La scelta del prossimo James Bond dovrebbe essere fatta entro la fine dell’anno. Lo ha confermato la produttrice Amy Pascal, che sta lavorando al nuovo film della saga dopo il passaggio del franchise ad Amazon MGM Studios, secondo quanto riportato dalla Jüdische Allgemeine: «La fine dell’anno è una tempistica plausibile», ha dichiarato Pascal, spiegando che la selezione procede «con grande attenzione e in modo molto sistematico». Da anni tra i candidati circola anche Aaron Taylor-Johnson, l’attore che potrebbe diventare il primo interprete ebreo di 007, ma le sue possibilità sembrano essersi ridotte. Secondo indiscrezioni riportate dai media britannici, la produzione sarebbe orientata verso un attore britannico relativamente sconosciuto, di un’età compresa tra la fine dei vent’anni e l’inizio dei trenta: un profilo che non corrisponderebbe a quello di Taylor-Johnson. Tra gli altri nomi citati figurano Callum Turner e l’australiano Jacob Elordi, la ricerca è affidata alla casting director britannica Nina Gold, il nuovo film sarà diretto da Denis Villeneuve, mentre la sceneggiatura è firmata da Steven Knight. Secondo Pascal raccogliere l’eredità di Daniel Craig non sarà semplice: «Lascia una enorme impronta», ha osservato. Il prossimo capitolo dovrà dunque segnare un nuovo inizio, «coraggioso, coinvolgente e soprattutto diverso» da quanto visto finora. La serie di James Bond, iniziata nel 1962 con
Agente 007 – Licenza di uccidere, conta sei interpreti del personaggio, in 25 film. L’ultimo, No Time to Die, è uscito nel 2021.
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Il prossimo 007 sarà ebreo?