Calcio

Dal Maccabi a Firenze, Gyula Feldmann nella storia dei cento anni viola

Dal Maccabi a Firenze, Gyula Feldmann nella storia dei cento anni viola

Una partita con in campo alcune “vecchie glorie” concluderà questa sera, allo stadio Artemio Franchi di Firenze, la prima parte dei festeggiamenti per il centenario della Fiorentina.
Nel grande album del secolo di vita viola, iniziato il 29 agosto del 1926, una delle prime pagine spetta a uno dei numerosi allenatori ungheresi emigrati in Italia per insegnare calcio tra gli anni Venti e Trenta del secolo scorso, molti dei quali erano ebrei. Come Arpad Weisz ed Ernő Erbstein, i nomi più celebri di questa lista di tecnici “danubiani” destinati a lasciare un segno e a pagare in seguito, sulla propria pelle, l’odio antisemita. E come Gyula Feldmann, secondo allenatore della storia del club gigliato. Feldmann arrivò in riva all’Arno nel 1928, inizialmente come vice del suo connazionale Károly Csapkay. Dopo una dolorosa retrocessione in Serie B nella stagione 1928-1929 e dopo un infruttuoso quarto posto l’anno successivo, fu proprio Feldmann a riportare la Fiorentina nella massima serie con la vittoria del torneo cadetto nel giugno del 1931, a pari punti con il Bari. E mentre Feldmann dava indicazioni tattiche dalla panchina, in campo si distingueva tra gli altri il centrocampista Bruno Neri, antifascista della prima ora “allergico” al saluto romano imposto dalle autorità in camicia nera, poi ucciso nella Resistenza.
Feldmann era nato a Seghedino, l’odierna Szeged, nel 1890. Aveva iniziato come calciatore, concludendo la sua carriera al Maccabi Brno e iniziando proprio lì la sua seconda vita di allenatore. Dopo Firenze arrivò la chiamata del Palermo, che militava in B, e fu di nuovo una promozione per lui. Nel 1934 passò poi all’Ambrosiana-Inter, con la quale perse lo scudetto all’ultima giornata, e infine al Torino. La panchina granata fu il suo ultimo incarico italiano, prima dell’avvento delle leggi razziste del ’38. Il suo addio al calcio fu con il MTK Budapest (1939-1940). E proprio a Budapest è morto, nel 1955. Curiosamente nella carriera del “viola” Feldmann c’è anche la guida tecnica della Juventus. Quella di Bucarest, però. 

a.s.

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