici, per definire cosa riprodurre e dove collocare le installazioni.
La seconda tappa è stata quella della progettazione e della modellazione in 3D: il progetto è stato sviluppato al computer, e sono state prese le decisioni tecniche, a partire da scelta dei mattoncini, selezionati in base al colore, alla forma e alla dimensione, per riprodurre fedelmente i soggetti. Dai muri ai tetti, e poi i dettagli di finestre, porte, colonne. E i ritratti. E gli elementi del paesaggio.
Poi, ordinati i mattoncini LEGO necessari, si è passati alla terza fase, la costruzione dei modelli. Sono stati fatti in Francia da uno studio che si occupa di quello (si chiama Epicure Studio) e poi caricati su un camion e trasportati a Duino, dove ci sono voluti altri due giorni per finire il lavoro.
Il Principe Dimitri della Torre e Tasso è l’erede della famiglia che da oltre 400 anni possiede il Castello, ed lui che ha molto voluto le installazioni fatte di Lego. che oggi porta avanti questa eredità con l’obiettivo di valorizzarne il patrimonio culturale e di darne accesso a sempre più visitatori.