Le tensioni tra Germania e Russia continuano a salire e Berlino guarda anche a Israele per rafforzare le proprie capacità militari. A poche ore dall’accusa rivolta a Mosca per il tentato attacco con un drone esplosivo all’aeroporto di Lipsia, la Marina tedesca ha rivelato di aver testato con successo nell’Atlantico settentrionale il missile balistico israeliano Lora, prodotto dalle Israel Aerospace Industries (IAI). Un sistema con una gittata fino a 500 chilometri che la Germania sta valutando di acquistare per ampliare le proprie capacità di attacco a lungo raggio.
Il test, condotto nell’area tra Irlanda e Islanda e mantenuto finora segreto, rappresenta «un nuovo capitolo nella deterrenza e nella preparazione alla difesa marittima tedesca» ha dichiarato il comandante della Marina Jan Christian Kaack. Il Lora, ha aggiunto, può essere impiegato dalle unità tedesche e ha una gittata potenziale superiore «a tutto ciò che conoscevamo finora».
La prova arriva mentre la cooperazione militare tra Israele e diversi paesi europei continua ad allargarsi. Dal dicembre scorso è operativo in Germania il primo sistema antimissile israeliano Arrow 3, acquistato nell’ambito di un accordo poi ampliato fino a 6,5 miliardi di dollari, il più grande contratto di esportazione militare nella storia d’Israele. Solo pochi giorni fa Gerusalemme ha firmato con la Grecia un’intesa da tre miliardi di euro per lo “Scudo di Achille”, una rete integrata di difesa aerea e antimissile da fornire ad Atene nei prossimi tre anni.
Il sostegno del governo tedesco a Israele
Il valore politico del rapporto tra Berlino e Gerusalemme è stato ribadito dal cancelliere Friedrich Merz in una recente intervista, in cui ha difeso la prosecuzione delle forniture militari tedesche a Israele. «Non esistono consegne incondizionate», ha precisato, ma «finché avrò la responsabilità politica (della Germania), sosterremo sempre il diritto all’esistenza dello Stato d’Israele, anche militarmente, perché altrimenti oggi quello Stato non esisterebbe più».
Merz ha ricordato anche la sospensione temporanea decisa nell’agosto 2025 per alcune forniture destinate alle operazioni a Gaza, ma ha ribadito la linea di fondo di Berlino: «L’esistenza dello Stato d’Israele per noi non è negoziabile». Una posizione riconducibile alla Staatsräson tedesca, la responsabilità particolare della Germania verso la sicurezza israeliana legata alla memoria della Shoah.
L’asse Mosca-Teheran
Sul fronte opposto, Mosca starebbe trasferendo capacità militari avanzate all’Iran. Un’inchiesta del Financial Times ha rivelato l’esistenza di un programma segreto, nome in codice “C430L”, avviato nel 2023 per aiutare Teheran a sviluppare missili da crociera supersonici in grado di raggiungere velocità diverse volte superiori a quella del suono. La tecnologia permetterebbe al regime iraniano di sviluppare armi più difficili da intercettare, destinate soprattutto a colpire navi e obiettivi terrestri. Secondo il Financial Times, il programma è proseguito anche durante la guerra di quest’anno tra Iran, Israele e Stati Uniti. Teheran avrebbe già costruito e testato il sistema, senza però aver ancora schierato un missile operativo. Un ulteriore tassello della crescente cooperazione militare tra Russia e Iran, già consolidata dalla fornitura a Mosca dei droni Shahed impiegati contro l’Ucraina.
d.r.