Israele

Sa’ar in Sud America, l’asse con Ecuador e Colombia

Sa’ar in Sud America, l’asse con Ecuador e Colombia

Un ministro degli Esteri israeliano non metteva piede in Ecuador da 44 anni. I rapporti tra i due Paesi non si sono mai interrotti – da poco le rispettive ambasciate hanno celebrato i 75 anni di relazioni diplomatiche – ma per quasi mezzo secolo nessun capo della diplomazia israeliana si è recato a Quito. A porre fine alla lunga assenza è stato Gideon Sa’ar, aprendo proprio nella capitale ecuadoriana un viaggio in Sud America – tra Ecuador e Colombia –, parte di una strategia mirata a riavvicinare Israele alla regione. Prima di partire, Sa’ar ha proclamato il 2026 «Anno dell’America Latina» per la diplomazia israeliana.
A Quito il ministro è intervenuto davanti a una sessione speciale dell’Assemblea nazionale e ha firmato un memorandum sulla cooperazione antiterrorismo, insieme a un’intesa per rafforzare i legami economici. «Israele ed Ecuador affrontano sfide comuni», ha dichiarato, indicando in antiterrorismo, innovazione, agricoltura e commercio i pilastri di un partenariato «a beneficio di entrambi i popoli».
Ma è la tappa colombiana a pesare di più. Venerdì Sa’ar sarà a Cali per l’insediamento del neopresidente Abelardo de la Espriella, con una fitta agenda di incontri a margine con i leader del continente. La visita segna una svolta: sotto il presidente uscente Gustavo Petro, primo capo di Stato di sinistra del Paese e feroce critico della guerra a Gaza, Bogotá aveva rotto le relazioni diplomatiche nel maggio 2024 e sospeso l’acquisto di armi made in Israel, di cui era stata a lungo tra i principali clienti.
De la Espriella ha promesso di invertire la rotta: tra i punti centrali della sua campagna, il rilancio di «un’alleanza strategica con lo Stato di Israele» e l’apertura di un’ambasciata a Gerusalemme, annunciata dal nuovo governo di destra il mese scorso. L’intesa tra i due Paesi raggiunta due settimane fa a Washington prevede anche uno scambio immediato di ambasciatori e l’esenzione reciproca dei visti. «Continuiamo ad avvicinare l’America Latina a Israele», ha rivendicato Sa’ar. «Ne trarremo beneficio sul piano diplomatico, economico e turistico».

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