Almeno 900 morti e oltre 4.000 dispersi: è il bilancio, ancora provvisorio, delle alluvioni che hanno devastato il Nepal settentrionale. Dal 26 agosto una frana abbattutasi sui distretti montuosi di Rasuwa e Nuwakot, al confine con il Tibet, ha innescato inondazioni improvvise che hanno spazzato via strade, ponti e interi villaggi, costringendo decine di migliaia di persone a lasciare le proprie case. Le squadre di soccorso restano in allerta per il rischio di nuove esondazioni. Da giorni sono impegnate sul campo anche due organizzazioni umanitarie ebraiche, IsraAID e l’American Jewish Joint Distribution Committee, che hanno inviato aiuti nell’area colpita.
La squadra d’emergenza di IsraAID è atterrata a Kathmandu il 28 agosto. La maggior parte del team aveva già lavorato nel Paese tra il 2015 e il 2019, con un programma di recupero avviato dopo il terremoto in cui morirono quasi 9.000 persone. Mentre il governo nepalese e i soccorritori locali gestiscono la ricerca dei dispersi, IsraAID, spiega la testata ebraica americana Forward, si concentra sul sostegno alle comunità e ai primi soccorritori: distribuisce kit per l’igiene, organizza attività di supporto psicologico per i bambini e affianca gli ospedali sovraccarichi, dove continuano a presentarsi le famiglie in cerca dei propri cari.
Anche il Joint coordina la propria risposta attraverso le organizzazioni nepalesi che aveva formato alla gestione dei disastri dopo il terremoto del 2015. La priorità immediata, ha spiegato al Forward Avital Sandler-Loeff, direttrice dell’unità per i soccorsi del JDC, è evitare una crisi sanitaria: le acque stagnanti e i sistemi fognari danneggiati fanno temere focolai di malattie, mentre decine di migliaia di persone restano senza riparo. Alcune famiglie sono state trascinate fino a 40 chilometri da casa e non possono tornare perché strade e ponti sono ancora sepolti dal fango. L’organizzazione finanzia kit igienici, tende, coperte e vestiti, acquistando dove possibile sul posto, e prevede di spostare l’impegno verso il recupero dei mezzi di sussistenza, vista la distruzione di molti campi agricoli.
Sia IsraAID sia il Joint prevedono di restare in Nepal per settimane.
NEPAL
Le organizzazioni ebraiche in campo dopo le alluvioni