Eli Vered Hazan lascerà alla fine di dicembre la presidenza mondiale del Keren Hayesod, a pochi mesi dal suo insediamento. La decisione è arrivata mentre cresce la polemica sui presunti tentativi di affidare incarichi nell’organizzazione a persone vicine alla famiglia del primo ministro Benjamin Netanyahu, che aveva indicato Hazan per la guida dell’ente.
Secondo Israel Hayom, Sara Netanyahu avrebbe spinto per la nomina a capo di gabinetto di Osnat Mark, un’ex parlamentare del Likud priva, secondo i critici, dell’esperienza richiesta per il ruolo indicato. Channel 13 ha inoltre riferito di una richiesta per organizzare conferenze retribuite a favore del figlio Yair Netanyahu. Il Likud ha respinto le ricostruzioni, sostenendo che la moglie del premier non è mai intervenuta nelle nomine o nelle attività del Keren Hayesod. Per il partito si tratta di «calunnie riciclate» in vista delle elezioni.
La possibile assunzione di Mark avrebbe incontrato la forte opposizione dei principali donatori e del consiglio di amministrazione. Fonti citate dalla testata ebraica americana eJewishPhilanthropy sostengono che Hazan sia stato invitato a dimettersi e abbia inizialmente rifiutato. In una lettera agli organismi del Keren Hayesod, il presidente ha poi annunciato la scelta di restare in carica fino al 31 dicembre 2026, motivando il passo indietro con «considerazioni personali e familiari».
Ambasciatore israeliano a Singapore ed ex consigliere politico di Netanyahu, Hazan era stato approvato all’unanimità a luglio. La sua candidatura aveva suscitato alcune riserve per la limitata esperienza nella raccolta fondi e nei rapporti tra Israele e Diaspora. Il Keren Hayesod, braccio internazionale di raccolta fondi delle istituzioni nazionali israeliane, ha dichiarato entrate per 180 milioni di euro nel 2024.
Le dimissioni lasciano ora incerta la successione. Il consiglio potrebbe attendere le elezioni israeliane del prossimo mese prima di scegliere il nuovo presidente. Se entro il 1 gennaio non sarà trovata una soluzione, l’incarico passerà ad interim a Yaakov Hagoel, presidente dell’Organizzazione sionista mondiale.