Una densa coltre di fumo incombe su Bordeaux da venerdì scorso, mentre un vasto incendio si fa strada attraverso la Francia sud-occidentale. Come ai tempi della pandemia, in città sono tornate le mascherine, riportano i media locali. Questa volta, però, servono a proteggersi dal fumo: attorno, 42mila ettari di terreno sono stati avvolti dalle fiamme e oltre 220mila persone sono state evacuate dalla costa, nel dipartimento della Gironda.
Dalla vicina Bordeaux anche la Comunità ebraica si è mobilitata per aiutare gli sfollati. «Di fronte agli incendi che colpiscono la nostra regione, esprimiamo il nostro pieno sostegno alle vittime, alle loro famiglie e a tutti coloro che sono impegnati nelle operazioni di soccorso», il messaggio diffuso dagli ebrei francesi, accompagnato da un invito: «Se famiglie o persone, compreso chi è in vacanza, avessero bisogno di un alloggio temporaneo, la nostra comunità è disponibile ad accoglierle e sostenerle nei limiti delle proprie possibilità».
L’appello è stato rilanciato dal Gran Rabbino di Francia, Haim Korsia, che ha invitato chiunque ne abbia bisogno a contattare il presidente del Concistoro di Bordeaux, Francis Barokel. «Al fuoco che distrugge dobbiamo contrapporre la solidarietà capace di unire, la generosità che consola e l’impegno per ricostruire. Trovandosi nelle immediate vicinanze del disastro, la comunità ebraica di Bordeaux e della Gironda si mobilita in modo particolare per affrontare questa tragica prova». Korsia ha rivolto un pensiero anche a chi è impegnato sul posto per spegnere le fiamme e prestare soccorso: «Esprimo la mia profonda riconoscenza verso i vigili del fuoco, le forze dell’ordine, le squadre di soccorso, i militari, i rappresentanti dello Stato, gli eletti, i volontari e tutti coloro che, con un coraggio esemplare, rischiano la propria vita per salvare quella degli altri e preservare il nostro patrimonio comune».
(Foto di Marion Fournies – Fédération nationale des sapeurs-pompiers de France – FNSPF)