Dal tramonto di martedì 28 luglio e fino al tramonto successivo in Israele e nel mondo ebraico si celebrerà Tu BeAv, festa dell’amore, dei fidanzamenti e della gioventù. TuBeAv significa letteralmente “il quindicesimo giorno di Av”, le sue radici sono bibliche e la sua lietezza rappresenta un momento di parziale sospensione del periodo di lutto che caratterizza il penultimo mese dell’anno ebraico per via delle vicende ricordate nel precedente digiuno di Tishà BeAv, quando è pianta la duplice distruzione del Tempio di Gerusalemme per mano babilonese e poi romana. Pur avendo una lunga storia alle spalle, Tu BeAv è una festa ancora relativamente poco conosciuta. «Sei appena arrivato in Israele e ti stai chiedendo cosa sia Tu BeAv?», scrive il ministero israeliano dell’Aliyah e dell’integrazione in un post sui propri canali social, dando ai nuovi olim (gli immigrati nello Stato ebraico) qualche informazione di base sulla ricorrenza. Nei tempi antichi, come informa la Mishnah, per Tu BeAv giovani donne danzavano tra i vigneti e gli uomini «andavano alla ricerca» di una compagna, nell’Israele di oggi è un proliferare di «concerti, festival ed eventi speciali» improntati anche a uno spirito non solo amoroso ma di generale «riconciliazione» e di ricerca di «unità e rinnovamento». Su Aish l’ex rabbino capo ashkenazita d’Israele e di Tel Aviv, Israel Meir Lau, scrive come questa ricorrenza sia anche un’occasione per riflettere in vista del nuovo anno ebraico distante ormai solo sei settimane e per prepararsi in particolare agli Yamim Noraim, i dieci giorni penitenziali tra Rosh haShanah e Yom Kippur, perché se prima il caldo estivo «rendeva difficile sedersi a riflettere con calma», ora che il clima inizia a rinfrescarsi, con giornate più corte e notti più lunghe, «è più agevole esaminare le proprie azioni». Non a caso, sottolinea il rav, in passato era consuetudine utilizzare, già a partire da Tu BeAv, l’espressione “Che la tua iscrizione e il tuo sigillo siano per il bene” con la quale a Rosh haShanah si augura al prossimo l’iscrizione nel libro della vita.
Quel paragone sbagliato
Tu BeAv è il “San Valentino ebraico”, come a volte sostengono alcuni? Un riferimento che distorce l’essenza della festa e maldestramente importa riferimenti religiosi di altre tradizioni, spiegano i Maestri (e non solo loro). Più prosaicamente, il Times of Israel dello scorso anno elencava 15 ragioni per amare Tu BeAv senza ricorrere a schemi interpretativi sbagliati, condendo il tutto con un po’ di humor. «Tu BeAv cade durante la luna piena del mese di Av, nel pieno dell’estate, quando i campi sono dorati e l’uva è matura. San Valentino è a febbraio. Sotto la pioggia. Tra la fanghiglia. Non serve aggiungere altro», ironizzava la blogger Sarah Tuttle-Singer. E ancora: «Tu BeAv non impone cene “romantiche” forzate o soufflé alle fragole da 300 shekel. Puoi festeggiare in un vigneto, in cima a una collina o nel giardino di casa, in compagnia di amici e una anguria». Come ogni altro evento, anche Tu BeAv risente della “situazione”. Nel 2024 diventò virale la foto Ziv Abud, compagna di Eliya Cohen, allora ostaggio di Hamas a Gaza, che proprio per Tu BeAv aveva organizzato sul lungomare di Tel Aviv una simbolica cena per due ma con solo lei al tavolo. La storia ha avuto un lieto fine. Cohen è stato rilasciato nel febbraio successivo e il 19 agosto di quest’anno la coppia si sposerà.
a.s.