ISRAELE

Dopo l’attentato di Kippur, massima allerta per Sukkot

Dopo l’attentato di Kippur, massima allerta per Sukkot

«Grazie per avermi salvato la vita. Grazie per i 16 anni insieme». Sono le parole con cui Yoav Shukrun, 16 anni, ha detto addio al papà Netanel, ucciso da un terrorista palestinese alla vigilia di Kippur. Padre di sei figli, Shukrun era andato con il primogenito alla sorgente di Ein Raya, vicino a Neve Tzuf, in Cisgiordania, per immergersi nell’acqua. I due erano tornati in auto quando l’attentatore ha aperto il fuoco. Netanel ha gridato al figlio di scappare: Yoav è riuscito a mettersi in salvo, mentre il padre è stato colpito. Secondo le Idf, l’attentatore ha sparato da un veicolo verso la sorgente, poi è fuggito a piedi ed è stato ferito da un soldato. La fuga del terrorista si è conclusa in un ospedale vicino a Ramallah, dove è stato arrestato. Shukrun è stato portato d’urgenza all’ospedale Beilinson di Petah Tikva, ma è morto poco dopo per le ferite riportate.
L’attentato è avvenuto in un periodo di crescenti tensioni in Cisgiordania. In vista di Sukkot, la festa ebraica che segue Kippur, le Idf hanno rafforzato la presenza militare nella regione per prevenire nuovi attacchi. Su Ynet, l’analista militare Elisha Ben Kimon sottolinea come il rischio di una escalation sia stato segnalato da settimane dall’intelligence militare: la questione è stata discussa dal gabinetto di sicurezza e ha portato a esercitazioni in Cisgiordania delle Idf e delle unità speciali. Dopo l’uccisione di Shukrun, il capo di Stato maggiore Eyal Zamir ha ordinato un consistente rafforzamento delle forze di sicurezza. È stato predisposto il comando di un’ulteriore divisione che, in caso di necessità, assumerà la responsabilità dell’area da Gerusalemme verso sud. La misura consentirebbe alla Divisione Giudea e Samaria di concentrare le proprie forze nei settori più esposti.
L’attentatore avrebbe agito da solo e, scrive Ynet, lo Shin Bet sta verificando come si sia procurato l’arma e se abbia ricevuto aiuto. Durante Kippur, riporta l’emittente Kan, è stato sventato un altro attentato pianificato da uomini di Hamas a Qabatiya. I militari hanno condotto operazioni anche a Biddu, la cittadina da cui proveniva l’uomo che ha sparato a Shukrun.
«Purtroppo l’attentato alla vigilia di Kippur era prevedibile», ha osservato il giornalista di Haaretz Amos Harel alla radio israeliana 103FM. Harel ha richiamato il rischio di attacchi durante le festività ebraiche, aggravati dai «continui attriti tra coloni, soprattutto negli avamposti agricoli, e palestinesi». «È chiaro», ha concluso l’analista, «che Hamas cercherà di incendiare la situazione il più possibile». Alla stessa radio Michael Milshtein, esperto del Moshe Dayan Center di Tel Aviv, ha allargato lo sguardo a Gaza. Il controllo israeliano dell’enclave palestinese, ha spiegato, non è totale e Hamas può ricavare esplosivi dagli ordigni inesplosi nella Striscia. Per Milshtein, singoli attacchi potrebbero moltiplicarsi.

Il rischio rapimenti
Attacchi che, secondo il ministro della Difesa Israel Katz, potrebbero avere la forma di rapimenti: il ministro ha parlato di «indicazioni e informazioni di intelligence» su possibili piani di Hamas in questa direzione. Durante una cerimonia in memoria dei caduti della guerra del Kippur del 1973, Katz ha avvertito: «Se anche un solo soldato o civile israeliano sarà rapito», il milione di abitanti di Gaza City sarà evacuato verso sud e la città «sarà trattata come Rafah, Beit Hanoun e il 70 per cento della Striscia» fino al ritorno delle persone rapite. Il ministro ha ribadito che Israele «non si ritirerà dalla linea gialla» finché Hamas non sarà eliminato e Gaza non sarà disarmata.

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