Regno Unito

La macellazione con stordimento non è sempre la migliore

La macellazione con stordimento non è sempre la migliore

Non vi è «nessuna chiara prova» che il rischio di violazioni delle norme sul benessere animale sia maggiore nella macellazione senza stordimento rispetto a quella con stordimento (né che sia maggiore nel caso della macellazione con stordimento). Lo scrive la Food Standards Agency britannica, nel suo rapporto sul benessere animale relativo al 2024/25, riportando al centro del dibattito il tema della macellazione rituale, come riporta The Jewish Chronicle. La norma riconosce il diritto di ebrei e musulmani a consumare carne preparata secondo le proprie convinzioni religiose, ammettendo cioè la macellazione rituale senza stordimento dell’animale. La Food Standards Agency precisa inoltre di non avere una base giuridica per autorizzare un macello in funzione del metodo scelto: gli operatori possono adottare il metodo richiesto dalla domanda dei consumatori, purché siano rispettati i requisiti previsti dalla legge e quelli religiosi. 

L’autorità incaricata di vigilare sul rispetto delle norme non individua dunque una chiara differenza nella probabilità che si verifichino violazioni. Per Shimon Cohen, campaign director di Shechita UK, la distinzione fra macellazione «stordita» e «non stordita» sarebbe fuorviante se usata per suggerire che una delle due modalità sia per definizione umana – ovvero sufficiente a garantire un maggior benessere dell’animale – e l’altra per definizione crudele. Shechita UK sostiene inoltre che la shechità rientra nella definizione legale di stordimento, inteso come un processo intenzionalmente indotto che provoca perdita di coscienza e sensibilità, senza che l’animale provi dolore. Se il governo continua a dichiarare una preferenza per lo stordimento di tutti gli animali, la nuova formulazione della Food Standards Agency dovrebbe indurlo a riconsiderare quella posizione, argomenta dunque Shechita UK. 

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